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Attualità | 17 settembre 2026 | 06:00

Costruisce dei terrazzamenti per rendere la falesia più accessibile. Dopo sei anni, arriva lo stop del Comune: entro quindici giorni, dovrà riportare tutto com'era prima

La decisione presa dall'amministrazione è stata diffusa dall'atleta disabile Alessio Cornamusini, allenatore Fasi e già campione italiano di arrampicata sportiva, responsabile della modifica del sentiero ai piedi della falesia del Sass de Rocia, nel bellunese. Lo scalatore - non senza difficoltà - si mostra disposto a rispettare la richiesta, ma auspica un cambio di direzione da parte del Comune

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Da quasi trentacinque anni, Alessio Cornamusini è un volto noto tra i climber del bellunese, specie tra coloro che frequentano la falesia del Sass de Rocia, nel comune di Rocca Pietore. Negli ultimi anni, l'atleta aveva lavorato in autonomia per rendere più accessibile la base della parete, trasformando una sassaia scoscesa in una serie di terrazzamenti facilmente accessibili.

 

Nella giornata di ieri (15 settembre), però, le autorità locali hanno avuto da ridire sull'opera: secondo quanto riportato da lui stesso, entro quindici giorni Cornamusini dovrà riportare la zona com'era prima dei lavori.

 

In questo articolo, in attesa di avere un riscontro dal Comune di Rocca Pietore, abbiamo raccolto l'appello dell'atleta, sostenuto da numerosi commenti sui social.

 

Il Sass de Rocia è un monolite ai piedi della Marmolada, famoso per una ferrata e le sue vie di arrampicata sportiva. Dal 1992, questa parete è la seconda casa di Alessio Cornamusini, un'atleta con disabilità di Castelfiorentino (Firenze), specializzato in arrampicata sportiva. Oltre ad essere allenatore capo 3° livello Fasi-Coni, Cornamusini è stato sei volte campione italiano Lead dal 2010 al 2016, nonché argento mondiale a Parigi 2016.

 

Dopo la lesione midollare che gli è costata una disabilità certificata all'85%, però, per l'atleta era diventato impossibile frequentare la falesia a causa la difficoltà a reggersi in piedi su quel ghiaione instabile.

 

"Dal 2020 - spiega Cornamusini - ho deciso di fare dei terrazzamenti, in maniera che il luogo potesse essere fruibile anche da chi ha problemi e non è fisicamente integro. Avevo chiesto informalmente il permesso ad alcuni membri dell'amministrazione dicendogli che - dopo la tempesta Vaia e l'alluvione di quell'anno - c'erano diverse piante a terra e che avrei potuto utilizzarle per fare dei terrazzamenti nel canale ai piedi della falesia. E loro mi dissero di sì".

 

Iniziati i lavori nel 2020, anno dopo anno l'atleta ha apportato piccole migliorie fino allo stato attuale, visibile nel video.

 

 

In sei anni sembra che nessuno abbia protestato, anzi – stando alle dichiarazioni dell'autore – la comunità di arrampicata, locale e internazionale, avrebbe sempre mostrato gratitudine per il lavoro di manutenzione.

 

I terrazzamenti si trovano nel canale tra il Sass de la Gusela e il Sass de Rocia. È un canale largo circa otto metri e lungo circa quaranta, in fondo al quale c'è il Sass. "Prima, per fare sicura la gente doveva assicurarsi ad uno spit, adesso invece si riesce a stare in piedi senza problemi".

 

Nella giornata di ieri, 15 settembre, Cornamusini era al Sass de Rocia a scalare da solo. A un certo punto - secondo la testimonianza - sono arrivati due agenti della Polizia Locale che avrebbero chiesto se sapesse chi fosse stato a disporre i terrazzamenti in quel modo e affermando, poco dopo, di sapere che erano opera sua.

 

Allora, gli agenti delle forze dell'ordine avrebbero invitato l'arrampicatore a ripristinare il sentiero come in origine, pena sanzione. "Mi hanno detto che mi danno quindici giorni per togliere tutto, altrimenti va avanti il ricorso. Dopo aver parlato con loro ho chiamato il Comune, ho parlato con l'ufficio tecnico e mi hanno richiamato stamattina: mi hanno detto che devo togliere tutto e che non c'è niente da fare".

 

Così, dunque, la situazione ad oggi. "Io comincerò a togliere tutto venerdì", afferma Alessio Cornamusini. Ma non sarà certo semplice: "Sarà dura completare un lavoro simile in così poco tempo, perché ho due piastre di titanio laterali alla colonna vertebrale. In una settimana dovrò togliere tutto e per me sarà un rischio: potrei rimanere bloccato e non riuscire più a camminare".

 

Dall'ufficio tecnico pare non siano arrivate ulteriori spiegazioni su un eventuale inadeguatezza strutturale di queste strutture: ad ogni modo, trattandosi di terreno comunale, l'opera di Cornamusini sarebbe a tutti gli effetti abusiva. "Anche di fronte alle mie istanze e al problema che ho spiegato non mi hanno saputo aiutare: mi hanno detto che devo togliere tutto".

 

Il climber fiorentino, intanto, continua a sperare in un cambio di direzione da parte dell'amministrazione, sostenuto – almeno a giudicare dai commenti – da diversi scalatori in zona. Ad ogni modo, ammette di essere pronto a rispettare le direttive del personale del Comune qualora non vi fosse questo cambio di passo.

 

"Sono felice che tutti mi dicano di non mollare e io continuo a lottare. Però sai, ad un certo punto, la lotta con i mulini a vento è dura. E poi non è che uno possa continuare a lungo, soprattutto quando ti dicono che hai quindici giorni entro i quali devi togliere tutto".

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