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Dai -20,8 sulla Marmolada ai -15 di San Martino, prima (breve) ondata fredda di questo inverno. E' record di alta pressione, mai così alta da decenni

Sono state registrate temperature minime più invernali anche il 10 novembre, il 12 e 13 dicembre, ma quanto registrato negli ultimi due giorni rappresentano il primato di questo inverno attualmente anticiclonico, caratterizzato da lunghi periodi di alta pressione e sparute azioni cicloniche. I dati di MeteoTriveneto

Pubblicato il - 21 gennaio 2020 - 18:20

TRENTO. Si è verificata la prima vera ondata fredda dell'inverno 2019/20. Sono state registrate temperature minime più invernali anche il 10 novembre, il 12 e 13 dicembre, ma quanto registrato negli ultimi due giorni rappresentano il primato di questo inverno attualmente anticiclonico, caratterizzato da lunghi periodi di alta pressione e sparute azioni cicloniche. Nell'ultimo anno MeteoTriveneto ha installato diverse stazioni in punti nevralgici della zona dolomitica, dopo aver sviluppato la rete sulle montagne e nelle valli prealpine: ora sono 25 le stazioni meteo di proprietà dell'associazione

 

"Nelle due recenti notti - commentano Giampaolo Rizzonelli e Stefano Zamperin, esperti e appassionati di MeteoTriveneto - sono stati registrati -16,3 gradi al Rifugio Pian dei Fiacconi (2.626 metri) nel territorio di Canazei, a nord della Marmolada, quindi -15,9 gradi alla Funivia Rosetta a 2.640 metri e -15 gradi al Rifugio Rosetta Pedrotti a 2.581 metri a Primiero San Martino di Castrozza".

 

E ancora -13,1 gradi al Ra Valles (Freccia nel Cielo) a 2.547 metri a Cortina d'Ampezzo, -10,6 gradi al Passo Rolle a 1.980 metri, -11,9 gradi al Ristoro Belvedere Cima Fertazza (quota 2.080 metri a Selva di Cadore). A questi dati vanno sommati quelli delle stazioni ufficiali di Arpav e Meteotrentino.

 

"In questo senso - continuano gli esperti - annotiamo i -20,8 gradi della stazione più alta del nordest, Punta Rocca sulla Marmolada, e -18,4 gradi Ciampac di Canazei, -18,3 gradi a Cima Presena, -18,3 gradi a Peio, -17,5 gradi di Sass Pordoi. Dati di notevole spessore per le Dolomiti ma meno per le prealpi dove si sono toccati 'solo' i -9,1 gradi di Cima Verena contro i -11,6 gradi del dicembre 2017 e 2018 e i -15,8 gradi del gennaio 2017, solo per citare i dati più freddi su una stazione molto esposta ai venti e quindi senza condizioni di inversione termica".

 

 

Un'ondata fredda molto dinamica, contraddistinta anche da un moderato vento che ha toccato tra i 40 e i 60 km/h alle centraline di MeteoTriveneto. "C'è stato un wind-chill - prosegue MeteoTriveneto - tra i -24 e i -26 gradi, limitando quindi il sedimento dell'aria fredda stessa nei bassi strati. A esempio sulle prealpi non si è scesi sotto i -8 gradi nella solita stazione fredda di Asiago, ma si sono raggiunti i -14,8 gradi nella piana di Marcesina nel territorio di Enego (Vicenza), già conosciuta come la Finlandia d'Italia".

La stazione termometrica di Busa Verle/passo Vezzena a soli 1.432 metri di quota si è raggiunto i -19,3 gradi nel corso della mattina del 20 gennaio, quindi una temperatura inferiore a quella registrata in Cima Presena e simile a quella dei 3.250 metri della stazione in Marmolada. Nelle valli dolomitiche spiccano i -15,8 gradi di Malga Caret (Val Genova) a 1.418 mteri, -14,8 gradi del lago di Calaita (Vanoi) a 1.605 metri, -12,2 gradi di Misurina (Auronzo) a 1.770 metri, -11 gradi di Canazei a 1.465 metri.

 

"La temperatura si sta alzando vertiginosamente - aggiungono Rizzonelli e Zamperin - soprattutto in quota: lo zero termico è passato dai 900 metri di lunedì ai 2.400 metri di martedì. Nell'osservatorio meteorologico del Pian dei Fiacconi la temperatura è passata dai -16,3 gradi della mezzanotte del 19 gennaio ai -4,2 gradi alle 21.30 di ieri sera (lunedì 20 gennaio). A ruota tutte le altre stazioni: si può osservare un netto cambio d'aria che dovrebbe avere il colmo proprio domani (mercoledì 22 gennaio) con lo zero termico a 3.000 metri".

 

Non è la prima volta in questo inverno che lo zero termico arriva a quota 3 mila metri: è successo anche il 12 gennaio (3.400 metri), il 9 gennaio (3.200 metri), il 3 gennaio (3.000 metri), il 5 e 8 dicembre (3.000 metri), ma anche il 28 ottobre (3.100 metri) e il 26 ottobre (4.100 metri). "Il mese di novembre - evidenziano gli esperti di MeteoTriveneto - ha avuto più connotati invernali che autunnali, oltre i 2.000 metri sono scesi dai 100 ai 200 centimetri di neve, con picchi di oltre 400 centimetri a 3.000 metri, dopo un'estate che non voleva finire più con un settembre-ottobre di caldo record". 

 

Un ultimo dato è quello della pressione. "Da segnalare - concludono Rizzonelli e Zamperin - come in queste ore nell’Europa e quindi anche in Trentino si stiano raggiungendo picchi di pressione atmosferica mai registrati prima negli ultimi decenni, si sono raggiunti in Regno Unito i 1.050 hpa: in occasione della tempesta Vaia dell'ottobre 2018 erano stati raggiunti picchi di bassa pressione mai visti nei due secoli precedenti (978,7 hpa all’Osservatorio di Moncalieri, fonte Nimbus).

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