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Ferrovia Rovereto-Riva, l'assessore Daldoss riapre il dibattito: ''Sarebbe soluzione migliore''

Interviene anche Maurizio Tomazzoni, assessore a Rovereto: "Servirebbe soprattutto per il pendolarismo di chi si sposta tutto il giorno. Ma servono al tempo stesso politiche di disincentivo dell'uso dell'automobile"

Di db - 21 novembre 2017 - 06:32

TRENTO. "Il lago di Garda rischia di trasformarsi in un grande parcheggio all'aria aperta". Ha detto così l'assessore Carlo Daldoss durante il seminario di Levico Terme inserito all'interno del percorso  “PUP 50. Anticipiamo il futuro” a cinquant'anni di distanza del primo Piano urbanistico provinciale.

 

L'assunto dell'assessore è sembrato quasi profetico: "La strada Loppio-Busa rischia di spostare il traffico un poco più in là. Ma siamo sicuri che sia la soluzioni migliore?". Perché la soluzione migliore, per l'esponente della Giunta, "sarebbe la ferrovia". 

 

Una dichiarazione importante, se si pensa che l'amministrazione Rossi, con Gilmozzi in testa, ha scommesso molto sul collegamento stradale che da passo San Giovanni, in galleria, raggiungerà il cuore del Basso Sarca. 

 

Una provocazione, un'idea che contribuisce ad immaginare il futuro, "proposte innovative che possono apparire oggi irrealizzabili ma che possono aprire lo scenario di un possibile sviluppo del Trentino".

 

"Occorre ragionare anche un po' fuori dagli schemi - spiega infatti Daldoss - anche con un po' di utopia. Nel Piano del 1967 le utopie furono declinate come realisticamente possibili, per farlo oggi abbiamo bisogno di mettere sul tavolo anche idee che possono sembrarci come impossibili".

 

"Da qui - spiega Daldoss - la sollecitazione ai gruppi di lavoro di pensare a mente libera, di mettere sul tavolo anche idee strampalate ma che, come diceva Bruno Kessler, sono piccole luci che nel futuro potranno diventare il lampione di riferimento".

 

Una proposta che non dispiace a Maurizio Tomazzoni, assessore a Rovereto, presente all'iniziativa. "Già nel 2007 - spiega - nelle proposte politiche dei civici si parlava della necessità di avere piccole stazioni lungo l'asse ferroviario esistente e si parlava anche dell'ipotesi di ripristinare la ferrovia Rovereto Riva".

 

Una soluzione non tanto, o non solo, per il flusso turistico "ma per il pendolarismo di chi si deve spostare tutti i giorni su arterie stradali sempre congestionate, non solo in estate ma ormai tutto l'anno". 

 

"Se si aumenta il numero degli accessi all'Alto Garda - spiega l'assessore roveretano - aumenta il numero di veicoli. Se le strade si allargano e si raddrizzano saranno percorse con maggior velocità e agilità e il flusso aumenta".

 

Possono migliorare le criticità rispetto alla congestione lungo l'attraversamento "ma poi da qualche parte devono pur andare queste macchine e se si trovano tutte gli spazi limitati come il Basso Sarca il problema si sposta soltanto".

 

"Per la realizzazione della mobilità alternativa si deve puntare sul disincentivo dell'utilizzo dell'automobile. Sono anni che la Provincia dice di voler potenziare l'uso del treno ma allo stesso tempo raddrizza le strade fino al punto che da Treno a Rovereto ci si impiega meno che con il treno e si arriva fin quasi sotto al negozio in cui si vuole andare".

 

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