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Doping? Intrecci economici e giochi di potere? L'incontro con Schwazer e Donati si trasforma in un comizio difensivo

Un incontro molto emozionante, ma l'evento organizzato dal Presidio Universitario Libera 'Celestino Fava' e dal Cus Trento avrebbe dovuto approfondire le tematiche legate all'ideologia del successo ad ogni costo, alle esigenze degli sponsor e alle ambizioni degli atleti che possono spingere a ricorrere agli 'aiuti': temi trattati solo in forma molto marginale

Da sinistra Sandro Donati e Alex Schwazer
Di Daniele Loss - 26 maggio 2017 - 20:19

TRENTO. In teoria, ma solamente in teoria, il dibattito avrebbe dovuto riguardare 'doping, sport, interessi economici e giochi di potere'. In realtà, pur con un doppio intervento assai apprezzabile dal punto di vista emozionale, il professor Sandro Donati e l'ex atleta Alex Schwazer hanno ripercorso per filo e per segno le tappe della vicenda sportivo - giudiziaria (grottesca, per carità, e con tantissimi 'punti oscuri') che riguarda il marciatore di Racines, medaglia d'Oro alle Olimpiadi di Pechino 2008.

 

Il Presidio universitario Libera 'Celestino Fava' di Trento e il Cus Trento avevano organizzato tale incontro per approfondire tali tematiche ma, extra caso Schwazer, si è parlato ben poco di doping.

 

Il professor Donati, da sempre il prima linea nella lotta contro il doping (fu proprio lui, con due email, a 'segnalareil comportamento sospetto di Schwazer prima delle Olimpiadi di Londra del 2012), lo ha detto a chiare lettere in apertura del suo intervento. "Questa - per noi - è l'occasione per parlare di una vicenda incredibile, che non è ancora conclusa (l'inchiesta del Tribunale di Bolzano è ancora in corso), ma della quale, dopo quanto accaduto la scorsa estate, nessuno parla più".

 

E di qui critiche ad una parte dei giornalisti e una rievocazione, perfetta, della vicenda, a partire dall'estate 2012 per arrivare fino ai giorni nostri. La platea, numerosissima, ha risposto 'presente' e, dal punto di vista emozionale, le parole di Donati e Schwazer sono state 'coinvolgenti', ma il racconto non ha aggiunto o tolto nulla a quanto già si sapesse.

 

Insomma, fosse stato un esame universitario si sarebbe parlato - probabilmente - di elaborato 'fuori tema' perché, fatto salvo qualche passaggio riguardante il modo di approvvigionamento dei farmaci da parte di Schwazer nei mesi che precedevano l'Olimpiade di Londra del 2012 ("Lui ha fatto tutto da solo - queste le parole di Donati - e non si è affidato né ad un delinquente locale né ad un medico o infermiere compiacente"), la discussione ha riguardato esclusivamente il percorso giudiziario e sportivo dell'ex atleta di Racines, attualmente squalificato.

 

Il racconto di Schwazer è stato impattante, da un punto di vista emozionale, per i presenti ma molto circostanziato. Insomma tutti hanno ascoltato, tutti si sono fatti un'idea ben precisa di quanto è accaduto e sta accadendo ad un atleta definito dallo stesso Donati "un fenomeno assoluto", ma d'interessi economici e giochi di potere - in generale - si è parlato ben poco.

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