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Trento
16 ottobre | 18:23

Niente "Giro della Bolghera" nel 2024. Zoccante: "Abbiamo chiesto a tanti di organizzarla, ma nessuno è stato disponibile. Faremo di tutto perché non muoia"

Il nostro gruppo non ha avuto ricambio generazionale. Io ho 82 anni e sono tra i più giovani. Abbiamo bisogno di qualcuno che si faccia avanti. Siamo pronti a supportare chi fosse interessato, ma tutti i soggetti che abbiamo interpellato ci hanno detto di "no". L'appello è rivolto alle società del territorio, ma anche alle singole persone per far sì che la "nostra" Sanremo non muoia", spiega Zoccante, a capo dell'organizzazione dal 1986

TRENTO.  Nell'albo d'oro dell'ultracentenario "Giro della Bolghera" ci sarà un altro "buco", dopo quello del 2020, quando la corsa venne - giocoforza - annullata causa pandemia. Ebbene la seconda casella bianca sarà quella relativa al 2024.

 

Non andata in scena quest'anno - come da tradizione - nel mese di marzo, in tanti auspicavano che la "classicissima" trentina di primavera, di cui sono state disputate già 113 edizioni, si trasformasse, almeno provvisoriamente, in una corsa di fine stagione e si corresse alla fine di ottobre. 

 

Da una "Sanremo" in salsa trentina, dunque, sarebbe potuta diventare un "Giro di Lombardia", altresì ribattezzato la "Classica delle foglie morte".

 

Niente da fare, quest'anno "La Bolghera" non si correrà. A febbraio Bepi Zoccante, presidente del Club Ciclistico Francesco Moser, a capo dell’organizzazione addirittura dal 1986, lo aveva annunciato, lanciando un appello alle istituzioni e alle società ciclistiche del territorio: dateci una mano affinché una delle corse più prestigiose del panorama nazionale, il "sogno" per tutti i dilettanti trentini. (QUI ARTICOLO).

 

In questi mesi nulla è cambiato e Zoccante, per decenni anche alla guida del ciclismo trentino, rinnova invito, che è un vero e proprio grido "d'aiuto" in nome di uno degli appuntamenti "clou" della stagione trentina ma, più in generale, dello sport provinciale: che qualcuno si faccia avanti, altrimenti la corsa per Under 23 che si snoda nel quartiere della Bolghera è destinata a morire.

 

"Il momento è difficile - spiega - ed è sempre più complicato organizzare una gara, nel caso de "La Bolghera" ancora di più, visto che si snoda attorno all'ospedale Santa Chiara. Il nostro gruppo non ha avuto ricambio generazionale. Io ho 82 anni e sono tra i più giovani. Abbiamo bisogno di qualcuno che si faccia avanti. Siamo pronti a supportare chi fosse interessato, ma tutti i soggetti che abbiamo interpellato ci hanno detto di "no". L'appello è rivolto alle società del territorio, ma anche alle singole persone per far sì che la "nostra" Sanremo non muoia. Tutti l'aspettavano anche quest'anno, a marzo non è stato possibile, abbiamo provato a spostarla ad ottobre, ma niente. E' un peccato, speriamo che si muova qualcosa nei prossimi mesi per poter ritornare a marzo".

 

Amatissima e ambitissima dal dilettanti trentini, per cui ha sempre rappresentato uno degli appuntamenti "clou" della stagione, "La Bolghera" è stata - in passato - terra di conquista per giovani ciclisti in rampa di lancio, diventati poi professionisti e, in alcuni casi, anche grandi campioni.

 

"Penso solo al recente passato - prosegue Zoccante - e mi vengono in mente i vari Sonny Colbrelli, Matteo Trentin, Oscar Gatto, Adrian Richeze e Simone Velasco, senza dimenticare gli altri nostri "pro" Mariano Piccoli, Daniel Oss e Manuel Quinziato, che non hanno vinto ma ottenuto piazzamenti importanti. Ed Edoardo Zambanini, che ha trionfato tra gli Allievi nel 2017. E' sempre stata una gara seguitissima, che entusiasmava il pubblico, visto che il percorso era impegnativo e, ogni 6-7 minuti, c'era il passaggio dei corridori. Lavoreremo duramente durante l'inverno per far sì che La Bolghera non muoia. L'abbiamo inventata, così come tante altre corse e iniziative, adesso la "re inventeremo". Anzi, la riproporremo".

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