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Attualità | 21 maggio 2026 | 19:15

L'orso ha studiato a fondo il pollaio individuandone il punto debole: così ha compiuto un'impresa mai riuscita prima. La coesistenza con i grandi carnivori è regolata da un'equilibrio dinamico

La predazione avvenuta nel pollaio di una famiglia in provincia dell'Aquila svela come, a volte, la coesistenza sia una gara a colpi di astuzia. Le strutture, concesse alla famiglia dal Parco e appositamente pensate per il contrasto delle predazioni, questa volta hanno ceduto all'abilità di "problem solving" dell'animale

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Da una famiglia di Villetta Barrea, in provincia dell’Aquila, giunge una storia di coesistenza tra uomo e orso. Una storia affascinante per chi si lascia sorprendere dall’intelligenza di questi animali, capaci di adottare strategie sorprendenti per procacciarsi il cibo, e che fa riflettere ancor di più su una specie, l’orso marsicano, che conta circa cinquanta esemplari ed è sempre più al rischio estinzione.

 

Siamo nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. È lo stesso ente a raccontare la vicenda apparsa agli occhi dei loro tecnici, intervenuti a seguito della predazione in un pollaio.

 

Nei gironi scorsi, un orso ha fatto visita a un pollaio ad alta resistenza, fornito in comodato d’uso circa due anni da a una giovane famiglia residente nel Comune di Villetta Barrea. Attratto dalle galline ospitate al suo interno - spiega il Parco - il plantigrado ha studiato a fondo la struttura di prevenzione individuando un punto debole situato nella zona posteriore.

 

Con precisione quasi chirurgica ha compiuto un’impresa fino ad oggi mai riuscita a nessun altro orso: aprire la lamiera superiore del piccolo tetto del nido.

 

In quel momento, alcune galline stavano dormendo proprio all’interno del nido, mentre la maggior parte degli altri animali riposava sui posatoi in legno d’abete, nello scompartimento principale. L’orso è così riuscito a predare quattro galline, senza però raggiungere gli altri animali protetti nella struttura principale.

 

A seguito della segnalazione e del sopralluogo dei Guardiaparco, il personale addetto alle misure preventive ha provveduto a installare una recinzione elettrica mobile, del tipo comunemente utilizzato per gli ovini nei pascoli in quota o per il nomadismo degli alveari. Nei giorni successivi, poi, i tecnici del Parco sono tornati sul posto a ripristinare il nido, rinforzando con rivetti la parte danneggiata.

 

Contestualmente è stato progettato un intervento strutturale immediato: l’inserimento di una barra d’acciaio lungo la giunzione delle lamiere, il punto debole sfruttato dall’animale, di lunghezza pari al nido e con uno spessore tale da impedirne lo scardinamento in futuro. Alla luce di questa esperienza, la stessa modifica è stata applicata anche ai nuovi pollai a prova d’orso acquistati di recente.

 

I pollai che il Parco concede in comodato d’uso gratuito sono stati sviluppati quasi dieci anni fa, spiega l’Ente, sviluppati in collaborazione con una ditta e testati sul campo. In passato, alcuni orsi erano riusciti a individuare un solo altro punto debole, nella porta di ingresso anteriore: vulnerabilità anch’essa superata grazie a modifiche mirate sulle strutture.

 

Da questa vicenda, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise coglie occasione per proporre alcune riflessioni.

 

"Episodi come questo ci ricordano ancora una volta l’enorme intelligenza e la straordinaria capacità di problem solving di cui sono dotati gli orsi. Ogni individuo ha la propria indole, una propria furbizia ed è perfettamente in grado di imparare dalle proprie esperienze, affinando le strategie di volta in volta".

 

Coesistere con gli orsi è possibile - conclude il Parco - ma solo se si è consapevoli dell’equilibrio dinamico e mai banale che regola le relazioni tra plantigradi ed esseri umani. "L’obiettivo non è prevalere: è imparare a coesistere. Ogni pollaio rinforzato, ogni recinzione installata, ogni modica progettata è un passo in più verso un territorio pensato e vissuto davvero a misura di orso".

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