C'è un luogo, sugli Appennini, sospeso tra due stagioni: agli alti muri di neve si alterna un'atmosfera primaverile. Reportage da Campo Imperatore

Sugli Appennini l'inverno non vuole saperne di andarsene, ma la primavera bussa con insistenza. A Campo Imperatore, sull'altopiano del Gran Sasso a quota 1800 metri, la stagione fredda ha lasciato un'eredità fuori dal comune: uno dei manti nevosi più importanti degli ultimi anni, che trasforma il paesaggio in qualcosa di spettacolare

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Sugli Appennini l'inverno non vuole saperne di andarsene, ma la primavera bussa con insistenza. A Campo Imperatore, sull'altopiano del Gran Sasso a quota 1800 metri, la stagione fredda ha lasciato un'eredità fuori dal comune: uno dei manti nevosi più importanti degli ultimi anni, che trasforma il paesaggio in qualcosa di spettacolare.
L'inverno da queste parti è stato lungo e generoso, e il ciclone Erminio ha scaricato sull'Appennino abruzzese nevicate di straordinaria intensità e accumuli pluviometrici eccezionali. La neve caduta ad aprile ha sorpreso anche i più esperti, lasciando l'altopiano avvolto in una veste quasi pienamente invernale ben oltre i tempi consueti. Di Erminio si è parlato molto, e probabilmente si parlerà ancora a lungo nei prossimi mesi. Soprattutto per i danni che ha causato.
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La strada che conduce a Campo Imperatore è stata riaperta sia da Fonte Cerreto che da Castel del Monte. Chi si avventura lungo il percorso si trova davanti a uno spettacolo inconsueto: pareti di neve alte diversi metri, aperte dalle turbine per liberare il manto stradale. Immagini che rimandano più alle Alpi che all'Appennino centrale, e che stanno già richiamando centinaia di visitatori.
Resta invece ancora chiusa la strada che sale agli impianti e che conduce dal Laghetto di Pietranzoni agli impianti di risalita: nei prossimi giorni le turbine dovranno iniziare le operazioni di sgombero neve lungo questo tratto. Chi volesse raggiungere il laghetto in auto dovrà quindi attendere il completamento dei lavori. Tuttavia, parcheggiando al bivio dove si trova la sbarra, è possibile farlo a piedi: una passeggiata che in questi giorni regala scorci straordinari, con i muri di neve che costeggiano il percorso e il Gran Sasso a fare da sfondo.
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Uno dei paesaggii più fotografati dell'intera regione, il Laghetto di Pietranzoni si allarga e si trasforma in questi giorni in uno specchio d'acqua alimentato dalla fusione della neve, con il Gran Sasso a fare da cornice. Ogni anno decine di fotografi si appostano sulle sue rive per catturare quella combinazione perfetta di fiori fucsia, acqua e montagna.
Quest'anno, tuttavia, la neve al suolo è ancora così abbondante da ritardare la fioritura. I crocus non hanno ancora fatto capolino, soffocati dal manto bianco che li copre. Ma le previsioni lasciano spazio all'ottimismo: le piogge attese nei prossimi giorni, seguite dalla fusione progressiva della neve, potrebbero essere il segnale che i fiori attendevano. La piana potrebbe tingersi di nuovi colori prima di quanto si pensi.
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Campo Imperatore in questi giorni è un luogo sospeso tra due stagioni: ancora invernale nell'aspetto, già primaverile nell'atmosfera. Per chi vuole vivere un'esperienza fuori dall'ordinario e camminare tra muri di neve alti metri, respirare l'aria pulita dell'altopiano e magari essere tra i primi a immortalare la fioritura dei crocus, i prossimi giorni rappresentano un'occasione rara.













