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"Non è il mio lavoro quello di fare l'arbitro. Ognuno di noi fa errori: non è facile ma bisogna accettarlo". Sinner ancora una volta campione anche fuori dal campo (VIDEO)

La giudice di sedia Aurelie Tourte l'ha combinata grossa: tutti si sono accorti che la "seconda" di Tsitsipas era abbondantemente out. Non lei: con quel punto Jannik si sarebbe portato sul 4 a 1 nel terzo set il servizio in mano. Da lì in poi sono subentrati anche i problemi fisici: "quello che è successo dopo è anche un po' forse una conseguenza, i crampi erano dati un po' dal nervoso"

Di D.L. - 13 aprile 2024 - 20:05

MONTECARLO. Classe, stile, moderazione, anche di fronte ad un errore clamoroso che ha condizionato pesantemente la partita.

 

Jannik Sinner, ancora una volta, ha dimostrato di essere un campione. Anche nelle dichiarazioni e nel "modo" di stare nel circuito Atp: anche per questo è uno degli idoli incontrastati del pubblico di tutto il pianeta.

 

La giudice di sedia Aurelie Tourte l'ha combinata grossa, anzi "enorme": nel terzo set, sul 3 a 1 in favore di Jannik, Tsitsipas spedisce out la seconda di servizio: è doppio fallo. Tutti lo vedono, ma non la Tourte che giudica "in" il colpo del tennista greco, che poi vince il successivo scambio e si salva dal secondo break che avrebbe - di fatto - chiuso il match. Sinner si sarebbe infatti portato sul 4 a 1 e con a disposizione il servizio.

 

E, a quel punto, avrebbe potuto chiudere la partita in minor tempo e senza incappare nel problema fisico che ha inficiato pesantemente gli ultimi games - quelli decisivi del terzo parziale.

 

Il fuoriclasse di Sesto, che manterrà il secondo posto nella classifica generale, era visibilmente infastidito - ovviamente, e chi non lo sarebbe - ma ha saputo mantenere uno stile impeccabile. Sia in campo, al momento dell'assurda chiamata (avrebbe potuto chiedere l'intervento dell'arbitra, ma non l'ha fatto perché non è abituato a protestare), che al termine dell'incontro. Niente a che vedere, dunque, con le sfuriate di Medvedev (che pure aveva ragione, ma sui modi...), le provocazioni di Rune (tollerate da giudice arbitro e supervisor) e, talvolta, anche gli atteggiamenti di Djokovic.

 

 

 

 

"So che avrei potuto fermare il gioco - ha commentato Sinner - ma non è il mio lavoro, quello dell'arbitro. La sua posizione (con riferimento alla giudice di sedia, ndr) era favorevole perché quella era la riga più facile. Ma bisogna accettarlo. Ognuno di noi fa degli errori. Bisogna prenderla con un sorriso ma non è facile. Domani anziché essere qua sul centrale a giocarmi una bella finale sarò a casa mia. È andata così...".

 

Alla luce anche di questo errore clamoroso ci si torna a chiedere perché sulla terra rossa non venga utilizzato "l'occhio di falco" perché si ritiene che il margine di errore sarebbe troppo elevato ed è più affidabile affidarsi al segno lasciato dalla pallina. Quel segno, evidente, che la signora Aurelie Tourte non ha voluto verificare. E, come hanno scritto tanti utenti sul web "perché non è scesa a controllare quando l'ha fatto in passato per situazioni molto meno dubbie"?

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