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Il rivano Depaoli va in panchina a San Siro, il noneso Pinamonti sempre più pupillo di Pioli e Suning

Giovani talenti crescono: ieri il centrocampista del Chievo era tra i convocati di Maran. L'attaccante nerazzurro invece è al centro del progetto di "italianizzazione" del club. Il Sassuolo lo ha chiesto in prestito ma Ausilio e Tinti pensano prima a blindarlo e poi a fargli fare esperienza

Di Luca Pianesi - 15 gennaio 2017 - 16:51

MILANO. E' un classe '97, è nato a Riva del Garda tifa Milan, gioca nel Chievo e ieri lo speaker di San Siro ha scandito forte il suo nome: Fabio Depaoli numero 97. Il talentino trentino, scuola Trilacum, continua la sua marcia verso il debutto in Serie A e ieri ha collezionato la sua quinta panchina nella massima serie (la prima un anno fa, il 31 gennaio, contro la Juve) in quello che da tifoso rossonero, probabilmente, resta il palcoscenico più affascinante da calcare, lo stadio Meazza. E infatti sul suo profilo Instagram tra i vari hashtag c'erano anche #emozioni e #sognochesiavvera

 

Depaoli dietro a Pellissier negli spogliatoi del Chievo

 

L'avversario era l'Inter di Pioli che, per la cronaca, ha vinto 3 a 1 in rimonta dopo che in vantaggio era passato il Chievo Verona del nostro Depaoli (gol di Pellissier, uno che come si vede dalla foto che risale al match precedente, Fabio tiene d'occhio e guarda con legittima ammirazione). A fianco a lui, tra gli altri giocatori a disposizione di mister Maran, Floro Flores un veterano del nostro calcio, uno che ha vestito le maglie di Napoli, Sampdoria, Udinese, Perugia, Genoa, Sassuolo e Chievo. E per il centrocampista rivano il debutto, a questo punto, sembra solo una questione di tempo. Dal 20 dicembre è stato aggregato con la prima squadra per tre volte (il 22 dicembre contro la Roma, l'8 gennaio contro l'Atalanta e ieri contro l'Inter) e in Coppa Italia, il 29 novembre ha già avuto l'occasione di entrare in campo, contro il Novara.

 

Intanto per un Depaoli che si sta sempre più affermando c'è un altro trentino che sta facendo parlare di sé, eccome. E' Andrea Pinamonti. La giovane punta classe '99 (che questa mattina è dovuta uscire per infortunio nel match giocato contro la Primavera del Genoa e vinto 3 a 0 dai nerazzurrini) sta stupendo sempre di più Stefano Pioli che dal primo gennaio ha aggregato in pianta stabile il talento noneso per gli allenamenti.

 

Pinamonti tra Joao Mario e Santon

 

Ausilio e Tinti hanno già in programma, a fine gennaio, di discutere il futuro del giovane. Sulle sue tracce ci sono moltissimi club, anche di Serie A. Il Sassuolo si è fatto avanti, per esempio, per un prestito secco per questi sei mesi di campionato. E poi ci sono i club stranieri: tra questi anche il Valencia che era pronto a lanciarsi in investimenti importanti pur di averlo alla sua corte. L'Inter però ha risposto picche a tutti. E lo stesso Suning, vuole renderlo uno dei perni per la rinascita "italiana" del club.

 

Siccome, però, i nerazzurri sono una di quelle squadre che devono vincere sempre e subito l'ipotesi più percorribile sembra quella di blindare il giovane trentino con un ingaggio importante per poi mandarlo in prestito, offrendo un alto premio di valorizzazione alla società che lo avrà in "consegna" e che gli dovrà garantire un numero minimo di presenze, che dovrà essere molto alto. Il, cosiddetto premio di valorizzazione, che verrà, quasi certamente, inserito come postilla nel prossimo contratto del giovane.

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