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L'Aquila vuole confermarsi, non sorprendere. Trainotti: "Siamo da Europa. Chi governa il basket manca di visione"

Intervista al general manager dell'Aquila Basket sulla stagione alle porte, la forzata esclusione dall'Eurocup e la filosofia societaria . "Siamo una squadra solida, equilibrata e ambiziosa. La coesione un marchio di fabbrica "

Salvatore Trainotti, general manager dell'Aquila Basket
Di Luca Andreazza - 27 settembre 2016 - 15:20

TRENTO. Il Dolomiti incontra il regista della Dolomiti Energia, il general manager Salvatore Trainotti, premiato come miglior dirigente italiano nel 2013/14 (in LegaDue ndr) e 2014/15 (nel massimo campionato ndr) e artefice dell'exploit cestistico dell'Aquila Basket dalla Serie C2, passando per la Serie A, i playoff e la semifinale di Eurocup. Non solo cavalcate trionfanti, ma anche tanti momenti di difficoltà che hanno forgiato la truppa affidata a coach Buscaglia, all'undicesima stagione in bianconero. All'alba della terza stagione nella massima serie del basket e all'indomani dalla forzata esclusione dall'Europa, il punto con chi questa squadra l'ha creata e crede più di tutti.

 

Direttore, partiamo dalla stagione alle porte. Un'Aquila Basket ormai matura che non sembra più rientrare fra le sorprese. Una Dolomiti Energia che sembra aver terminato le frecce all'arco delle meraviglie dopo la prima stagione in Serie A chiusa al quarto posto e l'accesso ai playoff e dopo la prima avventura in Europa culminata con le palpitanti semifinali. 

 

“Certamente l'obiettivo è confermare più che sorprendere. La nostra filosofia è quella di lavorare per metterci nelle condizioni di ottenere i migliori risultati. Il nostro pubblico si trova un po' nel limbo sospeso fra maturità e novità, ma noi non possiamo farci trascinare dalle emozioni e cerchiamo di operare le scelte più congeniali per toglierci il maggior numero di soddisfazioni”.

 

5 italiani e 5 stranieri, un Davide Pascolo in meno, tanti giovani e qualche certezza. Trento si è profondamente rinnovata, che Dolomiti Energia ci dobbiamo aspettare dal suo punto di vista?

 

“ Credo che il roster allestito durante questa estate sia solido, equilibrato e ambizioso, ma soprattutto con ampi margini di crescita. La parola d'ordine è umiltà e l'obiettivo è lottare giorno dopo giorno, partita dopo partita come se fosse l'ultima. Abbiamo cercato giovani motivati, che abbiano voglia di emergere e vivere Trento come un punto di partenza e un'occasione per crescere. Senza dubbio Milano è fuori portata per budget e investimenti, quindi ci sono 15 squadre che possono giocare per il secondo posto, fermo restando che Reggio Emilia, Venezia, Sassari e Avellino sono sicuramente competitive, ma in generale sarà un campionato equilibrato in cui possiamo dire la nostra per raggiungere i playoff”.

 

Una Dolomiti Energia che quest'anno non salirà però sul palcoscenico europeo.

 

“Sarebbe stata una vetrina importante. Dal punto di vista degli impegni non sarebbe cambiato molto; le partite di Coppa avrebbero solo comportato un roster più lungo.

Diverso il discorso fuori dal parquet: le regole e le scelte di chi governa il basket hanno messo e mettono in difficoltà le scelte di società come la nostra.

Il sistema e le regole attuali sono vecchio stampo e si pensa esclusivamente a distribuire risorse, anziché produrle. In questo contesto la Dolomiti Energia, dopo un'attenta analisi, ha elaborato una propria visione per crescere e creare valore; un concept che non rappresenta un principio assoluto e non vuole essere d'insegnamento a nessuno. Semplicemente un modello che calza perfettamente la nostra realtà: un progetto diverso che mira a coinvolgere i diversi stakeholders e attori nel nostro territorio: i risultati sportivi e la rete di collaborazioni sono equamente importanti”.

 

Una soluzione?

 

“La nostra bravura deve essere quella di sapersi adattare e concentrare per continuare a crescere: trovare nel momento di difficoltà l'entusiasmo sotto canestro e fuori dalla palestra.

L'Aquila Basket sente la dimensione europea nella pelle. In Europa si può crescere e migliorare, non potendo farlo durante l'anno per via delle note vicende, abbiamo impostato un pre-campionato per affrontare squadre di alto livello e misurarci con società importanti per maturare e perfezionarsi”.

 

Una battuta sulle non-Olimpiadi?

 

“La mia è una considerazione generale, senza entrare nel merito politico delle scelte. La decisione è una conseguenza delle scelte, se davanti ad un evento così importante non si è riuscito a creare un fronte compatto, ma è emersa una frattura fra chi gestisce e chi vive il quotidiano, l'esito è quasi scontato”.

 

Domenica sarà già campionato.

 

“La squadra è concentrata. Lo staff è contento dell'aggregazione e della coesione nello spogliatoio, un marchio di fabbrica dell'Aquila Basket. Brindisi è una squadra dotata di talento e Meo Sacchetti un allenatore esperto. Siamo pronti all'appuntamento e cercheremo di partire bene e portare a casa l'intera posta in palio”.

 

 

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