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Due ami nel becco, uno sulla zampa e una lenza attorcigliata attorno al corpo: ancora uno Svasso vittima del ghost fishing. Lipu: ''I pescatori stiano più attenti''

L'uccello è stato curato da Diego Sebastiani di Animal Care e poi consegnato al centro Lipu di Trento. Qualche giorno fa il caso di un cormorano a Canzolino e oggi un altro svasso maggiore recuperato nella zona di Calceranica dalla forestale di Levico e consegnato al centro recupero Lipu, con diverso filo di bava attorcigliata attorno al corpo, un amo nel becco, uno in gola e uno sull’ala

Di L.P. - 29 ottobre 2020 - 17:20

CALDONAZZO. Aveva tre ami da pesca attaccati al corpo e una lenza attorcigliata. E' stato trovato in queste condizioni la scorsa settimana uno Svasso maggiore in difficoltà nel lago di Caldonazzo. A recuperarlo la forestale di Pergine che poi lo ha portato al centro di recupero animali selvatici della Lipu di Trento che da quel giorno lo ha curato per poi rimetterlo in libertà.

 

L’uccello acquatico, abilissimo nuotatore che si nutre di pesce, presentava ben tre ami da pesca attaccati al corpo: due sul becco, uno sulla zampa. In più, aveva una lenza attorcigliata attorno al corpo. Gravemente ferito e intrappolato, è stato visitato dal veterinario Diego Sebastiani della clinica Animal Care. Successivamente ha passato qualche giorno in cura e degenza alla Lipu e infine, guarito dalle multiple ferite, è stato liberato.

 

La Lipu, però lancia l'allarme: ''Si tratta di un’altra, l’ennesima, vittima dell’incuria umana. Che sia per disattenzione o proposito, lascia attrezzatura da pesca come ami, esche e lenze in natura, arrecando molti danni: oltre ad inquinare, si mette in grave pericolo gli animali che vivono in quell’habitat. Non è il primo animale acquatico in queste condizioni che viene consegnato al Centro, ma alcune volte purtroppo non si riesce neanche ad intervenire. Questo Svasso è stato curato perché si muoveva con difficoltà, fosse stato in grado di nuotare sarebbe stato molto difficile prenderlo e probabilmente a breve sarebbe morto''.

 

Come il Cormorano avvistato a Canzolino giorni fa, del quale vi aveva parlato il Dolomiti spiegandovi del ghost fishing (QUI ARTICOLO) che aveva un’esca appesa al becco: in quel caso è parso molto complicato catturarlo essendo in grado di volare e quindi inavvicinabile. Nel frattempo in data odierna un altro Svasso maggiore è stato recuperato nella zona di Calceranica dalla forestale di Levico e consegnato al centro recupero Lipu, con diverso filo di bava attorcigliata attorno al corpo, con un amo nel becco, uno in gola e uno sull’ala. Dopo la difficoltosa rimozione di tutti gli ami l’animale è stato liberato. ''Si raccomanda - conclude la Lipu - ai pescatori di prestare la massima attenzione al fine di evitare questi gravi incidenti con le altre specie acquatiche''.

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