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Trento
08 maggio | 20:01

"Giocatori, allenatori e presidenti passano, Trentino Volley resta. Un'emozione enorme e che spot per la pallavolo". L'intervista al presidente gialloblù Marcello Poli

E le dichiarazioni "pepate" di Soli a fine gara? "Non commento, perché non è il momento delle polemiche. Come tutti i giocatori e tecnici che in passato hanno vestito la maglia di Trentino Volley, al momento di lasciare manifestano un grande dispiacere, perché qui è difficile non trovarsi bene. Evidentemente è così anche per lui". Il futuro? "Se non si è scaramantici si può dire che, per migliorare, punteremo a vincere due trofei anziché uno"

Foto Trentino Volley/Trabalza

TRENTO. La prima volta non si scorda mai. Non per la Trentino Volley, certamente, che di scudetti e altri successi se ne intende ormai parecchio, ma per il presidente gialloblù Marcello Poli che, mercoledì sera, all'Eurosuole Forum di Civitanova Marche ha festeggiato il suo primo trofeo da numero uno del club di via Brennero.

 

In carica da fine ottobre dello scorso anno, il presidente ha esultato sul palco con i suoi ragazzi, dirigendo - in modalità Riccardo Muti - il coretto "I campioni dell'Italia siamo noi" e poi si è goduto appieno il momento. Un momento che, certamente, resterà indimenticabile e proietta il sodalizio trentino ancora "più su" nell'albo d'oro italiano.

 

Davanti a Trento, oggi, ci sono solamente Modena con 12 scudetti, Treviso con 9, Civitanova con 7. Raggiunta Ravenna a quota 6 (la società da cui vennero acquistati i diritti per la serie A1 nel 2000), superate Avia Pervia Modena, Parma e Firenze, ferme a quota 5.

 

"E' stata una serata meravigliosa e una gioia indescrivibile - racconta Poli, già nel suo ufficio dopo essere rientrato in mattinata dalle Marche e con ancora nelle vene l'adrenalina "da vittoria - perché la vittoria di uno scudetto arriva dopo un periodo lungo nove mesi, fatto di gioie e delusioni, di momenti super e difficoltà. Difficoltà dalle quali la squadra ha sempre saputo rialzarsi in maniera egregia. Penso, ad esempio, alla sconfitta maturata in gara 2 dei quarti di finale contro Cisterna. Ecco, in quel momento qualche dubbio lo avevamo, ma i ragazzi hanno reagito, sino all'apoteosi di mercoledì. Abbiamo vinto due volte: prima la regular season e poi i playoff, che sono un "altro" campionato a tutti gli effetti. E' stata una "sfacchinata", ma ne è valsa eccome la pena".

 

Marcello Poli è sceso mercoledì nelle Marche, viaggiando assieme all'ex presidente Diego Mosna, al quale è legato anche da profonda amicizia, e al vice presidente Fabrizio Lorenz. La partita, "tiratissima", la festa, la notte trascorsa nelle Marche, il rientro e via, subito in ufficio.

 

"Mentre viaggiavamo alla volta di Civitanova - confida - ci siamo detti: e se vinciamo, che facciamo? Insomma, avevamo messo in preventivo che si potesse "tirare" tardi, troppo per rientrare già durante la notte. E, allora, abbiamo convenuto che se fosse successo avremmo cercato un hotel last minute per trascorre la notte lì. Così è stato, per fortuna abbiamo trovato un posto dove dormire e, stamattina, sul presto, siamo ripartiti alla volta di Trento. Sono già in ufficio, sì, ma dopo aver vinto uno scudetto si fa volentieri i conti con la stanchezza. Adesso abbiamo qualche impegno con la stampa e poi, domattina (venerdì 9 maggio, ndr), saremo ospiti della Giunta Provinciale, per celebrare anche con le istituzioni lo scudetto".

 

E' stata una serie bellissima quella contro Civitanova. Emozionante e di altissimo livello.

