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Trento
18 novembre | 17:59

"La 3Tre è un pezzo di cuore. Quella di Campiglio è la pista di slalom più bella del mondo". VIDEO. Paolo De Chiesa nel 1974 arrivò secondo dietro Stenmark

"Quel giorno ho realizzato il sogno del bambino che, sul canalone Miramonti - racconta emozionato De Chiesa -, aveva disputato i campionati italiani delle categoria, baby, cuccioli, allievi e conosceva e amava quella pista. Ce ne sono tante di piste bellissime e mitiche in Coppa del Mondo, ma per lo slalom nessuna è come quella di Campiglio. Per me è la più bella del mondo e del circuito. Come il Canalone Miramonti non c'è niente"

A sx De Chiesa con la sua biografia ufficiale, a destra il podio della 3Tre del 1974: De Chiesa, Stenmark e Radici (foto archivio Luconi Bisti)

TRENTO. La prima volta non si scorda mai, il primo podio non si scorda mai. Se poi le due cose coincidono, beh allora quella diventa una delle "dieci date" più importanti della propria vita.

 

La 3Tre e il canalone Miramonti sono e saranno per sempre nella testa e nel cuore di Paolo De Chiesa che, il 17 dicembre 1974, a Madonna di Campiglio disputò la sua prima gara di slalom in Coppa del Mondo, dove aveva esordito - ma in gigante - appena una settimana prima in Val d'Isere.

 

Il 18enne piemontese, per nulla intimorito dalle insidie una pista che conosceva benissimo, visto che lì aveva disputato tante edizioni dei campionati italiani giovanili e senza pensare al numero di partenza - il 36, altissimo -, sfoderò una prestazione semplicemente sensazionale.

 

Secondo dopo una prima manche in cui aveva spinto a cento all'ora, nella seconda scese più "controllato", un po' con il freno a mano tirato, per non rischiare di uscire e al traguardo mantenne la seconda piazza. Un risultato clamoroso, considerato che sul gradino del podio salì il fuoriclasse svedese Ingemar Stenmark, il più forte sciatore di tutti i tempi (assieme a Marcel Hirscher e, forse, tra qualche anno arriverà anche Marco Odermatt, che è sull' "ottima" strada), mentre De Chiesa precedette un altro azzurro, il compianto Fausto Radici.

Erano gli anni della "valanga azzurra", lo sci era diventato uno sport nazional - popolare, il seguito di pubblico e mediatico era incredibile e un secondo posto in una gara di Coppa del Mondo, per di più in Italia, sulla pista considerata l' "università" dello slalom, rappresentava qualcosa d'incredibile.

 

"Quel giorno ho realizzato il sogno del bambino che, sul canalone Miramonti - racconta emozionato De Chiesa -, aveva disputato i campionati italiani delle categoria, baby, cuccioli, allievi e conosceva e amava quella pista. L'appuntamento di Madonna di Campiglio, assieme al Trofeo Topolino (che lui vinse nel 1970, ndr), erano i momenti più attesi dell'anno. Cosa ricordo? La gente, tantissima gente e la festa dopo l'arrivo: eravamo nel "pieno" della "valanga azzurra", l'entusiasmo era alle stelle: io ero alla mia prima gara in slalom in Coppa del Mondo e partii con il pettorale 36. La prima manche andò bene, chiusi secondo. Prima della seconda il tecnico Oreste Peccedi mi disse di non scendere "a tutta": per me era fondamentale arrivare in fondo per guadagnare punti e posizioni in partenza il mese successivo. E, allora, attaccai ma non troppo: se fossi andato più forte probabilmente avrei vinto, ma in quel momento era giusto pensare anche al futuro. E, infatti, da gennaio, venni inserito tra i primi 15, nel primo gruppo. Stenmark fece una grandissima rimonta, ma d'altronde stiamo parlando dello sciatore più forte di tutti i tempi e terzo arrivò il mio grande amico, l'indimenticabile Fausto Radici che, sul Canalone Miramonti, vinse due anni più tardi davanti a Piero Gros e Gustav Thoeni in un podio tutto italiano".

 

E, quarantanove anni fa, a completare quella giornata indimenticabile, arrivarono il settimo posto di Franco Bieler e Paolo De Chiesa fece registrare il miglior tempo assoluto della seconda manche. E, nel 1981, lo sciatore piemontese, che da 32 anni è l'opinionista "numero uno" di RaiSport quando si parla di sci alpino, salì nuovamente sul podio della 3Tre, conquistando il terzo posto, alle spalle dello statunitense Phil Mahre e del "solito" Stenmark.

 

"Ce ne sono tante di piste bellissime e mitiche in Coppa del Mondo - aggiunge De Chiesa - ma per lo slalom nessuna è come quella di Campiglio. Per me è la più bella del mondo e del circuito. Come il Canalone Miramonti non c'è niente. E non sono l'unico a dirlo. Per me è una "pietra miliare" e l'ho celebrata come merita anche nella mia biografia "Ho sfiorato il cielo" (che uscirà proprio domani - mercoledì 19 novembre - in libreria, ndr): la 3Tre è meravigliosa e avrà, per sempre, un posto speciale nel mio cuore".

 

E quest'anno, il 7 gennaio, quando il Circo Bianco tornerà a Madonna di Campiglio e gli specialisti dei pali stretti torneranno a darsi battaglia all'ombra delle Dolomiti di Brenta, il pensiero correrà certamente anche al passato, prima ai tempi della "valanga azzurra" e poi all'epoca di Alberto Tomba, che sul Canalone Miramonti vinse per due volte, nel 1988 e nel 1995.

 

(La foto di copertina del podio della 3Tre del 1974 è stata concessa gentilmente dall'archivio Luconi Bisti).

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