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Aquila, conto alla rovescia. Trainotti: "Piedi per terra, le probabilità di passare il turno sono 50 e 50 tra noi e Milano"

Il general manager invita l'ambiente a restare concentrato in vista del match delle 20.45 del Forum. Lechthaler: "Non pensiamo a ciò che è stato fatto. Ma siamo carichi e per nulla appagati"

Di Daniele Loss - 02 giugno 2017 - 18:11

TRENTO. Ad un passo dalla storia. L’appuntamento è tra qualche ora, precisamente alle 20.45 al Mediolanum Forum di Assago: l’Aquila si giocherà il primo di tre match ball per conquistare la finale scudetto. Non è fatta, anzi, perché l’Armani è la squadra più forte d’Italia, una vera e propria “corazzata” in grado di ribaltare qualsiasi passivo in un serie così lunga come una “best of seven”.

 

Attenzione, però, perché Buscaglia e i suoi sono nel classico momento di grazia: lo spogliatoio bianconero è compatto e determinato come non mai, Craft e compagni volano sul parquet e, soprattutto, ora come non mai prima d’ora, società, allenatore e giocatori non hanno paura (sportivamente parlando) di nulla e nessuno. Servirà ancora una grande prestazione e sarà finale, questo è poco ma sicuro, mentre Milano dovrà piazzare una colossale “remontada”. E, l’Armani vista in campo mercoledì al “PalaTrento” e annichilita dalla mostruosa prestazione in difesa dell’Aquila, non sembra in grado di piazzare il colpo di coda.

 

“Io credo non sia così - sentenzia il general manager bianconero Salvatore Trainotti, colui il quale questa squadra l’ha pensata, costruita e rimodellata nel corso dei mesi per far fronte agli infortuni - e, ad oggi, le probabilità sono 50 e 50 per quanto riguarda il superamento del turno. Il nostro vantaggio nella serie non deve ingannare: di fronte abbiamo la squadra più forte e talentuosa d’Italia, che non può più sbagliare e non ritengo Milano già spacciata. Di contro noi abbiamo la voglia di regalarci un’impresa. Che non si dica che siamo già appagati e, comunque andrà a finire, sarà un successo. Non scherziamo: abbiamo agguantato l’osso e adesso non lo molleremo nemmeno se ci strattoneranno con tutta la forza possibile".

 

Ma cosa potrà fare la differenza? "Quello che ci ha permesso di vincere gara 4, tornando a giocare ad alti livelli dopo la sconfitta di lunedì: concentrazione, approccio alla gara e compattezza. E, ne siamo perfettamente consci, per vincere servirà una prestazione ancora migliore rispetto a mercoledì. In una serie di sette gare bisogna compiere un passo in avanti ogni volta, lavorando su quello che è accaduto nel match precedente - sia per gli aspetti positivi che per quelli negativi - e cercando di migliorare”.

 

E i giocatori come stanno vivendo il momento? Keep calm, tutti sono sul pezzo, compreso un Luca Lechthaler in evidente crescita: mercoledì il “lungo” di Mezzocorona ha giocato la sua miglior partita stagionale.

 

“Il segreto - queste le parole di Lechthaler” - è quello di non pensare a ciò che è stato fatto, ma dobbiamo ragionare di partita in partita. Dovremo interpretare gara 5 come fosse una vera e propria finale, una sorta di match secco e cercare di disputare un’altra grande prova per raggiungere quello che sarebbe un risultato sportivo eccezionale. Siamo carichi e concentrati. E per nulla appagati, anzi”.

 

Palla a due alle 20.45 con diretta su RaiSport e SkySport. Buscaglia potrà disporre di tutto il roster attualmente a disposizione. Se l’Aquila riuscirà a compiere l’impresa sarà finale scudetto contro una tra Avellino e Venezia, altrimenti si andrà a gara 6, in programma domenica sera al “PalaTrento”.

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