"Un giorno, scendendo dalle Apuane, il suo occhio cadde su una misteriosa macchia rossa: era il tetto di quella che sarebbe diventata la loro casa". Ci ha lasciato Mieko Maraini, moglie del celebre antropologo e scrittore

Nella giornata di ieri, 20 maggio, è giunta notizia della scomparsa di Mieko Namiki, vedova di Fosco Maraini. Quella casa sulle Apuane divenne il loro nido d'amore per quasi trent'anni. Nel 2021, per volere di lei, divenne un museo dedicato all'eredità culturale del marito. Il 2 giugno ci sarà il suo funerale: sarà sepolta accanto al marito nel cimitero dell'Alpe di Sant'Antonio

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Nella giornata di ieri, 20 maggio, è giunta notizia della scomparsa di Mieko Namiki, moglie del celebre antropologo, orientalista, fotografo e scrittore Fosco Maraini. Aveva 96 anni.
I due si conobbero da giovani, su un treno in Giappone, e da allora non smisero mai prendersi cura l’uno dell’altra. Dal 1978, i due hanno vissuto in località Pasquigliora, a 982 metri sull’Alpe di Sant’Antonio, nel Comune di Molazzana (Lucca), un balcone panoramico che affaccia sulla Pania Secca.
Raggiungibile solo a piedi, in questa casa Maraini ritrovò le sue Alpi Apuane, le montagne della sua giovinezza e delle prime avventure alpinistiche, e non ci volle molto perché da questi crinali rimanesse stregata anche la moglie, arrivata sin lì dal lontano Oriente. Tra il 1978 e il 2004 - anno della sua morte - i due passarono lunghi periodi di ogni anno in questa casetta isolata.
Fu merito di Mieko se, nel 2021, la casa divenne un museo accessibile a tutti. Insieme ai beni limitrofi, fu acquistata nel 2021 dal Comune di Molazzana, con un finanziamento dell’Unione Comuni Garfagnana e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che ha permesso di trasformare l’immobile, dove il Professore aveva creato alcune delle sue opere, in un museo ricco di oggetti e manoscritti a lui appartenuti.
Oggi, a ricordare Mieko, è Marco Albino Ferrari, che ha conosciuto Mieko di persona e ha curato il volume Farfalle e ghiacciai, pubblicata per la collana "Stelle Alpine" di Hoepli: una raccolta di testimonianze di Maraini da ogni parte del mondo, dalle Apuane al Giappone, e dall’Etna all’Himalaya.
Il ricordo di Marco Albino Ferrari
La moglie giapponese del grande orientalista, scrittore, antropologo, poeta Fosco Maraini ci ha lasciato l’altro ieri, a Firenze. La loro storia ha qualcosa di struggente, e vale la pena di essere ricordata.
Nel 1966 Fosco Maraini si trova in Giappone impegnato in uno dei consueti periodi di studio, quando un mattino, sul treno che parte da Tokyo verso le montagne, ecco arrivare una sterzata improvvisa nella sua vita. Di fronte a lui nella cabina siede una giovane ragazza, molto carina e vestita da sciatrice. Chi è? I due si scambiano occhiate sfuggenti. Poi il silenzio è rotto: si presentano parlando in inglese, con le consuete cerimonie, inchini e sguardi sorridenti, in uso in Giappone. "Fosco". "Mieko". Tutto lì.
Sembra che l’incontro fortunato debba avere il corso di un rapido viaggio in treno. Invece, in quella città di undici milioni di abitanti, Fosco e la giovane sciatrice Mieko si rincontrano casualmente – sembra incredibile – altre due volte. E alla fine tutto va.
Si sposano, Mieko si trasferisce in Italia dove rimarrà con Fosco per quarant’anni, fino alla morte del suo inseparabile compagno. Imparerà l’italiano, naturalmente impregnato di un forte accento fiorentino, e si legherà in cordata con Fosco. Lo coprirà di un amore infinito, come lei stessa continuava a ripetere. "Ogni giorno penso a lui e mi affogo nella nostalgia" mi aveva detto una volta. Ecco l’amore infinito tra Mieko e l’indimenticabile Fosco, che il destino sembra aver unito.
In un pomeriggio memorabile della primavera del 1978, i due si trovano sul versante garfagnino delle Alpi Apuane, impegnati a ridiscendere uno dei numerosi sentieri che zigzagano nei boschi. Ritornano stanchi e soddisfatti dalla Pania della Croce, nella zona più selvaggia del massiccio. Quel pomeriggio il sole irradia la sua luce nel mare verde risvegliato dalla primavera quando l’occhio di Mieko cade su una misteriosa macchia rossa dall’altra parte della vallata.
"Guarda, strano, cos’è?" esclama la donna.
"Forse sono tetti, con le tegole, vedi?"
"Sì".
"Andremo a capire la settimana prossima, se ti va" conclude lui.
Dopo sette giorni, i due si ripresentano ai piedi delle Apuane. È una faticata ritrovare quei tetti. Da dentro il fitto del bosco non si riesce a scorgere in lontananza il punto intravisto la domenica prima. Per tutto il giorno girovagano, poi, d’un tratto, le trovano. Sono due case in abbandono, semidiroccate, piccole, malconce, ma poste su un’altura dalla quale si libera la vista, e sono "circondate dal narciso in fiore profumatissimo" mi avrebbe raccontato tanti anni dopo Mieko.
Fosco e Mieko decidono di comprare quei ruderi sopra l’Alpe di Sant’Antonio, al poggio chiamato Pasquìgliora (ovvero "antichi pascoli").
Col passare del tempo quei ruderi diventarono casa. Una casa piena di ricordi, libri, cimeli, oggetti rari raccolti durante le avventure del grande orientalista. All’ingresso, dietro un vetro e racchiusa in una cornice verde, era appesa a mo’ di benvenuto una stampa antica con un breve motto di Leonardo da Vinci: "Che ti move, o omo, abbandonare le tue proprie abitazione delle città e lasciare li parenti e amici et andare in lochi campestri per monti e valli, se non la naturale bellezza del mondo".
Là dentro passarono tante estati e autunni e primavere e qualche inverno insieme, loro due, immersi nel bosco. Fin al 2004, quando Fosco morì e venne sepolto giù in paese. Lei ritornò ancora, ormai anziana, a passare da sola qualche stagione in quel luogo collegato al mando da una ripidissima strada sterrata. Ritornò fin quando ce la fece. Poi quel nido d’amore venne acquisito dal Comune di Molazzana che ne fece una piccola casa-museo e lo spazio intorno divenne il Parco Culturale Le Apuane di Fosco Maraini.
Il 2 giugno ci sarà il funerale di Mieko all’Alpe di Sant’Antonio, dove è sepolto Fosco e dove lei lo raggiungerà standogli accanto.
Consigliamo di seguire la pagina facebook di Marco Albino Ferrari con approfondimenti su temi legati al rapporto uomo-natura.













