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Dolomiti Super Fly, troppo rischioso infilarsi in volo nel Canyon del Limarò: Moreno chiude qui

Dopo essere stato in lizza per il podio (nella prima fase, quella dove si volava di più) Parmesan è andato in crisi sul Doss del Sabion dopo che uno del suo team si è fatto male atterrando in parapendio

Pubblicato il - 31 maggio 2017 - 17:35

TRENTO. Alla fine il gioco non valeva la candela. Moreno Parmesan ha preferito fermarsi e dire basta. Troppo pericoloso esporsi ai venti che attraversano il Canyon del Limarò. Troppo alto il rischio di ritrovarsi a piedi all'altezza delle Sarche con la prospettiva di doversi fare quasi 60 chilometri a piedi fino a Vetriolo per poi riprendere il volo fino al traguardo. Si è quindi conclusa, questa mattina, la grande avventura del parapendiista roveretano. La Dolomiti Super Fly, la gara di trekking e parapendio che ha portato a sfidarsi 31 team su un circuito di oltre 300 chilometri con cinque tappe obbligate (Rifugio Dal Piaz a quota 1933metri, il Col Rodella a quota 2375 metri, Plan de Corones e i suoi 2275 metri, Doss del Sabion a 2071 metri, Panarotta-Vetriolo Terme a quota 1450 metri e arrivo di nuovo a Levico Terme al Big Fish).

 

 

Alla fine l'ha spuntata l'austriaco Gruber che ha concluso il viaggio in 48 ore e 39 minuti e l'ha spuntata sul tedesco Nubel che ha chiuso in 50 ore e 34 minuti. "Due professionisti - racconta Moreno - gente allenata e abituata a questo tipo di gare. Io finché c'è stato da volare mi giocavo il podio. Poi i problemi li ho avuti per raggiungere il Doss del Sabion. Sono rimasto senza acqua e cibo mentre mi dovevo fare 1.500 metri di salita a piedi. Abbiamo avuto, infatti, un po' di problemi con i rifornimenti perché uno dei ragazzi del team mi ha seguito per un po' in parapendio e poi quando è atterrato in zona Feltre è caduto male rompendosi anche due costole. Rimasto senza rifornimenti sono riuscito ad arrivare in cima e poco prima sono stato raggiunto da un altro del team. Ho bevuto e mangiato ma ormai i muscoli erano andati. La notte ho avuto i crampi sotto i piedi, i polpacci erano bloccati ed avevo nausea. Quindi ho cercato di giocarmi tutto con il volo. Ho deciso di aspettare il vento giusto. E le previsioni meteo sembravano far sperare bene. In realtà la pioggia, i fulmini e i temporali mi hanno tenuto fermo. Ho perso quasi 7 ore tra un'attesa e l'altra. Ma rischiare non ne valeva la pena ormai ero troppo lontano dai primi".

 

 

Oggi, quindi ha raggiunto la zona sopra Stenico, sopra Seo a quota 1.500 metri. Ma il vento spingeva verso il Canyon del Limarò e l'Ora già intorno alle 10 del mattino si è fatta sentire. E così, fine dei giochi. Oggi ha ridisceso il monte con uno spirito ormai più leggero e a Seo si è gettato in una fontana gelata rimanendo a mollo per svariati minuti. "L'esperienza è stata tosta ma bellissima - racconta - e le prossime volte eviteremo di fare certi errori. Se si fosse volato un po' di più e camminato un po' di meno sarebbe stato molto meglio e avrei potuto essere decisamente più competitivo, ma tant'è. La prima cosa che ho fatto, ridisceso dal monte, è stata mangiarmi due pizze, bermi un litro di birra e mangiarmi un buon tiramisù. E da domani si va a pesca per staccare la testa per un po' ma in volo ci rialziamo a brevissimo".

 


 

 

   

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