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| 20 gennaio | 16:28

Brignone sesta in gigante, è un rientro da favola. De Chiesa: "Una giornata bellissima e storica per lo sport italiano. Olimpiadi? Il segreto sarà affrontare un giorno alla volta"

La valdostana emoziona con due manche di cuore e di sostanza, chiudendo al sesto posto nel gigante di Coppa del mondo di Plan de Corones. Paolo de Chiesa a il Dolomiti: "Sapevo che oggi Brignone avrebbe potuto fare bene, ma vederla andare così forte, stando così vicina alle prime che sono le migliori al mondo, su una pista peraltro selettiva e impegnativa come questa, beh, è stato qualcosa di assolutamente incredibile"

PLAN DE CORONES. "Abbiamo vissuto una giornata bellissima, stupenda. Storica, direi. Non solo per i tifosi e per gli appassionati di sci, ma per il mondo dello sport italiano in generale". 

 

E' ancora emozionato Paolo De Chiesa mentre mette in ordine i pensieri per dare a il Dolomiti un suo punto di vista sul clamoroso ritorno alle gare di Federica Brignone

 

La valdostana, al rientro in una gara di Coppa del mondo 292 giorni dopo quel terribile infortunio sulle piste in val di Fassa dello scorso aprile, ha firmato un sesto posto a Plan de Corones che sa di mezzo miracolo. "Io non ho aggettivi per commentare, sinceramente - ammette De Chiesa, uno che di pagine memorabili di sport ne ha vissute e raccontate a centinaia -; è oltre ogni aspettativa, quasi inimmaginabile. Capiamoci, io in queste settimane ho visto Federica sciare, l'ho seguita, sapevo che oggi avrebbe potuto fare bene. Ma vederla andare così forte, stando così vicina alle prime che sono le migliori al mondo, su una pista peraltro selettiva e impegnativa come quella di Plan de Corones. Beh, è stato qualcosa di assolutamente incredibile". 

 

"Quello che speravo - riprende l'ex sciatore azzurro e da 30 anni opinionista di Rai Sport - è che non le facesse troppo male il ginocchio, che andasse tutto bene. Invece siamo andati ben oltre. Il risultato è eclatante. La gamba però non è guarita, non del tutto. Federica corre sul dolore, andando al di là di quelli che per molti sarebbero limiti invalicabili. Ora confido nella sua determinazione e nella sua capacità di mantenere fede al programma che le ha permesso un recupero da record: andrà avanti giorno per giorno, concentrata sul presente, senza proiettarsi con la mente troppo in là nel tempo. Ora andrà per qualche giorno a Cortina, proverà la discesa sulle nevi olimpiche. A quel punto trarrà le sue conclusioni, cioè determinerà a seconda delle sensazioni e dei riscontri se prendere parte alla tappa di Coppa del mondo a Crans Montana. Ma forse è meglio se anche noi non corriamo troppo avanti. Vediamo come va, un giorno alla volta, e intanto godiamoci il talento e la determinazione di questa atleta eccezionale". 

 

E se qualcuno avesse avuto anche un minimo dubbio sul perché Brignone fosse stata scelta come portabandiera dell'Italia per le imminenti Olimpiadi, la giornata di oggi spazza via ogni titubanza. "Ah, questo è sicuro - conclude De Chiesa -. Non poteva esserci risposta più eloquente. Quando le è stato assegnato questo ruolo non so quanto Federica fosse convinta di farcela davvero, a gareggiare alle Olimpiadi. Ma per lei essere portabandiera era un sogno che si realizzava, credo che stia onorando questo incarico nel più nobile dei modi. E continuerà a farlo". 

 

“Sono stati nove mesi difficili, tostissimi e sono proprio orgogliosa - ha commentato invece la diretta interessata dopo aver concluso la seconda manche di Plan de Corones nel tripudio del pubblico azzurro -. Tutti quelli che mi sono stati vicini sanno cosa è stato arrivare fino a qua. E’ stato tutto nuovo per me oggi a livello di emozioni - ammette Federica Brignone -: in genere quando ti presenti ad una gara sai dove sei e quali sono i tuoi obiettivi, anche a livello di performance. Invece oggi è stato tutto nuovo, un test: anche tenere la tensione per tante ore, con le attenzioni. Sono proprio contenta di aver gareggiato oggi, avessi aspettato i Giochi sarebbe stato forse troppo. Nella prima manche ero un po’ bloccata, magari faccio tre curve bene e poi mi blocco un po’, ma è quella fiducia che si crea con l’allenamento, serve proprio a quello. Mancano passaggi, manca condizione: questa pista è tosta, per me è stato un ottimo test, anche per la mia testa”.

 

“Questa è una specie di ripartenza e sto già pensando a come andare più veloce. Sono molto contenta di oggi, è stato un po’ rompere il ghiaccio ma di certo non mi accontento. Con tutta l’adrenalina e l’emozione di oggi, confesso che il male è stato meno del solito: sono quasi riuscita a partire bene dal cancelletto, cosa che mi fa molto male. Ma nel pomeriggio faremo il bilancio; la neve era bella, quindi benissimo così”.

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