Sinner a Wimbledon, Alcaraz a Parigi: domenica sera la finale dell'Us Open sarà lo "spareggio Slam" dell'anno. Diretta in chiaro: ecco quando si giocherà il "super match"
L'appuntamento è per le 20 di domani, domani 7 settembre, e lo spettacolo sarà visibile a tutti. E' facile prevedere che, dato l'orario e la diretta in chiaro su SuperTennis Tv, oltre a quella in modalità pay per view su SkySport (e in streaming su SkyGo e Now), i dati d'ascolto toccheranno picchi altissimi, forse addirittura superiori a quelli riguardanti gli ultimi atti di Roland Garros e Wimbledon

NEW YORK. Loro due, ancora una volta, l'uno di fronte all'altro. Entrambi per il bis a Flushing Meadows, uno dei quattro luoghi "cult" del tennis mondiale, entrambi per quella che è già stata ribattezzata "la bella degli Slam", entrambi per la posizione numero 1 del ranking, chi per mantenerla, chi per riconquistarla.
L'appuntamento è per le 20 di domani, domani 7 settembre, e lo spettacolo sarà visibile a tutti. E' facile prevedere che, dato l'orario e la diretta in chiaro su SuperTennis Tv, oltre a quella in modalità pay per view su SkySport (e in streaming su SkyGo e Now), i dati d'ascolto toccheranno picchi altissimi, forse addirittura superiori a quelli riguardanti gli ultimi atti di Roland Garros e Wimbledon.
Come sulla terra rossa di Parigi e sull'erba di Wimbledon, anche sul cemento di New York sarà Sinner contro Alcaraz. I due fuoriclasse del presente e del futuro tennistico (e gli altri sono tutti distanti "anni luce" dall'azzurro e dall'iberico) si stanno "dividendo" gli Slam e, praticamente, anche tutti i Masters 1.000 a cui partecipano con propositi "bellicosi".
Tre li ha vinti infatti Alcaraz (Monte Carlo, Roma e Cincinnati), due dei quali superando in finale il fuoriclasse di Sesto, che nel 2025 non ha preso parte (causa sospensione) a tornei di Indian Wells, Miami, Monte Carlo e Madrid. Entrambi hanno scelto di non prendere parte alla kermesse di Toronto per affinare la preparazione in vista proprio dell'Us Open.
Insomma, a tutti gli altri, dal numero tre Zverev, all' "eterno" Djokovic (che ha comunicato che giocherà anche l'anno prossimo), passando per Draper, Fritz e il "nostro Musetti", restano solamente le "briciole": la superiorità di Sinner e Alcaraz è totale: tecnica, tattica, fisica, mentale.
Se lo spagnolo ha superato senza particolari difficoltà l'ostacolo rappresentato proprio da Djokovic, che ha avuto un sussulto solamente nel secondo set, portando la contesa al tie break, decisamente più complicata è stata la semifinale che ha visto protagonista, nel cuore della scorsa notte, l'azzurro, che ha sudato più di quanto era lecito attendersi contro Auger - Aliassime.
Certo, va detto che, dopo un primo set dominato in lungo e il largo (6-1), nel secondo parziale Sinner ha accusato un problema fisico alla parte sinistra dell'addome, che ha l'ha costretto poi a ricorrere alle cure dei sanitari durante il medical time out: Jannik ha perso potenza, spinta, ed è "crollata" la "prima" di servizio, l'avversario (che salirà dal 27esimo al 13esimo posto in classifica grazie ai punti guadagnati) ha preso fiducia, è diventato devastante in battuta e con il dritto, trovando anche il conforto del pubblico che, dopo la prima frazione, era quasi rassegnato ad assistere ad una partita "lampo".
Al rientro in campo dopo i minuti negli spogliatoi con medico e fisioterapista, Sinner ha dimostrato di aver superato il problema e il calo, fisico e di tensione, è stato accusato da Auger - Aliassime e, pur con qualche sofferenza imprevista, annullando alcune palle break e non concretizzando qualche opportunità per anticipare la chiusura del match, il fenomeno di Sesto ha assunto nuovamente il controllo dell'incontro, imponendosi 6-3, 6-4 negli ultimi due parziali.
Che partita sarà? Impossibile dirlo. Prima di tutto bisognerà capire se il numero 1 altoatesino avrà pienamente recuperato dal problema muscolare. Sì, perché per battere un Alcaraz in grande forza serve un Sinner in grande forma. E viceversa.
L'aspetto tattico conterà eccome, quello tecnico pure, ma fisico (considerate anche umidità e caldo, visto che sì giocherà alle 14 ora americana, non proprio il momento migliore), sia per quanto riguarda le gambe che il "braccio" e la testa faranno la differenza.
Chi vincerà salirà in vetta al ranking: Jannik difende il suo primato, l'iberico punta a ritrovare la posizione numero 1, che è "casa" dell'altoatesino da ormai 65 settimane. Chi vincerà? Impossibile dirlo, ma i presupposti per un'altra sfida epica ci sono tutti.












