Il Maia Alta, "formichina" della serie D tra i "giganti" veneti e friulani, che insegue un'altra salvezza. Toccoli: "Restare in categoria sarebbe come vincere lo scudetto"
Il Maia Alta non è proprio la squadra di Merano: ad essere precisi è l'espressione di un quartiere della città del Passirio che, dopo essersi assestata in Eccellenza, la massima categoria del calcio regionale, ha compiuto il grande salto. Alla guida dei biancoblù c'è, per la quinta stagione di fila, Flavio "Lupo" Toccoli, che nella scorsa stagione è stato confermato ancora prima di disputare i playout

MERANO. Bastano "due numeri" e i conti sono presto fatti. E certificano la portata dell'impresa compiuta la scorsa stagione che il Maia Alta, l'Obermais per i meranesi, vuole replicare.
Dunque, qualche esempio: Trieste, capoluogo di regione da quasi 200mila abitanti, Chioggia, 47mila abitanti circa, Bassano del Grappa, 42mila abitanti, Mestre 47mila abitanti, Bolzano, capoluogo di provincia, 107mila abitanti circa e, via via, tutte le altre.
Con la sola eccezione del Cjarlins Muzane (espressione di Carlino e Muzzana del Turgnano, due piccoli paesi della provincia di Udine), che però ha alle spalle un "colosso" quale è l'imprenditore Vincenzo Zanutta, il Maia Alta è la più "piccola" realtà del "terribile" girone C del campionato di serie D che, siamo sinceri, di "dilettantistico" ha solamente la denominazione perché i rimborsi spese che "girano" sono da capogiro e tra le squadre partecipanti ce ne sono almeno 5-6 che avrebbero le risorse per fare la categoria superiore.
Sì, perché il Maia Alta non è proprio la squadra di Merano: ad essere precisi, il sodalizio biancoblù è l'espressione di un quartiere della città del Passirio che, dopo aver trascorso anni e anni in Eccellenza, la massima categoria del calcio regionale, ha compiuto il grande salto.
E, a differenza di tante altre compagini trentine e altoatesine del passato, che la Quarta Serie l'hanno vista per una stagione, retrocedendo di fatto con largo anticipo e limitandosi ad una semplice "comparsata" (l'ultimo esempio è quello del Lavis nella stagione 2024 - 2025), la compagine del quartiere meranese a prevalenza germanofona, sta provando a consolidarsi in categoria.
La squadra di un rione da 3.600 abitanti si confronta ogni domenica con formazioni provenienti da città di grandi dimensioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia : in rosa i professionisti, ovvero quelli che hanno fatto del calcio il proprio lavoro, sono solamente quattro, tutti provenienti da fuori regione e gli allenamenti sono programmati alle 18.30, quando tutti gli altri, il 90% dei calciatori che compongono l'organico, hanno finito la propria giornata lavorativa o di studi.
"Rispetto all'anno scorso - racconta mister "Lupo" Toccoli, alla sua quinta stagione alla guida del Maia Alta - la società è cresciuta e si è impegnata tantissimo per alzare l'asticella per reggere l'impatto con una categoria difficilissima e un girone che è veramente, veramente "tosto". Qui lavorano tutti e tanto: siamo consapevoli dei nostri limiti, ma c'è anche la volontà di migliorarsi continuamente. Siamo in linea con le aspettative: abbiamo dovuto fare i conti con alcuni infortuni che ci hanno privato di elementi importanti per diverse partite, ma siamo contenti del percorso che abbiamo compiuto in queste prime nove giornate. Certo, si può sempre fare meglio e qualche punticino in più avremmo potuto averlo (per ora sono 9 in altrettante partite, ndr), ma stiamo lavorando bene e i ragazzi sono straordinari. D'altronde l'hanno già dimostrato lo scorso anno, conquistando la salvezza ai playout dopo un'annata super".
Supportato da una tifoseria che si è fatta conoscere ed apprezzare in tutto il Nord Est per calore e correttezza (e rappresenta un piccolo "unicum), il Maia Alta è veramente una "formichina" in quella che dovrebbe essere la massima categoria dilettantistica ma, in realtà, è una sorta di "serie C 2".
"Noi ci vogliamo stare - conclude l'allenatore meranese, che la società lo scorso anno ha confermato ancora prima del playout, poi vinto -, la serie D è un campionati impegnativo ma esaltante e proveremo a confezionare, anche quest'anno, quello che sarebbe un piccolo grande miracolo sportivo. Centrare la salvezza per la seconda stagione sarebbe qualcosa di straordinario e il giusto premio per tutte quelle persone che, da volontari, mettono a disposizione il proprio tempo, la propria competenza, la propria passione al servizio della squadra. I nostri tifosi sono qualcosa d'incredibile e incarnano alla perfezione lo spirito del Maia Alta".













