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| 22 mar 2025 | 12:30

"La tensione prima della gara era alta", 50 anni fa il leggendario parallelo Thöni-Stenmark: il racconto dell'indimenticabile discesa

L’altoatesino Gustav Thöni vinse la sua quarta Coppa del mondo nel parallelo finale di Ortisei battendo lo svedese Ingemar Stenmark,  fuoriclasse dello sci mondiale

"La tensione prima della gara era alta", 50 anni fa il leggendario parallelo Thöni-Stenmark
di Marco Marangoni

BOLZANO. Il tracciato della pista Ronc è ancora ben visibile ma è in disuso da tanti anni. Lo si vede prima di imboccare la piccola galleria che porta in pieno centro a Ortisei in Val Gardena, al cospetto di sua maestà il Sassolungo. Ebbene, la pista Ronc è un luogo speciale, un luogo dove è stata scritta una bellissima ed emozionantissima pagina, per non dire libro, della storia dello sci alpino. Quel giorno era il 23 marzo del 1975, ben 50 anni fa. Mezzo secolo fa Gustav Thöni vinceva la sua quarta Coppa del mondo battendo nel leggendario e drammatico parallelo Ingemar Stenmark.

Il 1975 sarà ricordato per diversi eventi storici, la proclamazione di ‘Stato federale turco’ la parte di Cipro occupata l’anno precedente, il ritiro americano dal Vietnam, la missione congiunta nello Spazio Usa-Urss di Apollo e Soyuz, il primo volo del Concorde con passeggeri a bordo, e Giacomo Agostini vincitore del quindicesimo mondiale nel motociclismo. Gli anni ’70 erano gli anni del boom dello sci e degli sport invernali, anche sulla scia della ‘Valanga Azzurra’ e di quella cinquina del 7 gennaio del 1974 nel gigante di Coppa del mondo a Berchtesgaden, nella Germania Occidentale, firmata da Piero Gros, Gustav Thöni, Erwin Stricker, Helmuth Schmalzl e Tino Pietrogiovanna.

 

Ebbene, domani, 23 marzo, saranno 50 anni da quella epica finale. Prima dell’ultimo slalom parallelo, i tre migliori sciatori al mondo erano primi in classifica a pari merito con 240 punti. A contendersi la sfera di cristallo davanti a oltre 45.000 spettatori (20 milioni gli italiani incollati alla televisione), il ventunenne austriaco Franz Klammer, il diciannovenne svedese Ingemar Stenmark e il ventiquattrenne altoatesino di Trafoi, Gustav Thöni.

Klammer, specialista della discesa, è stato eliminato ai sedicesimi dall’azzurro Helmuth Schmalzl diventato successivamente direttore di gara della Fis e direttore tecnico della Nazionale italiana. Arrivati in finale dopo aver eliminato in semifinale rispettivamente lo svizzero Walter Tresch e l’italiano Fausto Radici, toccò a Thöni e Stenmark contendersi l’ambita sfera di cristallo. Va precisato che lo svedese aveva rischiato ai quarti di finale ma con un ‘numero’ da vero campione ha evitato l’eliminazione. Per il giudice di pista, l’austriaco Toni Sailer, il passaggio della porta era regolare, per il direttore tecnico azzurro Mario Cotelli, assolutamente no. L’Italia ha sporto reclamo chiedendo di vedere il replay ma a Roma, la persona che doveva riversare il filmato, non è al suo posto, e il verdetto, a favore di Stenmark, arriva 40 minuti dopo.

 

“La tensione prima della gara era davvero molto elevata, anche perché fino a quel momento avevo disputato davvero pochi slalom paralleli, non era per niente semplice gareggiare contro un avversario che puoi vedere solo con la coda dell'occhio”, ha detto tanti anni dopo Thöni in un incontro ad Ortisei. “Ero molto nervoso, perché in una sola gara ci si giocava l'intera Coppa del mondo”, ha confermato Stenmark. Per lo scandinavo, allenato dal gardenese Ermanno Nogler, e l'azzurro era una questione di tutto o niente. Vincitori di una manche ciascuno, nel passaggio decisivo della terza discesa accade il fattaccio. ‘Re Ingo’ inforca alla terz’ultima porta e per Thöni c’è la Coppa del mondo tra la folla in delirio. Come ha sempre raccontato l’allora responsabile della gara Erich Demetz, a causa delle enormi discussioni sull’inforcata si erano create due fazioni opposte tra i tifosi, placate poi con l’intervento dei carabinieri e dall’ufficialità della classifica finale.

 

Per Gustavo, come lo ha sempre chiamato la stampa nazionale (per i sudtirolesi è sempre rimasto Gustav), è stata una rivincita tardiva, una sorta di ‘risarcimento’. Infatti, nel Mondiale di slalom del 1970, Thöni era giunto quarto sulla stessa pista sfiorando di poco la sua prima medaglia iridata. La finale di Coppa a Ortisei fu storica anche perché, per la prima volta nella storia del Circo bianco, fece il suo ingresso una nuova forma di pubblicità sportiva. Il produttore di latticini Parmalat acquistò i diritti pubblicitari della gara in esclusiva per 25 milioni di lire, oggi circa 13.000 euro.

 

Thöni e Stenmark, consapevoli di aver scritto una delle pagine più belle dello sci, si sono ritrovati tante altre volte, in gare di beneficenza e ricorrenze speciali, soprattutto in Val Gardena e Madonna di Campiglio, sempre modesti, silenziosi e simpatici. Gustav è albergatore a Trafoi, il paesino dell’Alto Adige ai piedi dell’Ortles sulla strada che porta al passo dello Stelvio (mitica Cime Coppi di tanti Giri d’Italia), Ingemar, originario di Tarnaby sul Circolo Polare Artico, si è dato alle corse automobilistiche ma anche allo sci nordico e, più recentemente, anche al salto con l’asta.

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