Sinner contro Alcaraz: la finale di Wimbledon sarà uno spettacolo assoluto. E per tutti: la "super sfida" verrà trasmessa anche in chiaro
l match in programma domani - domenica 13 luglio - sul "Central Court" dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club, fondato nel 1868, sarà trasmesso in chiaro anche su TV8, oltre alla diretta in pay per view sulle piattaforme che detengono i diritti. Facile prevedere che gli ascolti arriveranno "alle stelle" perché, oltre al valore sportivo della sfida, Wimbledon ha, da sempre, un fascino unico e irraggiungibile

WIMBLEDON. Sarà uno spettacolo. Assoluto. Il meglio del meglio che il tennis di oggi (e anche di domani, probabilmente, per non dire sicuramente) può offrire e una sfida dall'incredibile valore e livello in generale. Insomma, la finalissima di Wimbledon tra il numero 1 al mondo Jannik Sinner e il due volte campione in carica Carlos Alcaraz sarà un evento sportivo di valore assoluto.
E sarà per tutti. Sì, perché il match in programma domani - domenica 13 luglio - sul "Central Court" dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club, fondato nel 1868, sarà trasmesso in chiaro anche su TV8, oltre alla diretta in pay per view sulle piattaforme che detengono i diritti.
Facile prevedere che gli ascolti arriveranno "alle stelle": chi si è perso la finalissima del Roland Garros tra Sinner e Alcaraz (anche in quel caso, ma con un "last minute", la partita fu visibile a tutti, sempre sul canale 8 del digitale), probabilmente è ancora lì che si "mangia le mani", i due fuoriclasse arrivano all'appuntamento finale della kermesse inglese in eccezionale forma e poi Wimbledon è sempre Wimbledon e, non ne vogliano gli altri tre tornei del Grande Slam, ha un fascino unico e, tutt'oggi, inarrivabile.
Il fuoriclasse di Sesto è arrivato in finale, la prima della carriera sull'erba inglese, dopo aver superato agevolmente Nardi (6-4, 6-3, 6-0) nel derby italiano, l'australiano Vukic (6-1, 6-1, 6-3), lo spagnolo Martinez (6-1, 6-3, 6-1), prima della serata "terribile" contro Dimitrov, ritiratosi sul 2-2 del terzo set per uno strappo muscolare, dopo che il bulgaro aveva vinto i primi due parziali, 6-3, 7-5.
A partire dai quarti il numero 1 al mondo ha ripreso a "macinare" tennis come sa fare, battendo prima Shelton (7-6, 6-4, 6-4) e poi Djokovic (6-3, 6-3, 6-4) in match in cui Jannik ha avuto il pieno controllo delle operazioni.
L'iberico, che nel 2023 e lo scorso anno ha vinto superando in entrambi i casi Nole (che qui, è bene ricordarlo una volta in più, ha trionfato 7 volte) ha esordito contro l'azzurro Fabio Fognini, battuto dopo cinque combattutissimi set (7-5, 6-7, 7-5, 2-6, 6-1), per poi eliminare il britannico Tarvet (6-1, 6-4, 6-4), Struff (6-1, 3-6, 6-3, 6-4), Rublev (6-7, 6-3, 6-4, 6-4), l'altro "padrone di casa" Norrie (6-2, 6-3, 6-3) e Fritz nella semifinale durata quattro set (6-4, 5-7, 6-3, 7-6), con l'americano che non ha sfruttato due set point nel tie break del quarto parziale, perdendo così la possibilità di portare la contesa al quinto set.