"E' vero, noi siamo stati molto bravi e abbiamo giocato benissimo, così come i nostri avversari, che hanno dimostrato di essere già "pronti" nonostante il rinnovamento e ringiovanimento operato la scorsa estate. Hanno battuto Perugia in maniera incredibile in semifinale e dimostrato di essere estremamente "tosti". E poi, permettetemi, da presidente, di ringraziare il pubblico marchigiano, che mercoledì è stato fantastico: hanno applaudito i nostri ragazzi alla fine della partita, quasi tutti gli spettatori di casa sono rimasti al palazzetto anche per la premiazione. Hanno dimostrato un eccezionale senso di sportività".

 

A proposito: che spot, fantastico, per la pallavolo vedere, a fine gara, Michieletto, Sbertoli, Lavia e tutti gli altri salire i gradoni della tribuna per andare a festeggiare assieme ai tifosi arrivati da Trento.

"Meraviglioso, tra l'altro passando tra i supporters di casa che davano il "cinque" ai ragazzi. E' stato un gesto spontaneo, che i ragazzi hanno voluto fare per ringraziare, da vicino, chi si è sobbarcato una trasferta così lunga a metà settimana. In un clima di serenità e sportività. Il volley è uno sport straordinario anche per questo motivo, per il grandissimo fair play esistente. E, anche tra i giocatori, c'è un rispetto incredibile, basti vedere gli abbracci e i complimenti a fine partita. Quello a cui abbiamo assistito, chi dal vivo e chi in diretta tv, è stato uno spot incredibile per la nostra disciplina".

 

Lo scudetto ha "salvato" una stagione che, altrimenti, sarebbe stata da "zero tituli"?

"Non parlerei di salvataggio, mi sembra un'espressione eccessivamente "forte". E' chiaro che da Trentino Volley ci si attenda sempre il massimo, visto che stiamo parlando di un top club e non nego che avremmo potuto fare qualcosa di più in altre manifestazioni, alcune anche più "semplici", come ad esempio il Mondiale per Club, ma allo stesso tempo non bisogna dimenticare che siamo arrivati praticamente in fondo a tutte le manifestazioni a cui abbiamo partecipato. La stagione è lunga, non sempre vale l'equazione "più investo e più vinco" e ci sono tante variabili. Però, per fortuna, abbiamo vinto lo scudetto e, dunque, conquistato quello che definisco il "bottino grosso" e, allora, il problema non si pone".

 

Forse l'unica nota stonata della serata sono state le dichiarazioni, a fine gara, del tecnico Fabio Soli. Che ha ringraziato solamente staff e squadra e non il club e ha sottolineato come lui sarebbe rimasto volentieri e il "perché" della sua non conferma "va chiesto ad altri" (il prossimo allenatore gialloblù sarà l'argentino Marcelo Mendez)".

"Non commento, perché non è il momento delle polemiche. Come tutti i giocatori e tecnici che in passato hanno vestito la maglia di Trentino Volley, al momento di lasciare manifestano un grande dispiacere, perché qui è difficile non trovarsi bene. Evidentemente è così anche per lui. Ci godiamo il presente e pensiamo già al futuro, senza parlare d'altro che non è il caso".

 

Si dice sempre che l'obiettivo è quello di migliorarsi. Dunque?

"Dunque ripartiremo da un'ossatura consolidata - conclude il presidente gialloblù, qualcosa cambierà perché Rychlicki e Kozamernik lasceranno Trento, oltre ovviamente all'allenatore ma, come diciamo sempre, "giocatori, allenatori e presidenti passano, Trentino Volley resta". Effettueremo gli innesti che serviranno, mantenendo inalterata la nostra filosofia che si basa su alcuni pilastri: ambiente sano e sereno, serietà nei comportamenti, rispetto degli accordi e mai fare il passo più lungo della gamba. Se non si è scaramantici si può dire che, per migliorare, punteremo a vincere due trofei anziché uno".

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