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Escono per un giro in bicicletta ma si trovano un pitone in mezzo alla strada

È successo a Fumane in Valpolicella, una coppia del posto stava percorrendo in bicicletta la strada dei Progni quando hanno avvistato e fotografato l’animale, benché avvisata tempestivamente le ricerche della forestale sono scattate solo il giorno seguente. Il serpente non è ancora stato rintracciato

Di Tiziano Grottolo - 12 luglio 2019 - 13:42

FUMANE (VR). Sta creando non poco allarmismo l’avvistamento di un pitone reale avvenuto lunedì scorso nel piccolo paese di Fumane in Valpolicella, provincia di Verona.

 

Raffaele Stara e Morena Baciali, una coppia del posto, stavano percorrendo con le loro biciclette la strada dei Progni che dal paese porta alla frazione di Molina quando all’improvviso hanno avvistato qualcosa sulla carreggiata: “Ero convinto fosse un pezzo di legno – spiega Raffaele – ma poi si è mosso”.

 

Ad un secondo sguardo i due hanno capito subito che si trattava di un serpente, osservando poi con più attenzione si sono accorti anche che non si trattava di una specie autoctona. 

 

“Abbiamo chiamato subito i pompieri che ci hanno girato il numero di un rettilario locale – spiegano i due – il proprietario ci ha spiegato che era meglio non toccare l’animale e di avvisare subito le forze dell’ordine”. Poco dopo il serpente, probabilmente spaventato dalle auto, si è infilato in una siepe facendo perdere le sue tracce.

 

La coppia è riuscita a contattare il corpo forestale solo il giorno seguente, le ricerche sono così iniziate con un giorno di ritardo. Al momento senza risultato dal momento che il pitone non si trova più da nessuna parte.

 

“Si tratta di un Pitone reale – spiega Karol Tabarelli de Fatis, assistente tecnico del Muse – una specie ampiamente allevata in terraristica, per la sua bellezza, ma anche per il suo carattere docile e per il fatto che resta contenuto nelle dimensioni, superando difficilmente i 130 cm di lunghezza”.

 

Il Pitone reale è una specie inclusa nell’Appendice II della Convenzione di Washington sul commercio delle specie a rischio di estinzione, comunemente nota come Cites: “Ciò significa – continua Tabarelli de Fatis – che quando acquistiamo, prendiamo in adozione o in regalo un esemplare di questa specie, assieme allo stesso dobbiamo richiedere opportuna documentazione cartacea che ne certifichi la regolarità”.

 

Sempre secondo l’esperto se l’esemplare non sarà ritrovato con ogni probabilità non riuscirà a sopravvivere in natura. Tabarelli ci tiene a sottolineare come questa specie non sia velenosa e al contrario di quello che si potrebbe pensare il pitone reale è un rettile mansueto e non propenso al morso, motivi per i quali è ampiamente scelta come animale domestico dagli appassionati di rettili.

 

In Trentino si erano verificati altri due ritrovamenti di pitoni, in un caso un serpente era spuntato da una lavatrice stoccata in un capannone, mentre altri due esemplari erano stati abbandonati in stazione a Trento. Infine, a marzo di quest’anno nel comune di Brez in località Molin del Toni, è stata rinvenuta la carcassa di un altro pitone reale.

 

“Tenendo conto della frequenza con cui questi animali vengono rinvenuti – conclude l’esperto del Muse – ricordo che è responsabilità del proprietario alloggiarli in terrari che ne garantiscano allo stesso tempo qualità del vivere e impossibilità di fuga.

 

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