Niente volate, niente telecamere, ma chilometri e dislivelli messi al servizio degli altri: sull'Appennino modenese si pedala per la solidarietà

Mentre il Giro d'Italia arriva a Roma, sull'Appennino modenese comincia un "minigiro" dal carattere solidale. C'è tempo fino al 24 maggio per iscriversi all'edizione 2026 di PanSec, in calendario il 31 maggio: la quota d'iscrizione sarà interamente devoluta a un'associazione che sostiene progetti dedicati ai più piccoli

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Proprio il 31 maggio, il giorno in cui il Giro d'Italia si conclude con la passerella e l’arrivo trionfale a Roma, sull’Appennino modenese comincia un "minigiro" molto particolare: niente volate, niente telecamere, ma chilometri e dislivelli messi al servizio della solidarietà.
È PanSec, l’evento cicloturistico che attraversa le province di Modena, Reggio e Bologna seguendo idealmente i due fiumi che gli danno il nome, Panaro e Secchia.
La quota d’iscrizione sarà interamente devoluta a "Un Ponte verso Betlemme", l’associazione che da anni sostiene il Caritas Baby Hospital e l’orfanotrofio Hogar Niño de Dios attraverso la Partita e la Staffetta della Stella.
Da domenica 31 maggio andrà avanti fino a martedì 2 giugno e, rispetto alle edizioni 2024 e 2025, introduce una novità sostanziale: la partenza non è più da Modena, ma da Fanano, a sud del capoluogo, che diventa anche punto di arrivo e centro naturale dell’intera esperienza.
Il percorso lungo – 200 chilometri e 6.600 metri di dislivello – ci piace definirlo con un po’ di pathos un romanzo d’altura che gira intorno al Cimone, scende verso Pievepelago, risale la Via Vandelli, sfiora il Cusna, affronta il Passo delle Radici, lambisce Fiumalbo e torna a Fanano passando dalla Croce Arcana.
È un viaggio che non concede sconti: ciclabili, sterrati, sentieri, strade secondarie dove la bicicletta – gravel, mtb o e‑bike – ritrova la sua dimensione naturale.

Il percorso corto, 75 chilometri e 2.750 metri di dislivello, è un anello sempre intorno alla vetta del Monte Cimone: Pian Cavallaro, Fiumalbo, e poi di nuovo Fanano. Un giorno solo, ma zeppo. Entrambi i tracciati passano dal rifugio Lo Spigolino.
C’è poi il corto asfalto: 90 chilometri, 2.500 metri di dislivello, un continuo saliscendi tra strade isolate, la salita di Gaiato, i passaggi a Frassineti e al castello di Brandola. Un percorso che sembra disegnato per chi ama la solitudine delle strade secondarie, quelle che non finiscono mai sulle mappe turistiche.
"Tutto nasce da un gruppo di amici ciclisti che desidera condividere il piacere di pedalare lenti e leggeri per misurare sé stessi in un territorio magnifico", ci racconta il fotografo Luigi Ottani, uno degli organizzatori di PanSec. "È sicuramente impegnativo dal punto di vista fisico, ma in cambio promette di far scoprire ai partecipanti le bellezze del nostro Appennino".

"PanSec è dedicato ai ciclisti di buona volontà", scherza Stefano Prampolini, consigliere dell’associazione Un Ponte verso Betlemme. "Mai come in questa occasione possiamo dire che pedalare fa bene al cuore. Non solo perché lo sport giova alla salute, ma soprattutto perché gli iscritti aiutano concretamente una popolazione che sta vivendo uno dei periodi più drammatici della sua travagliata storia".
Le iscrizioni vanno effettuate sul sito www.pansec.net e si chiudono domenica 24 maggio, con caricamento del certificato medico e scelta del percorso.
Le tracce Gps verranno inviate solo agli iscritti. Come si fa con le cose preziose.













