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| 13 mag 2025 | 15:47

Sci alpino, nuove regole Fis dopo le tragedie dell'inverno: vietate le piastre parastinchi, obbligatori gli airbag in superG e discesa anche nei circuiti continentali

Nel meeting della federazione internazionale importanti decisioni sul tema sicurezza dopo una stagione segnata da tragici indicenti in pista

di Redazione

VILAMOURA (Portogallo). Sicurezza. Non a parole, ma con i fatti.

 

E' stato questo uno dei temi forti durante il recente meeting primaverile della Fis (Federazione Internazionale Sci) tenutosi a Vilamoura, in Portogallo, dove sono state prese decisioni cruciali per ridurre i rischi in uno sport che ha visto un drammatico aumento di infortuni gravi e, purtroppo, tragedie.

 

L'ultima stagione è stata segnata in particolare dalle morti delle giovani atlete Matilde Lorenzi e Margot Simond, eventi che hanno scosso il mondo dello sci e spinto la Fis a prendere provvedimenti: le nuove regole, che saranno sottoposte all’approvazione del Consiglio il prossimo 12 giugno, mirano a proteggere ulteriormente gli atleti. 

 

Era già stato introdotto nella seconda parte della scorsa stagione, ma viene confermato l’obbligo degli airbag per tutte le gare di discesa e superG, sia in Coppa del mondo che nei circuiti continentali.

 

Una tecnologia "ispirata" alla MotoGP e adattata alle dinamiche dello sci alpino che si è dimostrata efficace, in particolare negli impatti ad alta velocità, dopo anni di sviluppo e test: gli airbag, dispositivi intelligenti in grado di rilevare una caduta imminente e attivarsi prima dell’impatto, proteggono principalmente il busto e la schiena dell’atleta.

 

La Fis ha riportato dati significativi: oltre 7.000 discese testate, incluse centinaia di simulazioni di caduta e 210 attivazioni reali in gara o allenamento, con il coinvolgimento di più di 200 atleti.

 

Uno dei temi più discussi è stato l’uso delle piastre rigide inserite tra la tibia e lo scarpone, un’innovazione tecnica che negli ultimi mesi aveva generato polemiche: queste piastre, adottate da molti atleti per migliorare le prestazioni, alterano il comportamento dello scarpone, aumentando la spinta ma anche il cosiddetto “rebound” delle forze in gioco, con conseguenti maggiori rischi di infortuni. Il grave incidente di Cyprien Sarrazin sulla pista Stelvio di Bormio, dove l’atleta francese (tra i pionieri, per così dire, di questa tecnologia) ha subito un terribile infortunio, ha certamente avuto un ruolo nel far decidere alla Fis di vietare queste piastre a partire dalla prossima stagione consentendo solo imbottiture morbide completamente integrate nello scarpone che non alterino la forma anatomica del corpo né la funzionalità dell’attrezzatura.

 

Obbligatorie anche le tute antitaglio tutte le gare di Coppa del mondo e nei circuiti continentali: questa misura, già promossa un anno fa, è stata definitivamente ratificata per garantire una protezione aggiuntiva agli atleti, riducendo il rischio di tagli profondi e potenzialmente pericolosi dopo l’aumento di incidenti di questo tipo.

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