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Rifugio Brentei, restyling da due milioni di euro. Nel progetto una sala da pranzo panoramica. La gestione:''Così le persone alzeranno gli occhi dal telefono''

Approvato un aumento volumetrico di 709 metri cubi. Previsti una nuova cucina e il rimodernamento della vecchia struttura. Il Cai di Monza: ''Adeguamento necessario. Rifugio operativo durante i tre anni di lavori''

Pubblicato il - 25 gennaio 2019 - 12:34

TRENTO. Un ammodernamento dei servizi, nuove stanze per il personale, una nuova cucina e soprattutto una sala da pranzo panoramica, dalle linee moderne, con una vetrata dalla quale si potrà mangiare con una vista mozzafiato sulla Bocca di Brenta, sul Crozon e sul gruppo della Presanella. Costerà due milioni di euro, durerà circa tre anni (il cantiere potrebbe aprirsi già nel 2019) e amplierà la struttura esistente di 709 metri cubi il restyling previsto per il rifugio dei Brentei, il Maria e Alberto Fossati Bollani. Un intervento, anticipano dalla gestione, che darà motivo agli avventori di "alzare gli occhi dallo smartphone per guardare la montagna".

Il progetto ha già ottenuto la deroga del Parco Adamello Brenta. Un rinnovamento, spiega Gabriele Leonardi, figlio del gestore del rifugio Luca, era necessario: "Serviva: ormai i rifugi si adeguano ai tempi moderni e anche noi avevamo la necessità di avere una struttura al passo con i tempi. Il rifugio non sarà stravolto e l'accoglienza rimarrà sempre quella di sempre, di un rifugio. L'adeguamento porterà anche una maggiore sicurezza".

 

"La modifica - spiega sempre Leonardi - avverrà attaccando un nuovo corpo verso la val di Brenta. Otterremo così qualche posto in più per la sala da pranzo e sfrutteremo lo splendido panorama. Le persone potranno mangiare avvolte nel panorama Dolomitico: forse così avranno un motivo in più per guardare di meno i loro telefoni".

 

I lavori dureranno tre anni, ma la struttura rimarrà operativa: "Anche per questo motivo i tempi saranno questi, era impensabile chiudere un rifugio centrale come il Brentei".

 

Nel dettaglio del progetto entra il presidente del Cai di Monza (il Club alpino ha acquistato il rifugio nel 1949 dalla famiglia Fossati Bollani) Mario Cossa. "Dopo 70 anni - racconta - serviva una sistemazione generale. Il Parco Adamello Brenta ci ha concesso un aumento di volume straordinario. L'adeguamento del rifugio richiedeva infatti quello della zona giorno: se i posti a dormire sono un centinaio (98, per la precisione, un numero che rimarrà stabile, ndr), al momento a tavola ce n'è solo la metà. Saranno poi messe a posto pure le camere".

 

Quindi si riferisce alla struttura moderna prevista dal progetto: "Abbiamo cercato di far vedere quello che di bello c'è, la vista sul Crozon, sulla Bocca di Brenta e sulla Presanella. Oggi, con le finestrelle piccole di una volta, la vista è limitata. La sala da pranzo è da rifare. Il progetto, al quale lavoriamo ormai da quattro-cinque anni, è arrivato alla sua quinta versione ed è stato condiviso con il territorio, il Parco, le Regole e la Provincia di Trento. Si tratterà di ripulire le parti accessorie aggiunte alla struttura originaria nel tempo, recuperando i volumi ed aggiungendone".

 

Cossa parla ancora della nuova sala da pranzo: "La struttura sarà un po' particolare, abbiamo scelto questa strada per distinguere la parte nuova da quella storica del rifugio. In questi quattro-cinque anni abbiamo compiuto uno studio sulle ristrutturazioni avvenute nel tempo e fatto uno studio di impatto ambientale. Ogni parte del progetto, a cui ha collaborato un team dell'Università di Trento, è pensata nel dettaglio. Nella struttura annessa verranno ricavate delle stanze per il personale, dei servizi e vi sarà spostata la cucina. Prevedendo una modularità nell'uso, permetterà a al rifugio di funzionare per un periodo più lungo con una struttura ridotta nei periodi di minor afflusso".

"Non irrilevante - sottolinea il presidente del Cai di Monza - saranno il risparmio energetico e la conseguente riduzione dell'inquinamento. La struttura modulare della nuova parte consentirà inoltre i premontaggi a valle, semplificando la costruzione". La parte economica: "Il costo ottimisticamente previsto sarà di due milioni di euro. Necessario, se si considera che saranno aggiunti volumi, ma che soprattutto si lavorerà a 2.200 metri di quota con l'elicottero".

 

Infine Cossa parla della decisione di mantenere l'operatività del rifugio durante gli interventi di restyling: "Non è solo una questione economica, anzi. Il Brentei svolge un servizio importante, anche per la sua posizione".

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