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Trento
11 luglio | 19:53

Che Sinner, che meraviglia: il numero 1 al mondo travolge in tre set Djokovic e vola in finale a Wimbledon. Domenica altra "super" sfida ad Alcaraz

Prestazione quasi perfetta quella del numero 1 al mondo, che per due set domina, accusa un calo all'inizio del terzo (rischiando di andare sotto 0-4), ma poi si rimette subito in carreggiata e supera in tre parziali (6-3, 6-3, 6-4) il sette volte vincitore sull'erba inglese. Domenica pomeriggio rivincita della finale del Roland Garros contro lo spagnolo, che invece va a caccia della terza vittoria di fila

WIMBLEDON. Mettetevi comodi e preparatevi a godere di un altro, l'ennesimo, spettacolo pazzesco, questa volta nella cornice più "magica" che ci sia sul pianeta Terra, anche se i due protagonisti hanno poco "di questo mondo": domenica pomeriggio sarà ancora Sinner contro Alcaraz.

 

La finalissima di Wimbledon sarà "tante cose": la sfida tra i due dominatori del circuito, la rivincita della "stratosferica" finale del Roland Garros, l'ennesimo "faccia a faccia" tra i due tennisti che sono destinati a dominare questa disciplina per almeno il prossimo decennio.

 

Ed entrambi arriveranno all'ultimo atto dello "Slam degli Slam" con il morale ovviamente a mille e una super condizione. Per conferme sul fuoriclasse di Sesto chiedere conferme a Novak Djokovic, che qui ha vinto sette volte, letteralmente spazzato via in tre set (6-3, 6-3, 6-4) dal numero 1 al mondo, protagonista di una prestazione che ha rasentato la perfezione.

 

Qualche difficoltà in più la ha avuta, invece, Alcaraz, che ha piegato in quattro set Fritz (6-4, 5-7, 6-3, 7-6), con l'americano che non è riuscito a concretizzare due set point nel tie break finale, che gli avrebbero permesso di portare la contesa al quinto parziale.

 

Sinner contro Alcaraz: l'altoatesino andrà a caccia del suo "primo" Wimbledon della carriera, mentre il murciano punta a realizzare un clamoroso tris consecutivo (e per il secondo anno di fila la "doppietta" con il Roland Garros), dopo aver trionfato nel 2023 e nel 2024, superando in entrambi i casi Djokovic, dal 2019 sempre finalista sull'erba londinese.

 

Inizia a servire Djokovic che tiene il proprio turno di servizio (0-1) senza lasciare nemmeno un punto a Sinner, che risponde immediatamente allo stesso modo: 1-1 senza sbavature. Il serbo parte con l'ace, poi Jannik alza terribilmente i giri del motore e costringe a fondocampo l'avversario: quattro punti di fila e break immediato: 2-1 per il fuoriclasse di Sesto.

 

L'altoatesino consolida subito il vantaggio nonostante il primo doppio fallo (3-1), Djokovic ritrova il servizio e tiene la battuta a zero (3-2). Sinner è assolutamente impeccabile, non sbaglia un colpo che sia uno (4-2), Nole resta nella partita con fatica (4-3).

 

Quando entra la "prima" non c'è storia e, allora, nei turni di battuta non si gioca, con l'azzurro che vola subito 5-3 e poi decide di chiudere in fretta: due set point. Djokovic si salva, ma alla terza chances il numero 1 al mondo non fa sconti: 6-3 in appena 33 minuti di gioco.

 

Sinner è un rullo compressore: servizio tenuto a zero e break immediato alla terza palla. In men che non si dica è 2-0 per Jannik. Poi tre ace di fila e break consolidato: 3-0. Djokovic, con le unghie e con i denti, riesce a tenere la battuta (3-1), ma sul proprio turno di battuta il fuoriclasse di Sesto è una sentenza: 4-1 con ace finale.

 

Il serbo si affida al serve and volley (4-2), ma viene ricacciato subito a distanza da Sinner che è concentrato "da far paura: 5-2. "Eterno" è l'ottavo game: set point per l'altoatesino, il sette volte vincitore di Wimbledon, lo annulla e si affida al servizio per restare nel match e, dopo sedici punti, riesce a tenere la battuta: 5-3. E, subito dopo, con il decimo ace, Jannik mette la parola "fine" anche al secondo parziale: 6-3 in 36 minuti.

 

Djokovic non ha però intenzione di mollare: tiene il servizio a zero (1-0) e poi riesce a piazzare il break, rimontando da 0-30: 2-0 e, subito dopo, il serbo - grazie ad un altro ottimo turno in battuta - fa 3-0 e il pubblico si esalta, schierandosi dalla parte del fuoriclasse di Belgrado.

 

Sinner salva una palla del doppio break e muove il punteggio (1-3). E si "apre" un'altra partita: l'azzurro non sbaglia, l'avversario sì: contro break, 2-3 e Jannik torna "on serve". L'inerzia del match è cambiata completamente: il numero 1 al mondo tiene la battuta e impatta (3-3) e poi è lui a piazzare il break, rispondendo alla grande e "privando" il serbo del servizio, l'ultima (e unica) arma a disposizione: 4-3.

 

A stretto giro di posta, con due ace, è 5-3. Djokovic è alle corde: primo match point per Sinner con il serbo che piazza l'ace. Secondo match point: altro ace d'orgoglio per restare nella partita e poi, con le ultime energie, Nole riesce a tenere la battuta: 5-4.

 

Poco male, perché la contesa si allunga solamente di qualche minuto: servizio e dritto, braccia alzate e Jannik vola in finale. In un'ora e 55 minuti Sinner vola in finale. Domenica sarà spettacolo puro contro Alcaraz.

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