Lara Naki Gutmann e il sogno Olimpiadi. "Mi sono innamorata del pattinaggio a tre anni. Ho lavorato tutta l’estate per aumentare il livello tecnico"
La pattinatrice trentina punta all’unico pass dell’Italia per la gara femminile dei Giochi olimpici di febbraio. A fine mese parteciperà al primo Isu Grand Prix, ‘Skate Canada’ a Saskatoon, a metà novembre al secondo, ‘Skate America’ a Lake Placid. Si è innamorata della disciplina a tre anni: "Alle Olimpiadi di Torino 2006 ho visto il pattinaggio di figura e atlete bellissime come Carolina Kostner: mi sono subito appassionata e ho chiesto di portarmi subito a pattinare"

TRENTO. La mission del 2026 per Lara Naki Gutmann è graffiare la patinoire della "Milano Ice Skating Arena" alle Olimpiadi di Milano Cortina.
Missione, sogno, desiderio, volontà, la pattinatrice trentina originaria di Rovereto quest’autunno costruirà la sua convocazione per il grande evento a cadenza quadriennale. L’Italia per la gara femminile ha un solo posto disponibile e la concorrenza per Lara Naki non manca, a partire dalla bolzanina Anna Pezzetta.
La 22enne pattinatrice roveretana ha aperto la stagione alla grande con una bella vittoria al "Nepela Memorial" a Bratislava con il miglior programma libero della sua carriera che ha portato al primato personale al termine dei due esercizi (short e free), 202.51 punti.
Per la terza stagione consecutiva la pattinatrice roveretana, portacolori delle Fiamme Oro, prenderà parte al prestigioso Isu Grand Prix con la possibilità di qualificarsi - solo le prime sei classificate dopo le sei tappe di qualificazione - per la finale di dicembre. La pattinatrice azzurra gareggerà a "Skate Canada" dal 31 ottobre l 2 novembre a Saskatoon, quindi resterà ad allenarsi in Nord America per preparare la seconda gara, "Skate America", dal 14 al 16 novembre a Lake Placid.
A dicembre ci saranno i Campionati italiani a Varese al termine dei quali saranno definite le convocazioni per gli Europei di gennaio e soprattutto per le Olimpiadi. Gutmann nel marzo scorso si è laureata anche in scienze motorie all’UniPegaso.
Lara, anzitutto, ci può raccontare perché anche "Naki"?
"È un nome originario del Ghana. I miei genitori avevano un amico che aveva origini ghanesi e ha consigliato di chiamarmi Naki, un nome portafortuna che in ghanese significa "primogenita". Mio papà, Paul, è originario dell’Alto Adige e con me parla tutt'oggi in tedesco ma abbiamo sempre vissuto a Rovereto. Mia mamma Claudia è invece originaria di Milano".
Perché si è avvicinata al pattinaggio di figura?
"Grazie alle Olimpiadi di Torino 2006, avevo tre anni, la televisione a casa era sempre accesa per l'occasione. Quando ho visto il pattinaggio di figura e atlete bellissime come Carolina Kostner mi sono subito appassionata e ho chiesto di portarmi subito a pattinare. Purtroppo a Rovereto non c'era, e non c'è ancora, la pista per il pattinaggio e, dopo mie insistenze, mamma mi ha portata a Trento".
Conosce Carolina Kostner?
"Sì, ma non abbiamo mai gareggiato assieme. Al mio primo anno tra le senior (stagione 2018 - 2019, ndr), lei non partecipava più alle gare. Mi ha dato consigli e quest’estate ho lavorato con la sua storica coreografa Lori Nichol: sono andata a Richmond Hill in Canada".
Può già individuare il più bel risultato della sua carriera?
"Sicuramente il terzo posto al Grand Prix in Finlandia lo scorso anno. Un piazzamento inaspettato, ero seconda dopo il programma corto: si è trattato del primo podio per l’Italia al femminile in un Grand Prix dopo Carolina Kostner (seconda l’11 novembre 2017 a Osaka, ndr). Il terzo posto al Mondiale a squadra è stato molto bello perché è emerso lo spirito del gruppo, in una manifestazione che mi piace molto".
L’Italia ha una sola quota per la gara femminile e siete in tre a giocarvi il posto: come vede la sfida?
"Sarà molto interessante. Il settore femminile è migliorato molto negli ultimi anni. La tripletta di Bratislava (a settembre in occasione dell’Ondrej Nepala Memorial, ndr), ne è stata la conferma".
Axel, loop, Salchow, quale salto preferisce?
"Diciamo il triplo toe-loop, lo porto per ora in combinazione con un altro triplo toe-loop nel corto. Ho lavorato tutta l’estate su nuove combinazioni per aumentare il livello tecnico. Nel programma lungo ho inserito più salti nella seconda parte dell’esercizio perché vengono valutati di più. Il mio allenatore è Gabriele Minchio ma sono seguita anche da Stephanie Cuel e Linda Mariotti, Lori Nichol e, quando posso, vado a Champery per lavorare con Stephane Lambiel e il suo team. Mi alleno tutti i giorni alla Maccani Ice Arena di Trento. Quando non ci sono gare, sabato è il giorno dedicato al riposo".












