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Attualità | 16 maggio 2026 | 19:00

Torna l'inverno in Appennino: a maggio la neve copre i pendii dall'Emilia all'Abruzzo. Temporali e temperature vicine allo zero hanno accompagnato la tappa del giro d'Italia fino all'arrivo sul Blockhaus

Un'intensa avvezione di aria fredda dal nord Europa porta la dama bianca fin sotto i 1300 metri di quota, tra Emilia, Toscana, Marche, Lazio e Abruzzo. Il centro di calcolo europeo  conferma che le temperature si mantengono al di sotto delle medie stagionali e che con ogni probabilità, almeno fino agli inizi di giugno, il tempo resterà variabile e instabile

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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È tornata la neve in Appennino, e lo ha fatto in modo prepotente per questa metà di maggio. Un'intensa avvezione di aria fredda proveniente dal nord Europa ha accompagnato una fase di maltempo diffusa, portando la dama bianca a depositarsi a quote insolitamente basse per il periodo: i 1300 metri sono stati raggiunti e localmente superati verso il basso, in un quadro che più che primaverile ricorda certi pomeriggi di marzo.

 

L'immagine simbolo di questo peggioramento viene dalla webcam del Rifugio Battisti, di Reggio Emilia Meteo, che mostra al suolo una coltre di circa 15 centimetri di neve fresca. Il Monte Cimone è imbiancato fin sui 1200 metri, e lo stesso vale per l'Abetone, che questa mattina si è svegliato quasi dimenticando di essere in piena primavera.

 

Più a sud, dal mattino sono in corso temporali nevosi sui Monti Sibillini e sull'intera dorsale appenninica centrale, tra Abruzzo e Lazio. Rovesci nevosi hanno raggiunto anche l'altopiano delle Rocche, mentre la neve si è spinta in modo spettacolare fino al Monte Terminillo, con circa 10 centimetri di accumulo a partire dai 1800 metri: uno scenario che gli stessi residenti definiscono mozzafiato.

 

Intanto il centro di calcolo europeo (Ecmwf) conferma che le temperature si mantengono al di sotto delle medie stagionali e che con ogni probabilità, almeno fino agli inizi di giugno, il tempo resterà variabile e instabile. L'alta pressione africana, protagonista delle estati italiane, non riesce ancora a riprendere il controllo dello scacchiere meteorologico, lasciando spazio a perturbazioni atlantiche e irruzioni fredde dal nord.

 

In questo contesto meteorologico particolare si è consumata ieri una delle tappe più dure e suggestive del Giro d'Italia 2026: l'arrivo in quota al Blockhaus, sulla Maiella, conquistato da Jonas Vingegaard sotto un cielo minaccioso e in condizioni simil invernali. I corridori hanno affrontato la salita con pioggia, nebbia e temperature vicine allo zero, in un'atmosfera che mescolava epica sportiva e inquietudine alpina.

 

Particolarmente evocativo è stato il passaggio attraverso Campo di Giove, dove chiunque abbia alzato gli occhi ha potuto scorgere la montagna sfregiata: i canali e i versanti della Maiella portano ancora i segni delle grandi valanghe cadute ad inizio aprile a causa del ciclone Erminio, un episodio che ha lasciato cicatrici profonde sul paesaggio appenninico e nella memoria di chi vive questi territori.

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