Allergie: arriva il picco delle graminacee, per tutta la settimana alte concentrazioni di pollini anche per betulle carpino nero
Nonostante la situazione per betulle e carpino nero stia migliorando le concentrazioni di questi pollini restano ancora alte. Si attende invece “l’esplosione” dei pollini prodotti dalle graminacee

TRENTO. Brutte notizie per le persone che soffrono di allergia: se è vero che la tendenza, per quanto riguarda la diffusione dei pollini riconducibili alla betulla e al carpino nero è data in calo, è altrettanto vero che le concentrazioni di pollini legate a queste due piante rimangono alte. Pertanto potranno provocare non pochi problemi per chi le soffre. Cattive notizie per quanto concerne le graminacee, per quest’ultime infatti si sta procedendo verso il picco, con una tendenza in aumento.
Betulla e graminacee mostrano un allergenicità molto alta, resta alta anche per il carpino nero. La Fondazione Edmund Mach mette in guardia anche sulla presenza di altri pollini come: orniello, faggio, quercia, moracee e pinacee in alte concentrazioni. Le Urticacee rilevate in media concentrazione.

Inoltre, scrive la Fem cupressacee, noce, sambuco, platano, frassino maggiore, salice, rosacee, leguminose, romice e ciperacee saranno presenti in concentrazioni medio-basse. Segnalata pure la presenza di Spore di Alternaria fortunatamente presenti in bassa concentrazione.
Buone notizie per quanto riguarda la relazione fra allergie e coronavirus: “Negli studi finora disponibili – riferisce l’Istituto superiore di sanità – le allergie non sono state identificate come un fattore di rischio importante per l'infezione da SARS-CoV-2, o per un risultato più sfavorevole” (QUI articolo).
Sicuramente una buona notizia considerando che una fetta consistente della popolazione italiana, addirittura tra il 15 e il 20%, riferisce sintomi stagionali legati al polline, i più comuni dei quali comprendono prurito agli occhi, congestione nasale, naso che cola e talvolta respiro sibilante ed eruzione cutanea.













