Sinner batte anche la serie A: il match contro Tsitsipas è stato più visto rispetto a tutte le partite di calcio. E, intanto, il blogger Mimmozzo lo definisce "crucco secchione"
Un milione e 87mila spettatori hanno assistito alla semifinale di Montecarlo, contro i 952mila spettatori del match di San Siro e i 945mila di di Torino - Juventus. E, intanto, i tifosi (e pure Gramellini) difendono Jannik dalle parole di Mimmozzo, conosciuto per il suo blog sulle scommesse di tennis

TRENTO. Jannik Sinner batte anche la serie A. Senza "se" e senza "ma".
I dati televisivi relativi allo scorso fine settimana raccontano che la semifinale del Masters di Montecarlo 1.000 tra l'azzurro e Tsitsipas, vinta dal greco grazie anche ad un clamoroso errore commesso dalla giudice di sedia Aurelie Tourte in uno dei momenti cruciali dell'incontro (QUI ARTICOLO), è stata vista complessivamente da 1 milione e 87mila spettatori: 940mila hanno seguito il match sul canale di Sky Sport, altri 147mila tramite la piattaforma Sky Go, che trasmette in streaming.
Analizzando i dati relativi alle partite di calcio più viste, appare evidente con il tennis abbia battuto nettamente il calcio: l'incontro più visto (su Dazn, che detiene i diritti del massimo campionato italiano) è stato quello tra Inter e Cagliari (952mila spettatori), seguito dal cosiddetto derby della Mole tra Torino e Juventus, che dispettatori ne ha catalizzati 945mila.
Insomma, per gli italiani, in questo momento, non c'è paragone: Sinner appassiona molto di più della serie A. E' vero, il campionato di calcio è praticamente già deciso con l'Inter che ha un vantaggio "siderale" nei confronti delle inseguitrici, ma il dato è comunque estremamente significativo, visto che Jannik scendeva in campo per la semifinale di un Masters 1.000 e non per la finale di un torneo del Grande Slam o per un altro "super" appuntamento quali la Coppa Davis, le Finals o le Olimpiadi.
In questo momento Sinner è senza dubbio lo sportivo italiano più seguito e con maggior visibilità in tutto il mondo, che ha avvicinato al tennis anche milioni d'italiani, affascinati e rapiti dai suoi risultati sportivi, ma anche dall'atteggiamento e dal comportamento e dall'educazione di un ragazzo di soli 22 anni che sta gestendo il momento con l'esperienza di un veterano.
Che l'azzurro piaccia a quasi tutti è un dato di fatto ma c'è anche chi, per ottenere visibilità (e ci è riuscito perfettamente), lo ha criticato, definendolo "un crucco secchione". Il protagonista dell'uscita è Mimmozzo, conosciuto per il suo blog di scommesse sul tennis (che conta quasi 70mila follower su Instagram), che in un post pubblicato aveva scritto: "Sto crucco, il classico secchione della classe, quello che non sbaglia mai nulla e va a dormire alle venuto e non fa niente di sbagliato, mai una parola fuori posto. A noi piacciono i ragazzi come Fognini".
E poi, a corredo, alcune volgarità gratuite, che per il blogger possono sembrare virtù, mentre non crediamo proprio siano piaciute a Fognini.
La prima risposta alle inevitabili critiche era stata: "Sinner mi è indifferente. Non discuto che dominerà il circuito nei prossimi anni. Tennisticamente è bravo, ha sorpreso anche a me, ma io tifo chi mi pare. Ognuno è libero".
La presenza di Mimmozzo nel box riservato a Rune durante il match proprio con Sinner a Montecarlo ha riaperto la rabbia social dei tifosi di Sinner, a cui il blogger ha risposto nuovamente affermando che "tralasciando il fatto che per me è solo pubblicità gratuita, ma io mi chiedo. Esiste il confronto, informatevi bene... la cosa che mi fa davvero pensare è che nel 2024 in Italia ci sono problemi seri... spendere tutto questo tempo per me mi fa capire che purtroppo in Italia viaggiamo 10 passi indietro a tutto il mondo".
Anche Massimo Gramellini, editorialista del Corriere della Sera, ha preso le difese di Sinner del suo modo di essere e di comportarsi: "Per quelli come Mimmozzo - scrive il giornalista torinese -, un vero uomo deve perdere ogni tanto la testa, cedere ai vizi invece di evitarli, ribellarsi alle ingiustizie invece di accettarle. Cadere e rialzarsi di continuo, resistendo a tutto tranne che alle tentazioni. Il 'maledetto' è un archetipo pieno di fascino, avvolto in un alone mitico e mistico, dannazione e redenzione. Viene più facile innamorarsi di un eroe negativo, al cui confronto ci sentiamo subito migliori, che di uno positivo, destinato a metterci inevitabilmente davanti ai nostri limiti. Secondo un certo modello culturale, di cui Mimmozzo è l’ultimo e forse inconsapevole portavoce, i buoni alla Sinner infastidiscono e alla lunga annoiano. Ma si tratta di un gigantesco equivoco. Ci hanno educato a credere che la vera dimostrazione di carattere consista nel liberare i peggiori impulsi. Invece, diceva Socrate, consiste nel riuscire a controllarli. Per fortuna le cose stanno un po’ cambiando e, a occhio, Sinner comincia ad avere più followers di Mimmozzo".














