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Trento
13 luglio | 13:17

E' il giorno della finalissima di Wimbledon: Sinner per una prima volta storica, Alcaraz per il tris consecutivo. Diretta tv in chiaro

Poco più di un mese fa il numero 1 e il numero 2 al mondo hanno regalato uno spettacolo indescrivibile: la finale del Roland Garros è già entrata nella storia del tennis. Ha vinto il murciano, capace di restare a galla quando sembrava ormai "finito", con Sinner è che è andato ad un passo da un trionfo che sarebbe stato incredibile, mancando di freddezza quando gli sarebbe bastato un solo "15" in più. Cinque ore a mezza di "delizia" per la papille gustative degli esperti, dei neofiti e pure degli "occasionali"

WIMBLEDON. L'attesa è febbrile. Probabilmente è l'evento più atteso dell'anno dagli sportivi italiani: alle 17, ora italiana (quando nel Regno Unito saranno le 16), nell'incredibile cornice del "Central Court" di Wimbledon, Jannik Sinner affronterà Carlos Alcaraz nella finale di quello che tanti, praticamente tutti, definiscono il "Mondiale" del tennis, lo "Slam degli Slam", il torneo più importante - per distacco - del mondo.

 

Nel tennis c'è "chi vince a Wimbledon" e "chi non vince". Vincere sull'erba londinese, anche "solamente" una volta (non è il caso di Alcaraz che, a 23 anni, qui ha già trionfato due volte e, ci si augura, non sarà così per Sinner, indipendentemente dall'esito del match odierno) per tantissimi tennisti, la stragrande maggioranza, "vale" l'intera carriera.

 

Poi ci sono i fuoriclasse, i "Goat", quelli che hanno scritto pagine indelebili delle proprie leggende, trionfando più e più volte davanti ai reali d'Inghilterra e allo sportivissimo pubblico inglese. Il recordman è "sua maestà" Roger Federer con 8 vittorie, seguito da Pete Sampras, William Renshaw (ma stiamo parlando di fine '800), Novak Djokovic che in bacheca hanno messo 7 trofei.

 

E, dopo essersi arreso in finale, sia nel 2023 che lo scorso anno proprio ad Alcaraz, il serbo venerdì ha pagato dazio contro lo strapotere di Jannik Sinner, protagonista di una prova eccezionale con un "piccolissimo" passaggio a vuoto all'inizio del terzo parziale, all'interno di un match dominato in lungo e in largo ("no trips for cats", per dirla alla Bertolucci) dal fuoriclasse di Sesto.

 

Poco più di un mese fa il numero 1 e il numero 2 al mondo hanno regalato uno spettacolo indescrivibile: la finale del Roland Garros è già entrata nella storia del tennis. Ha vinto il murciano, capace di restare a galla quando sembrava ormai "finito", con Sinner è che è andato ad un passo da un trionfo che sarebbe stato incredibile, mancando di freddezza quando gli sarebbe bastato un solo "15" in più. Cinque ore a mezza di "delizia" per la papille gustative degli esperti, dei neofiti e pure degli "occasionali", che hanno potuto godersi una prestazione sportiva di livello "extraterrestre" da parte di entrambi i protagonisti.

 

Ecco, anche quello di oggi si preannuncia come un show di altissimo profilo e sarà "per tutti", visto che la "super sfida" sarà trasmessa in chiaro su TV8, permettendo così a tutti gli italiani (milioni, è facile prevederlo) di ammirare le gesta di un 24enne arrivato dall'estremo nord dell'Italia, capofila di un movimento che sta vivendo una vera e propria "età dell'oro".

 

Il percorso per arrivare alla finale che tutti sognavano e auspicavano? Sinner ha avuto un enorme momento di difficoltà nell'ottavo di finale contro Dimitrov: sotto di due set e con un gomito malandato, ha vinto per abbandono del bulgaro, infortunatosi gravemente al pettorale. Come sarebbe andata a finire? Chi lo sa: Jannik sa risorgere come l'Araba Fenice dalle proprie ceneri (e lo ha già dimostrato in passato, basti pensare alla finale degli Australian Open del 2024), ma lunedì aveva di fronte un atleta meraviglioso (perché Dimitrov è tale), che stava disputando la partita perfetta.

 

Alcaraz, invece, ha sofferto molto più del previsto all'esordio contro Fabio Fognini e qualche grattacapo glielo ha creato pure Fritz in semifinale. Poca roba, tutto sommato, per un atleta che ha un gioco più vario rispetto a quello dell'altoatesino su terra ed erba. Poca roba, però, perché non ha concretamente mai dato l'impressione che sarebbe potuto cadere e uscire da quello che "rischia" seriamente di diventare il suo torneo "preferito".

 

E, allora, che finalissima sia: alle 17 non prendete impegni. Chi vincerà?  Impossibile dirlo, ma una cosa è certa: sarà spettacolo.

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