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Circuito di skiroll a Passo Lavazè, Coppola: "Speculazione vergognosa e non dignitosa. Dopo lo scempio si limitino almeno i danni"

Dopo l'indignazione generale che si è sollevata per le immagini che mostrano i lavori quasi ultimati della pista di skiroll a 1.808 metri, a intervenire è la consigliera Coppola: "Quanti altri disastri ambientali dovranno compiersi prima che ci si renda conto che così si snaturano luoghi incontaminati rischiando di allontanare i turisti che vengono per godersi le meraviglie del nostro territorio in pace e tranquillità?"

Di Lucia Brunello - 01 agosto 2020 - 19:12

TRENTO. Il progetto del comune di Varena avanzava silenzioso dal 2018, forte anche della tempesta Vaia, che gli ha permesso cogliere la palla al balzo e di etichettarsi come parte di un "piano di riqualificazione ambientale", ma ora che è stato steso l'asfalto, è finito sotto gli occhi di tutti ricevendo la notorietà che (non) si merita. Stiamo infatti parlando della nuova pista da skiroll sul Passo Lavazè, un circuito di 3 chilometri a quota 1.808 metri, costata 700 mila euro.

 

Le immagini scattate da Walter Donegà sono davvero impressionanti, e presto hanno fatto il giro del web sollevando un'indignazione generale. Del resto, non è facile rimanere impassibili di fronte ad una lingua nera che striscia tra gli alberi sradicati da Vaia e il verde di quelli ancora in piedi.

 

Sul tema è subito arrivata Lucia Coppola, consigliera provinciale di Futura, sempre in prima linea per le lotte ambientaliste di valore. L'interrogazione si apre riportando subito la paradossale frase presente sul sito ufficiale di Passo Lavazè: "In un ambiente fortemente incontaminato, a 1.808 metri di quota, il Passo Lavazè offre interessanti opportunità di relax e svago a contatto con la natura. I maestosi massicci del Latemar e del Catinaccio, il Corno Bianco ed il Corno Nero, faranno da cornice ideale alla tua vacanza nelle Dolomiti, Patrimonio mondiale Unesco.”

 

"Ambiente fortemente incontaminato? Direi proprio di no - inizia la consigliera - se si considera la colata di asfalto lunga tre chilometri che è servita per creare la pista di ski-roll più alta d’Europa, che ospiterà anche un poligono di tiro. Una speculazione vergognosa e non dignitosa per un’area di grande valore naturale e paesaggistico".

 

"Questo territorio - continua - già messo in ginocchio della tempesta Vaia dell’ottobre 2018, ha subìto con la realizzazione di questo progetto, un altro duro colpo. Un’operazione mascherata dietro parole come “riqualificazione ambientale (Programma Integrato di Riqualificazione Ambientale – in sigla Piira) del Passo di Lavazé”, ma chiaramente nei fatti un’opera di irreversibile sfruttamento del Passo Lavazè. Purtroppo a nulla sono valse le lotte delle associazioni ambientaliste e non solo che si sono battute strenuamente contro questo progetto".

 

Insomma, il disastro ambientale è stato compiuto, ma la consigliera Lucia Coppola vuole capire in che modo adesso si potrà agire per limitarne i danni. L'interrogazione rivolta al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, infatti, si conclude chiedendo "quanti altri disastri ambientali dovranno compiersi prima che chi progetta, realizza e finanzia opere come quella al Passo di Lavazè si renda conto che con questo modus operandi si snaturano luoghi incontaminati, non solo distruggendo l’ambiente naturale – e questo è già un fattore di gravità assoluta – ma si rischia anche di allontanare a poco a poco dalle nostre zone di montagna i turisti abituali che vengono da noi prevalentemente per godersi le meraviglie del nostro territorio in pace e tranquillità".

 

E, in ultimo, se ora che la struttura è quasi ultimata, si prenderà in considerazione l'idea di limitare il numero di accessi giornalieri al passo dei mezzi a motore.

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