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Trento
08 giugno | 20:01

Sinner - Alcaraz, uno spettacolo favoloso. Ma non per tutti: in Spagna è stato trasmesso in chiaro, in Italia niente diretta Rai, perché non considerato "di rilevanza nazionale"

In ambito sportivo nella lista stilata (non aggiornata dal 2012) dall'Agicom rientrano tanti altri eventi sportivi, ma non le semifinali e le finali dei tornei del Grande Slam. Nemmeno quando gli italiani sono protagonisti. Dopo il successo di Jannik all'Australian Open ci si augurava che qualcosa sarebbe cambiato ma non è stato così. A farne le spese gli spettatori

TRENTO. Stavolta ha vinto Carlos Alcaraz, che domenica disputerà la finale del Roland Garros contro Alex Zverev, mentre Jannik Sinner (conoscendolo) starà già pensando al prossimo impegno. La stagione sull'erba è alle porte e il traguardo si chiama Wimbledon, passando per il torneo di Halle, in programma dal 17 al 23 giugno.

 

Una cosa è certa: quello andato in scena venerdì pomeriggio al "Philippe Chatrier" è stato uno spettacolo sublime tra due fuoriclasse che, è facile prevederlo, si prenderanno a "pallate" (con tantissimo rispetto, visto che tra Jannik e Carlos c'è un'amicizia vera, che dura ormai da tempo) per (almeno) il prossimo decennio.

 

Un match entusiasmante dove, alla fine, i tifosi di Sinner hanno applaudito Alcaraz (che non vai mai sopra le righe) e quelli dello spagnolo si sono complimentati con l'azzurro.

 

Ha vinto l'iberico, capace di risorgere dopo un primo set in cui è stato annichilito dal 22enne di Sesto e, grazie ad una miglior condizione fisica rispetto all'altoatesino, è riuscito ad imporsi alla distanza dopo oltre 4 ore di show puro. Insomma, una gioia per gli occhi di chi ha potuto assistere all'incontro.

 

Appunto, chi ha potuto, perché non tutti, al di là dell'orario pomeridiano, sono riusciti ad assistere ad uno spettacolo di altissimo livello. Che, al momento, ha pochi eguali, non solamente quando si parla di sport in Italia, ma in generale. Inutile girarci troppo attorno: Sinner contro Alcaraz rappresenta il top del talento, della tecnica, della potenza, della classe.

 

Ecco, allora, che un evento di questo tipo, che dovrebbe essere letteralmente alla portata di tutti, è stato trasmesso solamente in modalità "pay per view" e a goderne sono stati esclusivamente gli abbonati ad Eurosport o alle piattaforme di Sky, Now, Dazn, TimVision e Discovery+ (che trasmettono i canali sportivi dell'emittente targata Warner Bros Discovery).

 

L'ennesimo, clamoroso, "bug" da parte del servizio pubblico, acuito dal fatto che in Spagna, invece, Sinner - Alcaraz è stato trasmesso in chiaro su DMAX con la telecronaca di Fernando Ruiz e Alex Corretj.

 

E perché in Italia non è accaduto? Semplice, perché le semifinali e la finale di un torneo del Grande Slam, anche in presenza di un atleta o un'atleta italiani (stesso discorso vale per l'ultimo atto del torneo femminile, che ha visto protagonista Jasmine Paolini o per le finali dei tornei di doppio, con due coppie italiane a giocarsi il titolo), non rientrano - incredibilmente - nella lista di "eventi di rilevanza nazionale" redatta dal garante delle comunicazioni, che assicura la trasmissione "per tutti" di determinati eventi sportivi e non. Come, ad esempio, il Festival di Sanremo.

 

La lista dell'Agicom è aggiornata al 2012 e, negli ultimi 12 anni, non ha subìto alcuna modifica. Tra gli eventi garantiti ("ad almeno l'80% della popolazione italiana, su di un palinsesto gratuito senza costi supplementari" recita la disposizione) ci sono le Olimpiadi estive e invernali, le partite della nazionale italiana di calcio, le finali di Champions League ed Europa League (ma non la Conference League) in caso di presenza di una squadra italiana, il Giro d'Italia, il Gran Premio d'Italia di Formula 1 (Monza), quello di Misano per la Moto Gp, le semifinali e finali degli azzurri nei tornei internazionali di volley, basket, waterpolo e rugby (compreso il Sei Nazioni) e i mondiali di ciclismo di strada.

 

E per quanto riguarda il tennis? L'Authority prevede che tra gli "eventi di rilevanza nazionale" vi siano le semifinali e la finale degli Internazionali d'Italia qualora vi siano atleti italiani partecipanti, le semifinali e la finale della Coppa Davis e della Fed Cup alle quali partecipi la squadra nazionale italiana. Stop.

 

E i tornei del Grande Slam? E i Masters 1.000, diventati ormai terra di conquista per Jannik Sinner? E i match di Jasmine Paolini (top 10 nel circuito Wta)? E le finali dei doppi azzurri? Niente, non vi è traccia, nonostante il movimento tennistico italiano sia in evidente e clamorosa ascesa. E non da ieri, ma ormai da un anno a questa parte

 

Oggi non esiste una nazione più "tennistica" dell'Italia, ma il servizio pubblico (che di problemi ne ha tanti) sembra totalmente ignorare il "boom" di una disciplina che, mai come adesso, sta regalando enormi gioie e, soprattutto, sta avvicinando migliaia di persone a questo sport.

 

Già in occasione del trionfo di Sinner agli Australian Open i primi a protestare per il comportamento della Rai erano stati i giornalisti di... Raisport (QUI ARTICOLO) che, con un durissimo comunicato avevano parlato di "ennesima occasione persa: è stata scritta una pagina di storia dello sport e noi non c'eravamo". Visto che, è bene ricordarlo, oltre a non comprare i diritti della finalissima contro Medvedev, il Servizio Pubblico aveva scelto di non inviare nemmeno un giornalista a Melbourne per testimoniare l'impresa del fuoriclasse azzurro.

 

Infine le cifre, che in questi casi non mentono mai: per la sfida tra Sinner e Alcaraz sono state 1.003.000 le persone che si sono collegate su Eurosport, con uno share di quasi il 12%. Il piccolo d'ascolto ha registrato 1.213.948 spettatori (share 14,07%).

 

A questo punto la domanda è (ed è incredibile come non se siano già posta in viale Mazzini): che numeri avrebbe avuto il match tra Sinner e Alcaraz sui canali Rai, in chiaro? La risposta è facile e si riassume in due parole: da capogiro.

 

Invece lo spettacolo è stato - purtroppo - per pochi. Visto che Jannik è destinato a rimanere a questi livelli per anni e anni (e non solo lui, il movimento è in vertiginosa ascesa), quanto dovrà passare ancora prima che le sue gesta - almeno nei tornei più importanti - diventino "patrimonio" di tutti?

 

E' proprio il caso di dirlo: anche stavolta la Rai ha perso in maniera clamorosa. E, tanto per restare in tema, il punteggio finale è impietoso: 6-0, 6-0, 6-0.

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