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Divino Sinner: è il numero 2 al mondo, mai nessun italiano come lui. A Miami travolge Dimitrov in due set (6-3, 6-1) e scavalca lo spagnolo nella classifica generale

E adesso nel mirino di Jannik, che vince il terzo torneo nel 2024 dopo gli Australian Open e Rotterdam, c'è Nole Djokovic

Di Daniele Loss - 31 marzo 2024 - 22:35

MIAMI. Numero 2 al mondo e la corsa è solo all'inizio. Ci ripetiamo, ma non può che essere così. Jannik Sinner è un fenomeno, un fuoriclasse di quelli che ne nascono uno ogni 100 anni. Forse.

 

Il fuoriclasse di Sesto trionfa al Masters 1.000 di Miami, piegando in finale Dimitrov, supera Alcaraz nella classifica generale e diventa il numero 2 del ranking Atp, alle spalle solamente di sua maestà Nole Djokovic, distante ora 1.065 lunghezze e già nel mirino di Sinner.

 

Sì, perché la sua clamorosa corsa in quella che è destinata a diventare una saga con pochi eguali, Jannik archiviato un obiettivo se ne pone subito un altro. E quello di diventare il più forte del pianeta è sempre stato il traguardo ben presente nella sua testa.

 

A Miami il bulgaro Dimitrov ci ha provato ad opporre resistenza, ma è durato pochi games perché, quando l'azzurro ha deciso di "spaccare", non c'è stata storia.

 

Inizia a servire Dimitrov che tiene la battuta lasciando addirittura a zero Sinner. Jannik pareggia subito (primo ace del match), ma il bulgaro anche nel terzo game dimostra perché è arrivato sin lì facendo fuori tre "top ten": 2 a 1 con l'azzurro che, anche stavolta, non piazza nemmeno un "15". Il quarto game è già fondamentale: Dimitrov va avanti 30-0 e si costruisce anche una palla break, annullata dall'azzurro, che soffre ma tiene il servizio.

 

A questo punto il 22enne di Sesto decide che è il momento di "switchare" sulla modalità campione e la musica cambia e su Dimitrov si abbatte la furia di Sinner: 30-0, gran passante e poi "magia" dell'altoatesino che strappa il servizio e piazza il break: 3-2. Jannik alza i giri anche al servizio, altro ace e allungo: 4-2.

 

Dimitrov comincia a faticare, il ritmo impresso dal nuovo numero 2 al mondo è forsennato, ma il bulgaro riesce a restare nel match dopo aver annullato due break point: 3-4. La partita è completamente diversa rispetto ai primi quattro games: Sinner tiene il servizio (pur essendosi fatto rimontare da 30-0) e poi decide che è ora di chiudere: sul 15-15 piazza due risposte favolose che portano ad altrettanti set point. Il primo è annullato ma, al secondo tentativo, l'azzurro mette la parola fine al "parziale": 6-3.

 

Si torna in campo: Jannik tiene il servizio, Dimitrov (aggressivo in tutti i colpi) pure: 1-1. E, allora, Sinner capisce che deve dare subito una risposta di forza per spegnere ogni velleità dell'avversario: 2-1 con avversario tenuto a zero e "martellato" con la "prima". Il momento della "fuga" è arrivato: il bulgaro si porta 40-15, poi però gli trema il braccio e commette due errori banali. L'altoatesino capisce che è il momento di dare una "spallata" e piazza quattro punti di finale. Ecco il break: 3-1.

 

Quando capisce che è il momento di spingere, l'azzurro imprime un ritmo che è ormai insostenibile per qualsiasi avversario: servizio e dritto sono devastanti e Dimitrov è alle corde: 4-1. Il match, di fatto, è finito: altro break per il 5 a 1 e poi l'apoteosi.

 

Sì Jannik, sei il numero 2 al mondo e non è finita. Anzi, è solo l'inizio

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