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Dalle scuole un nuovo sistema per monitorare la qualità dell'aria. Il progetto di Fbk e oltre 200 studenti con l'alternanza scuola - lavoro

Il progetto si chiama "cheAria"  ed è stato proposto alle scuole e agli studenti la sfida di contribuire alla realizzazione, installazione e gestione di una rete smart composta di almeno tre sensori, da sviluppare grazie ad un’attività collaborativa e multidisciplinare durante l’anno scolastico

Pubblicato il - 11 dicembre 2019 - 12:16

TRENTO. Sperimentare nuove tecnologie per creare un nuovo sistema di monitoraggio della qualità dell'aria nelle città di Trento, Rovereto e Pergine Valsugana.

 

Si chiama “cheAria” (Qui il progetto) il progetto di alternanza scuola-lavoro promosso dalla Fondazione Bruno Kessler nell’anno accademico 2018/2019 e che ha impegnato oltre 200 studenti e studentesse di nove istituti di istruzione superiore (otto trentini e uno altoatesino).

 

Il progetto ha proposto alle scuole e agli studenti la sfida di contribuire alla realizzazione, installazione e gestione di una rete smart composta di almeno tre sensori, da sviluppare grazie ad un’attività collaborativa e multidisciplinare durante l’anno scolastico.

 

In aula magna dell’ITT Buonarroti di Trento, si è tenuto il meeting conclusivo del progetto con la presentazione del lavoro degli studenti e delle studentesse che hanno raccontato le diverse tappe che hanno portato all’ideazione e allo sviluppo delle soluzioni realizzate. Al momento di restituzione sono intervenuti, coordinati da Matteo Serra, Claudia Dolci, responsabile dell’Unità Ricerca e Innovazione per la Scuola di FBK, Pierluigi Bellutti, responsabile scientifico di cheAriaAndrea Gaiardo, ricercatore della Fondazione Bruno Kessler e Valentina Miotto dell’Agenzia Provinciale per la Protezione dell'Ambiente, partner del progetto.

 

 

“Nei nostri progetti di alternanza scuola-lavoro vogliamo sviluppare un apprendimento attivo e avvicinare i ragazzi alle professioni del futuro, tenendo in considerazione la vocazione produttiva del territorio e suggerendo applicazioni e progetti con un forte legame all’attualità, in questo caso sensibilizzando i ragazzi sul tema importante come la qualità dell’aria dei nostri centri urbani – il commento di Claudia Dolci e Pierluigi Bellutti -. I programmi che proponiamo, con la formula di “immersione” nella ricerca, contribuiscono all’orientamento dei giovani permettendo loro di comprendere meglio le proprie passioni e propensioni verso le scelte future di studio e lavoro, rendendoli più consapevoli di loro stessi e di quello che accade nel mondo della ricerca e delle imprese. In questi anni si è costruita una rete di istituti con competenze diverse che, insieme a studenti e ai docenti-tutor, diventano parte di una squadra che opera come in una vera e propria azienda con diversi reparti o centro di ricerca con le sue unità di ricerca”.

 

Infatti come ormai consuetudine per i progetti di alternanza scuola-lavoro proposti da FBK, il lavoro delle classi è stato strutturato per work package  e gli studenti hanno lavorato in team a diversi aspetti dello del progetto: l’istituto Tambosi ha svolto un’analisi di mercato e redatto un business plan; l’Istituto Buonarroti ha realizzato i sensori; Istituto Rainerum, Liceo Galilei e ITT Buonarroti si sono occupati della caratterizzazione dei sensori durante uno stage estivo in Fondazione Bruno Kessler; Liceo Galilei, Istituto Marie Curie e Istituto Rainerum hanno testato i sensori e raccolto i dati individuando alcuni percorsi urbani di monitoraggio; l’istituto Rainerum ha sviluppato la piattaforma AirPoMS (Air Pollution Monitoring Software) dedicata all’interpretazione dei dati raccolti con il sensore; l’istituto Marconi ha lavorato alla raccolta dei dati con tecnologia LORA; il liceo Galilei ha elaborato e analizzato i dati raccolti; l‘Istituto Martini ha realizzato il logo del progetto e lavorato alla rilevazione area tramite palloncini aerostatici; l’Istituto d’Arte Vittoria lavorato ad alcune proposte di arredo urbano per rendere visibili i dati raccolti dal sistema di monitoraggio, immaginando un nuovo “concetto di totem” da posizionare in alcuni punti dei centri urbani oggetto della rilevazione.
 

“Noi siamo ricercatori, veniamo dalla Ricerca, ci piace e ci interessa sperimentare – continuano Bellutti e Dolci – . Per noi e per la Fondazione è importante restituire qualcosa al territorio e alle nuove generazioni anche attraverso queste progettualità. Abbiamo iniziato un percorso con le scuole che coinvolge non solo i ragazzi, ma anche i docenti e i dirigenti e che è diventato sempre più maturo: se nelle prime esperienze eravamo noi a proporre alle scuole il progetto e creare la rete di istituti partecipanti con l’attività da portare avanti, quello che stiamo evidenziando già con il progetto appena iniziato cheAcqua  è una partecipazione attiva delle scuole già dalla sua programmazione. Si è creata una rete di collaborazione che ci fa sognare in grande, dove ricerca e scuola possono costruire insieme parte dei programmi scolastici per rispondere in modo più compiuto alla formazione delle competenze richieste dal mercato del lavoro. Abbiamo aperto i laboratori della FBK, accolto studenti e lavorato con le scuole. Sarebbe bello – concludono – dare le gambe al progetto co-progettando con gli Istituti scolastici didattica innovativa e attrezzature all’avanguardia”.

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