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Trento
03 gennaio | 10:50

"Shock e panico", le parole del biatleta che ha trovato morto l'amico Sivert Bakken nella sua stanza: "Con certe immagini nella testa dovrò convivere per il resto della mia vita"

Le parole di Johan-Olav Botn, il biatleta che la mattina del 23 dicembre ha trovato l'amico e compagno di nazionale Sivert Bakken senza vita nella sua camera d'albergo al passo Lavazè: "E' stato un Natale difficile, abbiamo attraversato molte emozioni. È ancora un ottovolante emotivo, ma migliora ogni giorno. Inizi a pensare a tutto, a mettere in discussione le cose. Mi sono sentito impotente"

(foto olympics.com)
(foto olympics.com)
di Redazione

PASSO LAVAZE'. Sono passate quasi due settimane da quel tragico 23 dicembre, il giorno in cui al passo Lavazè il 27enne biatleta norvegese Sivert Bakken ha perso la vita mentre si trovava nella sua camera di albergo.

 

Giorni di lutto e di elaborazione di un dramma che ha colpito duramente la grande famiglia del biathlon e degli sport invernali, ma ancora di più i parenti, gli amici e i compagni di squadra del ragazzo di Lillehammer

 

Su tutti, il biatleta Johan-Olav Botn e fino ad oggi dominatore della Coppa del mondo, che ha raccontato a Tv2, mezzo d'informazione norvegese, le ore drammatiche trascorse quando lui stesso ha trovato Sivert Bakken morto nella sua stanza d'albergo.

 

Quella mattina i due avevano in programma di andare a sciare insieme sulle piste da fondo del passo Lavazè: Botn racconta di essersi fermato per prendere le chiavi della macchina e di aver trovato l'amico senza vita.

 

Era, racconta, "in uno stato di shock e panico totale". "Sivert era pallido - prosegue Botn rivivendo il trauma di quegli attimi -. Non si sente nulla in quei momenti. Ho cercato subito di aiutarlo, ho allertato la polizia e l'ambulanza e ho ricevuto aiuto. Ci sono alcune immagini nella mia testa con cui mi rendo conto che dovrò convivere per il resto della mia vita. Penso che sia saggio trovare un modo per convivere con queste immagini". 

 

"Sto bene, tutto sommato - risponde ai media norvegesi -. Ma è stato un Natale difficile, abbiamo attraversato molte emozioni. È ancora un ottovolante emotivo, ma migliora ogni giorno. Inizi a pensare a tutto, a mettere in discussione le cose. Mi sono sentito impotente. Quanto accaduto ha davvero colpito molte persone intorno a me. Ha ferito molto anche me. Entri in una modalità in cui cerchi di aiutare le persone intorno a te". 

 

La causa della morte del 27enne norvegese, trovato senza vita mentre indossava una maschera ipossica, non è ancora chiara: lo studio legale della famiglia ha annunciato che gli esami forensi non forniranno alcuna risposta prima di marzo del prossimo anno

 

La salma di Bakken sta tornando in Norvegia dove verranno organizzati i funerali.

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