E' finale: Sinner è ancora un "carro armato": supera Djokovic in tre set, dopo una partita meravigliosa. Domenica, per la prima volta, affronterà Alcaraz in una finale Slam
Forse è il "vero" passaggio di consegne, ma con l'onore delle armi per il più grande della storia, protagonista di una prestazione favolosa. Ma Jannik lo è stato di più. 6-4, 7-5, 7-6 il risultato finale in favore dell'azzurro che domenica, per la prima volta, affronterà Alcaraz in una finale di un torneo del Grande Slam. E per l'azzurro sarà la prima finale al Roland Garros

PARIGI. Ancora una volta stra - or - di - na - rio. Jannik Sinner vola finale, dopo aver battuto un "mostruoso" Djokovic che, a 38 anni, dimostra di essere ancora in grado di disegnare tennis.
Sì, ma il fuoriclasse di Sesto è il più forte. Del mondo, del pianeta, forse non ancora su tutte le superfici, ma in generale è il numero uno. E ora per la prima volta va in finale al Ronald Garros, dopo aver già disputato (e vinto) tre finali sul cemento.
Forse è il "vero" passaggio di consegne, ma con l'onore delle armi per il più grande della storia. 6-4, 7-5, 7-6 il risultato finale in favore dell'azzurro che domenica, per la prima volta, affronterà Alcaraz in una finale di un torneo del Grande Slam.
Domenica (in orario ancora da definire) sarà "super super super" sfida contro Carlos Alcaraz (che ha battuto Lorenzo Musetti, costretto al ritiro all'inizio del quarto set), nella finalissima che tutti aspettavano e sognavano, nel match tra i due dominatori del circus, nell'ennesima partita all'insegna dei "bolidi", ma anche dei dolcissimi dropshot, del talento "assurdo", dei ritmi altissimi, dei colpi da "sogno o son desto?". Insomma sarà uno spettacolo assoluto.
Inizia a servire Djokovic che s'impone a 15 (1-0), risponde subito Jannik, che tira forte la battuta e lascia a zero l'avversario: 1-1. Il serbo gioca d'anticipo, Sinner è più contratto rispetto ai cinque match precedenti: 2-1 per il tennista più vincente della storia degli Slam. Il fuoriclasse di Sesto replica (2-2) e poi piazza la prima "spallata": break con "liscio" finale di Djokovic: 3-2 per l'azzurro.
Il break viene immediatamente consolidato (4-2), tenendo la battuta a zero e alzando i giri del motore. Il serbo non molla (4-3), ma i colpi del numero 1 al mondo si fanno sempre più profondi e pesanti: 5-3. Djokovic resta nel match (5-4), ma deve arrendersi a Sinner, che spinge fortissimo, fa fare il "tergicristallo" all'avversario. Risultato? Servizio tenuto a zero e 6-4 in favore dell'altoatesino.
La classe e i colpi del balcanino sono immense, che picchia forte con la "prima". Sinner è meno efficace in battuta, ma quando parte lo scambio ha ovviamente una marcia in più. Si arriva così al 3-3, con il serbo bravo ad annullare una palla break nel quinto game. Nel settimo gioco Jannik si guadagna un'altra opportunità per il break e, questa volta, costringe all'errore l'avversario: 4-3 per il pusterese.
Lo "strappo" viene subito consolidato, lasciando un solo 15 all'avversario e con super chiusura al termine di uno scambio da fondo campo magistralmente condotto dall'azzurro. Djokovic non ha alcuna intenzione di mollare e, affidandosi ancora alla battuta, torna sotto: 5-4 per Sinner, che a servire per portarsi sul 2 a 0 nel computo dei set.
E, invece, l'altoatesino gioca un game passivo, concede due break point a Nole, che alla seconda opportunità porta a casa il punto del 5-5. Set riaperto? Sì, ma per un attimo perché Sinner torna a fare il Sinner, risponde alla grande, allunga gli scambi e, alla seconda opportunità, strappa nuovamente la battuta: 6-5 e si torna a servire per il parziale. E, finalmente, il servizio "entra" come dovrebbe: ace (di seconda!) per la prima palla set, vanificata da un errore di rovescio, ace in slice per il secondo set point e servizio potente con risposta out di Djokovic: 7-5 Sinner che scappa.
Medical time out richiesto dal serbo, che si fa massaggiare la coscia. Poi torna in campo e tiene il servizio (1-0), impatta immediatamente Sinner (1-1), Novak tiene il servizio a 15 (2-1) e poi ha anche l'opportunità per "breakkare", ma il fuoriclasse di Sesto è favoloso al servizio e respinge al mittente il tentativo (2-2). Due chances per strappare le battute le ha subito, a stretto giro di posta, l'azzurro, ma Djokovic restituisce "il favore": 3-2 per il 38enne di Belgrado.
Al servizio Jannik è una sentenza (3-3 senza lasciare nemmeno un 15), il serbo risponde immediatamente, lasciando per la prima volta "a zero" il numero uno al mondo (4-3 Djokovic). Impatta Sinner (4-4), il balcanico torna avanti (5-4) e poi, sul servizio dell'azzurro, si ritrova con due palle set a favore, entrambe annullate, la seconda con un ace. Ne arriva una terza, anche questa "salvata".
Il pubblico francese è tutto con Djokovic, che annulla il primo vantaggio di Jannik: il game è "eterno", ma Sinner trova i due spunti necessari per portarsi 5-5, affidandosi ancora alla battuta. 6-5 per il numero 6 al mondo dopo poco più di tre ore di gioco e subito dopo arriva (non senza fatica) il 6-6.
Si va al tie break. Djokovic sbaglia con il rovescio, Sinner fa 2-0, poi il serbo sbaglia - clamorosamente - uno smash facile facile: 3-0 per l'azzurro. Il 24 volte vincitore di Slam "resetta" tutto, firma due punti e il pubblico lo incita "Nole, Nole", schierandosi - sempre più - a favore dell'avversario del fuoriclasse di Sesto: 3-2.
Che non si scompone, non si lascia "prendere": palla profondissima e Djokovic mette out il cross in difesa: 4-2. Se ne va, poi, la risposta del belgradese: 5-2 Sinner. Poi 6-2 e, alla prima opportunità, il fuoriclasse di Sesto chiude e vola in finale.
Che partita, che Sinner, che meraviglia: per la prima volta sarà finale Slam tra l'azzurro e lo spagnolo. Incredibile, tutti pronti a saltare in piedi sul divano.












