"Se Sinner gioca da Sinner non ce n'è nemmeno per Djokovic. Alcaraz - Musetti? Spagnolo favorito, ma il pronostico non è chiuso". L'intervista a Paolo Bertolucci
"Dovrà essere bravo a controllare il match, dare ritmo alla sfida, impedire al fuoriclasse serbo di poter prendere in mano la situazione e fare i suoi "giochetti". E non parlo solamente a livello tecnico, ma anche psicologico. Ci sono tanti aspetti, dal "gestire" il pubblico agli sguardi, dalla camminata agli atteggiamenti. Sinner dovrà avere la situazione in mano e non farsi infastidire"

PARIGI. Ci siamo. Venerdì 6 giugno il Roland Garros conoscerà i nomi dei due finalisti. Ad aprire le danze saranno Carlos Alcaraz e il "nostro" Lorenzo Musetti (alle 14.30), mentre alle 19 toccherà al numero 1 al mondo cercare - per la prima volta - l'approdo alla finale della kermesse parigina contro il "re" degli Slam, Novak Djokovic, che va a caccia della 38esima finale in carriera. E 24 di queste le ha vinte.
Sul "Centrale" parigino, intitolato a Philippe Chatrier, si sfiderà il "meglio del meglio" oggi esistente sulla faccia della terra. Sì perché, al di là del ranking, ci saranno i due dominatori del circus, destinati a dividersi gli Slam per almeno un decennio (salvo qualche sorpresa ma, intanto, Sinner e Alcaraz sono di un altro pianeta), il tennista più vincente di sempre che, a dispetto dei 38 anni, non smetterà ancora per qualche anno, con Djokovic che si sta concentrando solamente sui grandi tornei e un Musetti in crescita pazzesca.
Insomma, ci sarà da divertirsi e da strabuzzare gli occhi. Sognando una finale tutta italiana. A Parigi non è andato da commentatore tecnico (i diritti sono detenuti da Eurosport), mentre sarà sicuramente in cabina a Wimbledon: Paolo Bertolucci, una delle voci tecniche più apprezzate del mondo, si sta godendo l'Open francese da Forte dei Marmi. E fa "le carte" alle due semifinali.
"Sono le due semifinali più desiderate, più richieste, più attese - commenta Bertolucci -: vi era solamente il dubbio su chi, tra Zverev e Djokovic, avrebbe raggiunto Sinner, Alcaraz e Musetti e giovedì sera abbiamo avuto la risposta con Nole che ha "incartato" l'avversario. Sono le due partite migliori che il tennis di oggi possa esprimere. E, tra i quattro, ci sono due italiani con grande gioia - immagino - del pubblico francese".
Jannik affronterà Djokovic, che ha sconfitto in maniera piuttosto netta Zverev. Sinner è favorito?
"Sì, certo. Nella partita tra Zverev e Djokovic la palla viaggiava ad una certa velocità, domani sarà diverso, perché Jannik la fa andare molto molto più veloce e "investe" gli avversari con i suoi colpi. Dovrà essere bravo a controllare il match, dare ritmo alla sfida, impedire al fuoriclasse serbo di poter prendere in mano la situazione e fare i suoi "giochetti". E non parlo solamente a livello tecnico, ma anche psicologico. Ci sono tanti aspetti, dal "gestire" il pubblico agli sguardi, dalla camminata agli atteggiamenti. Sinner dovrà avere la situazione in mano e non farsi infastidire".
Più d'uno sostenevano che Bublik avesse gli strumenti per metterlo in difficoltà. Il risultato è stato disarmante. Come nei quattro match precedenti.
"Certo, ha un'ottima prima, gioca la smorzata, è bravo a non dare ritmo all'avversario. Queste sono le caratteristiche di Bublik che, certamente, possono creare dei problemi a Sinner. Ed è uno dei pochi al mondo a poterlo fare, assieme ad Alcaraz e Musetti. Ma c'è un problema "grande come una casa": bisogna essere in grado di farlo per tre ore e mezza e non per mezz'ora. Il kazako l'ha fatto nel secondo set? Certo, ma chi ha vinto il parziale? Mi pare lo abbia perso. Ha giocato da Dio, ma è finita 3 a 0 per l'extraterrestre, questa è la verità. E Bublik non lo può battere mai. Se Sinner gioca da Sinner non ce n'è nemmeno per Djokovic".
Poi c'è Musetti - Alcaraz: pronostico chiuso a favore dello spagnolo?
"Se entrambi giocano al 100% vince Alcaraz. Sono due giocatori che si assomigliano, ma lo spagnolo fa tutto un po' meglio e ha più esperienza. Se, invece, Alcaraz non farà la partita perfetta, contro Musetti può rischiare. C'è poi un altro aspetto da considerare, tutt'altro che secondario: quali saranno le condizioni? Si giocherà all'aperto o al coperto? A Roma Musetti era estremamente infastidito dal vento. Insomma anche queste sono variabili non di poco conto che bisogna tenere presenti".
Si aspettava un Sinner così "on fire"?
"Sì, perché l'ho visto a Roma, ho ammirato la sua progressione e quindi non sono stupito. Il fatto di essere arrivato in finale agli Internazionali, pur uscendo sconfitto dalla sfida con Alcaraz, è stato un enorme "plus" per lui. Se fosse uscito prima, poi sarebbe andato ad Amburgo e il percorso non sarebbe stato lo stesso. La prima partita a Parigi gli è servita per "rodare" ulteriormente e poi, diciamocela tutta, sia Sinner che lo spagnolo chi hanno affrontato sino ad oggi? Qualcuno pensava veramente che gli avversari trovati potessero impensierirli? Per tutti e due saranno le prime sfide "vere" di questo Roland Garros".












