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| 28/09/2022 | 19:09

IL VIDEO. Iran, il cugino di Mahsa Amini: "È stata uccisa con un bastone"

Roma, 28 set. (askanews) - Mahsa Amini, che lui chiama Zina, "era in visita a Teheran con la sua famiglia quando ha incontrato la famosa polizia morale ed è morta dopo essere stata colpita alla testa da un bastone": ad affermarlo in un'intervista ad Afp è il cugino Erfan Salih, secondo il quale la morte della 22enne di origini curde, in seguito al suo arresto perché non indossava correttamente l'hijab, "ha aperto le porte alla rabbia del popolo". "Com'è avvenuto l'incidente? Zina (Mahsa Amini) era stata accettata all'Università di Ourmia, era stata scelta per iniziare l'università. Sono andati a Ourmia con la famiglia per sistemare le procedure di ammissione all'Università e perché alcuni dei nostri parenti vivono a Teheran, è andata a Teheran con la mamma, il padre e il fratello", ha spiegato. "In strada c'è la polizia morale che punisce le donne che non indossano l'hijab. Vengono punite e arrestate. Questa volta il fratello di Zina (Mahsa Amini), Ashkan, che ha 17 anni, ha chiesto scusa alla polizia perché erano stranieri in città", ha aggiunto. "Testimoni hanno dichiarato che allora la polizia aveva picchiato Zina (Mahsa Amini) davanti al fratello, e che ne erano stati testimoni", ha ricordato."Quando (un poliziotto) l'ha colpita con un manganello sulla testa, lei ha immediatamente perso conoscenza. E le figlie dei parenti gridavano forte: Zina è in una brutta situazione e sta per morire". "Mezz'ora più tardi, dato che era in stato di incoscienza, è arrivata un'ambulanza all'esterno della caserma di polizia e un'ora più tardi hanno trasportato Zina (Mahsa Amini) all'ospedale", ha denunciato. "É perciò che vorrei dire che la morte di Zina (Mahsa Amini) ha aperto le porte della rabbia popolare. Ciò che accade in questi giorni in Iran e in Kurdistan è la rabbia del popolo contro la dittatura del governo", ha commentato.

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