Sinner è mostruoso: strapazza Medvedev in due set (6-1, 6-2) in un'ora e nove minuti. Impressionante prova di forza dell'azzurro che vola in finale a Miami
Mostruoso, devastante, letale. Ormai, se l'avversario incappa in una serata in cui non è al 100 per 100 non hai la minima speranza di battere Jannik. La sfida contro Medvedev è stata impari. Dall'altra parte della rete c'era il numero 4 del ranking, campione in carica a Miami, che un paio di mesi fa aveva conteso a fuoriclasse di Sesto l'Australian Open, vinto dall'altoatesino dopo una clamorosa rimonta e una battaglia "eterna"

MIAMI. Se qualcuno pensava che Sinner fosse leggerissimamente in difficoltà visto qualche piccolo passaggio a vuoto nelle precedenti partita, ha dovuto ricredersi. E dovrà assumere una buona dose di collirio, perché il numero 3 al mondo stasera ha fatto strabuzzare gli occhi a tutti. Tutti, nessuno escluso.
Mostruoso, devastante, letale e potremmo continuare a lungo. E, ormai, se incappi in una serata in cui non sei al 100 per 100 non hai la minima speranza di battere Jannik. La sfida contro Medvedev è stata impari: 6-1, 6-2 in appena in un'ora e nove minuti. Ed, è bene ricordarlo, dall'altra parte della rete c'era il numero 4 del ranking, campione in carica a Miami, che un paio di mesi fa aveva conteso al fuoriclasse di Sesto l'Australian Open, vinto dall'altoatesino dopo una clamorosa rimonta e una battaglia "eterna".
Sinner approccia come meglio non potrebbe il match: due ace nel primo game, picchiando fortissimo al servizio (1-0). Medvedev prova a fare altrettanto, ma dall'altra parte arrivano bordate: subito break e 2 a 0 per l'azzurro. Il russo le prova tutte e guadagna due palle per il contro break, ma i nervi d'acciaio, la tecnica e la classe del fuoriclasse italiano fanno la differenza anche questa volta, con Jannik che rimonta e vola 3 a 0.
Sinner ha fretta e costringe Medvedev a sbagliare tantissimo per restare nel match: 4-0 e secondo break del parziale. Ace su ace per l'altoatesino che non lascia nemmeno le briciole al russo: 5-0. Il numero 4 del mondo ha un sussulto d'orgoglio e riesce a sbloccarsi, chiudendo in breve a proprio favore il game. Ma non basta perché, alla prima occasione, da vero "cannibale", il 22enne di Sesto chiude i conti: 6-1 in appena 33 minuti. Se non è un record in un match tra top 5 poco ci manca.
Si torna in campo e la musica non cambia. Nemmeno di una virgola: break Sinner, che subito dopo tiene il servizio agevolmente: 2-0. Medvedev è completamente fuori fase, ma riesce a reggere l'impatto nel terzo game e accorcia. Sull'onda del gioco vinto, nel quarto gioco ha anche un palla per restituire il break, ma se non chiudi subito... Jannik non perdona: 3-1. Il russo va a picco e si vede strappato ancora il servizio dall'altoatesino, che viaggia spedito verso la finale: 4-1.
L'azzurro vince agevolmente il sesto game (5-1), poi Medvedev riesce a restare aggrappato con le unghie e con i denti alla partita, imponendosi ai vantaggio (5-2). Ma è solamente un prolungare di qualche minuto una contesa che, di fatto, non c'è mai stata. Sinner sigilla il match al primo tentativo: 6-2 e finale di Miami conquistata.
Adesso il fuoriclasse altoatesino attende di conoscere il nome dell'avversario dell'ultimo atto, che sarà uno tra Zverev e Dimitrov che si sfideranno nella seconda semifinale. E, intanto, il secondo posto del ranking è sempre più vicino.













