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Attualità | 11 maggio 2026 | 19:00

Ruspe sul ghiacciaio per preparare la pista di Coppa del mondo di sci, ricorso bocciato e imputati assolti: "Si sono sempre mossi nel pieno rispetto della legalità"

La Procura di Aosta contestava la realizzazione senza autorizzazione di uno scavo trasversale alla lingua del ghiacciaio in occasione della gara di Coppa del mondo di sci, ma la Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
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Assoluzione definitiva per tutti gli imputati: la corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della procura di Aosta sui lavori per la pista italo-svizzera che avrebbe dovuto ospitare la Coppa del mondo di sci alpino Zermatt-Cervinia nel 2022 e nel 2023, gare che peraltro non si sono mai disputate per le cattive condizioni meteorologiche.

 

A darne notizia sono i media elvetici oltre all'agenzia Ansa: a febbraio 2025 anche la Corte d'appello di Torino aveva dichiarato inammissibile il ricorso della procura (Qui l'articolo), che aveva impugnato la sentenza di assoluzione per Federico Maquignaz, presidente e amministratore delegato della Cervino spa (società che gestisce le piste italiane), e per il suo predecessore, Herbert Tovagliari, e poi per Christian Dujany, operatore della pala meccanica che ha scavato, e per lo svizzero Franz Julen, presidente del comitato organizzatore della tappa di Coppa del mondo. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Corrado Bellora e Federico Fornoni.

 

La procura contestava la realizzazione "senza autorizzazione" di uno scavo trasversale alla lingua del ghiacciaio lungo 330 metri e largo 8: per gli inquirenti si trattava di una pista di collegamento che non risultava nei progetti autorizzati, in violazione dell'articolo 181 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, ovvero 'Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa'.

 

"Le sentenze dei giudici di Aosta, Torino e Roma dimostrano la piena liceità e correttezza dell'attività dei rappresentanti di Cervino spa e degli organizzatori della gara di Coppa del mondo di sci, che si sono sempre mossi nel pieno rispetto della legalità", ha dichiarato all'Ansa l'avvocato Bellora

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