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La Romanese deve rientrare nei giochi: Trento, Dro e Levico domenica potrebbero non giocare

Il pasticcio legato al ripescaggio della squadra bergamasca rischia di mettere a rischio la prossima giornata. Tra le ipotesi più accreditate un campionato a 19 squadre

Di Daniele Loss - 06 settembre 2017 - 15:50

TRENTO. Il rischio di un "pasticciaccio all'italiana" c'è eccome. Domani il Dipartimento Interregionale della serie D potrebbe addirittura decidere di rinviare a data destinarsi la seconda giornata del girone B, quello in cui sono inserite Trento, Dro e Levico Terme. Il motivo è presto spiegato: nella giornata di domani il Coni renderà note le motivazioni per le quali il Collegio di Garanzia per lo Sport ha accolto il reclamo presentato dalla Romanese, formazione bergamasca di Romano di Lombardia, che era stata esclusa dalla graduatoria dei ripescaggi in serie D.

 

Ebbene, secondo il Coni, la Romanese aveva pieno titolo per stare nella "speciale" classifica e, punteggio alla mano, il sodalizio lombardo sarebbe stato ripescato certamente in categoria. E, a dispetto di quanto raccontano i "male informati", a beneficiare del "guazzabuglio" non è stato il Levico Terme, che sarebbe stato comunque "recuperato", bensì il Derthona. Insomma: il Coni ha, di fatto, ordinato al Dipartimento Interregionale di ripescare la Romanese in serie D come formazione "in sovrannumero", ma la Lega Nazionale Dilettanti non sembra minimamente intenzionata ad attuare tale procedura ed è pronta a rivolgersi addirittura al Tar del Lazio (con procedura d'urgenza), chiedendo l'annullamento della sentenza del Collegio di Garanzia senza, dunque, modificare l'attuale organico.

 

Il problema è, ovviamente, la tempistica: domani si conosceranno le motivazioni e, allora, la Lnd potrebbe ingoiare il boccone amarissimo, ammettendo - di fatto - l'errore commesso a luglio con ripescaggio immediato della Romanese in serie D, che verrebbe inserita quale diciannovesima squadra nel girone B. Il calendario verrebbe immediatamente riscritto e tutte le squadre sarebbero, ovviamente, scontente perché costrette ad organizzare e preparare in fretta e furia i "nuovi" impegni di domenica. Diversamente la Lnd potrebbe sospendere la disputa delle gare ufficiali del girone B e, dunque, rinviare a data da destinarsi il secondo turno, in programma domenica prossima e che avrebbe visto (a questo punto il condizionale è d'obbligo) il Trento ospitare il Caravaggio, il Dro di scena sul campo del Darfo Boario e il Levico Terme ricevere la Virtus Bergamo.

 

Domani se ne saprà di più, ma il rischio di un incredibile confusione c'è eccome. La Romanese, di sicuro, non si fermerà. "Se non giocheremo in serie D - spiega in esclusiva il direttore sportivo lombardo - chiuderemo la prima squadra e ci dedicheremo esclusivamente al settore giovanile. La sentenza del Coni parla chiaro: noi avevamo tutte le carte in regola per essere inseriti nella graduatoria dei ripescaggi, in quanto non ripescati nel 2015, ma semplicemente ammessi al campionato superiore, e avremmo dovuto essere 'recuperati' in Quarta Serie. Punto e basta. E, se la Lega Nazionale Dilettanti dovesse rivolgersi al Tar del Lazio e quest'ultimo dargli ragione, noi non ci fermeremmo certamente. Siamo pronti a battagliare sino in fondo per far valere quello che è un nostro diritto. Se, invece, il passaggio fosse immediatamente "certificato", allora chiederemmo una deroga per operare ancora sul mercato".

 

Cosa accadrà, dunque, domenica? Si giocherà, non si giocherà, la Romanese scenderà in campo? L'estate sta finendo, ma i "pasticci" del calcio italiano durano tutto l'anno.

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