Sarà ancora Sinner contro Alcaraz: al Masters 1.000 di Cincinnati si riproporrà la sfida già vista, negli ultimi mesi, a Roma, Parigi e Wimbledon
L'appuntamento è per le 21 (ora italiana) di domani, lunedì 18 agosto, sul centrale del Cincinnati Court. I precedenti sono in favore del murciano (8-5), che ha vinto anche l'ultimo confronto tra i due fuoriclasse del tennis moderno disputato lo scorso anno a Pechino. In semifinale Jannik ha piegato la rivelazione Atmane, mentre Alcaraz ha avuto ragione di uno Zverev in ripresa, ma lontano anni luce dai due dominatori

CINCINNATI. Sarà, ancora una volta, Sinner contro Alcaraz.
E, allora, quella si preannuncia come un' "eterna sfida", visto che l'azzurro e l'iberico sono giovani, incredibilmente professionali, "affamati" ed estremamente ambiziosi, si arricchirà di un altro esaltante capitolo. Negli ultimi mesi si sono già affrontati tre volte, sempre in finale, nelle più importanti manifestazioni a cui hanno partecipato entrambi: prima a Roma, agli Internazionali d'Italia, poi al Roland Garros e, infine, poco più di un mese fa, a Wimbledon.
L'appuntamento è per le 21, ora italiana, sul centrale di Cincinnati, un torneo che piace tanto a Sinner, che qui ha trionfato dodici mesi piegando l'americano Tiafoe nell'atto decisivo, mentre Alcaraz in Ohio non ha ancora vinto, sconfitto in finale nel 2023 da Djokovic.
Adesso si ritroveranno - ancora - uno di fronte all'altro nell'ultimo atto di un altro Masters 1.000: la sensazione è che, per i prossimi anni, le finali saranno tutte tra loro due, salvo una giornata "storta" (anzi "stortissima"), un infortunio o altri imprevisti. Altrimenti, per tutti gli altri, non ci sarà "trippa per gatti".
O, per dirla alla Paolo Bertolucci, "no tripe for cats". Sinner ha piegato in due set il francese Terence Atmane, la grande rivelazione del torneo, conquistando così la sua ottava finale in un "1000", mentre Alcaraz ha battuto agevolmente (6-4, 6-3) uno Zverev in leggera ripresa, ma distante "anni luce" dai primi due della classifica generale. Per l'iberico sarà, invece, la nona finale in un torneo del circuito più importante dopo quello degli Slam.
Il bilancio nei confronti diretti è a favore dello spagnolo, che conduce 8 a 5 ed è in vantaggio anche sul cemento (5-2). Il primo confronto sul "veloce" tra i due avvenne al Masters 1.000 di Parigi nel 2021 (7-6, 7-5 in favore del murciano), l'ultimo risale allo scorso anno, quando Alcaraz s'impose nelle finale dell'Atp 500 di Pechino (6-7, 6-4, 7-6).
Il fondo "hard" è la superficie preferita dal fuoriclasse di Sesto, ma Alcaraz non è certamente inferiore. Chi è il favorito? Impossibile dirlo: entrambi hanno "tarato" la preparazione per arrivare al top della forma all'Us Open, il percorso è stato sin qui in crescita per entrambe, anche se lo spagnolo ha lasciato per strada un paio di set e, soprattutto nei quarti di finale, ha rischiato con Rublev, contro il quale si è imposto 7-5 al terzo.
Per Sinner vincere significherebbe "confermare" anche i 1.000 punti conquistati lo scorso anno e tenere a distanza Alcaraz, che ha già recuperato terreno, migliorando il risultato del 2024, e punta ad accorciare ulteriormente il gap. La sfida per il primato nel ranking si giocherà all'Us Open, con Alcaraz che lo scorso anno uscì addirittura al secondo turno per mano di van de Zandschulp.
Tutti l'aspettavano, tutti la volevano ed ecco che la "saga" di Sinner contro Alcaraz si arricchisce di un nuovo capitolo. Mettetevi comodi, alle 21 di domani sarà, nuovamente, spettacolo.












