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Novanta chilometri sci di fondo ai piedi tra polpette di alce e immensi laghi ghiacciati, la Vasaloppet di Elena Leonardelli

La trentina ha partecipato alla più antica e celebre gara di sci di fondo al mondo, che accoglie ogni anno circa 17 mila sciatori. E' arrivata terza tra le italiane e 240 tra le donne. Elena Leonardelli: "Abbiamo gareggiato sotto la neve a -10 gradi"

Di Luca Andreazza - 25 marzo 2018 - 18:27

TRENTO. Non è il celebre scioglilingua 'trentatré trentini', ma ci si avvicina. Una nutrita truppa trentina è infatti andata alla conquista della Svezia sulle orme di Gustav Ericsson Vasa. "Un'atmosfera unica e una manifestazione davvero magnifica", queste le parole di Elena Leonardelli, reduce dalla partecipazione all'ultima Vasaloppet.

 

La Vasaloppet è tra le regine delle gare di sci di fondo su lunga distanza, che si svolge tutti gli anni nella regione della Dalarna. È la più vecchia, più lunga e più grande manifestazione per gli sci stretti del mondo, una mecca per tutti gli appassionati di questa disciplina in grado di accogliere circa 17 mila partecipanti.

Le vicende storiche vogliono che gran parte della nobiltà svedese si opponesse al monarca, soprannominato 'Cristiano il Tiranno', ma quest'ultimo per zittire l'opposizione invitò l'aristocrazia svedese a un incontro di riconciliazione a Stoccolma al fine di massacrare tutti i dissidenti. Un episodio noto come il bagno di sangue di Stoccolma.

 

"Gustavo Vasa - spiega la fondista - stava fuggendo attraverso la Dalecarlia, dopo un'assemblea a Mora per convincere l'aristocrazia a iniziare una rivolta contro Re Cristiano. Gli uomini non furono convinti e quindi iniziò il suo viaggio sci ai piedi verso la Norvegia per trovare rifugio. A Sälen venne raggiunto da altri due sciatori: gli uomini di Mora avevano cambiato idea e volevano che Gustavo guidasse la rivoluzione".

 

La storia poi dice che il 6 giugno 1523 Gustavo Vasa venne incoronato re di Svezia e per celebrare questa gesta nel 1922 ecco la prima edizione della Vasaloppet.  

 

Un bilancio positivo per la trentina Leonardelli, classe 1987, ormai da otto anni maestra tra le fila della Scuola italiana sci fondo Viote dopo la laurea in architettura all'Università di Innsbruck e il diploma al Liceo Galilei, capace di chiudere la propria kermesse sul terzo gradino del podio (alle spalle della sorella Erica) per quanto riguarda le italiane, ma anche alla posizione numero 240 tra le donne e entro i 5 mila nella graduatoria generale.

 

"Devo ringraziare - dice la maestra - i miei colleghi allo Ski service delle Viote, che mi hanno messo a disposizione degli sci Rossignol davvero al top".

 

Il tutto alla prima apparizione in Svezia. Una passione nel Dna della famiglia Leonardelli. "Si può dire in famiglia abbiamo imparato prima a sciare che a camminare (ride). Una specie di prosecuzione naturale - ammette - i miei genitori sono fondisti e non si contano le partecipazioni alla Marcialonga. Fin da subito ci hanno tramandato la bellezza di questo sport che può essere praticato a qualsiasi età e permette inoltre di socializzare tantissimo. In questo caso eravamo infatti un gruppo eterogeneo dai 23 ai 70 anni".

 

La Vasaloppet si svolge sulla distanza di 90 chilometri tra il villaggio di Sälen e la città di MoraUna gara intensa che quest'anno si è svolta nel periodo di Burian.

 

"Venerdì - dice la fondista - abbiamo svolto un allenamento a -22 gradi, mentre la domenica è andata meglio: abbiamo gareggiato a -10 gradi, neve, vento e un fondo particolarmente lento. Una sfida davvero dura, ma forse più dal punto di vista psicologico che fisico: condizioni avverse e ogni chilometro segnalato come un count-down, impossibile non farsi condizionare. Metabolizzata però la stanchezza, arriva l'euforia e la voglia di ritornare".

 

La Vasaloppet segue la morfologia della Svezia e quindi è piuttosto pianeggiante, ma si immerge nella natura circostante. "E' una manifestazione - prosegue - molto caratteristica, si scia nella natura e si costeggiano le tipiche case svedesi di colore rosso. Questo evento è vissuto come una festa: durante la settimana sono tantissimi gli eventi collaterali tra appuntamenti per bambini, la gara riservata solo alle donne e un'altra in notturna".

Una settimana che trasforma la Svezia nel baricentro del fondo e capitale indiscussa della disciplina, tanto che si stimano oltre 65 mila presenze in appena una settimana. Un modo per scoprire, velocemente, il Paese scandinavo. "Abbiamo pattinato su un lago grande come quello di Caldonazzo e assaggiato le polpette di alce. Il tempo non è stato molto, ma la popolazione è molto ospitale".

 

L'intenzione è quella di tornare? "Sicuramente - conclude Leonardelli - ma l'idea è anche quella di scoprire altre granfondo simili in giro per l'Europa". 

 

 

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