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E' in Alto Adige il Comune dove sono aumentate di più le temperature in 50 anni. Trentino Alto Adige seconda regione in Italia per surriscaldamento

Nell'ambito del progetto In Marcia per il Clima, una ricerca dell'Osservatorio Balcani Caucaso permette di analizzare tramite delle infografiche l'andamento dell'innalzamento delle temperature in Italia attraverso le diverse lenti dei Comuni, delle Province e delle Regioni. Da questo studio emerge come il Comune più interessato sia Martello in provincia di Bolzano (+4,5ºC), mentre il Trentino-Alto Adige rappresenti la seconda regione più interessata dall'aumento medio delle temperature

Di Davide Leveghi - 08 aprile 2020 - 13:28

TRENTO. Mentre il Paese è “congelato” dall'emergenza Coronavirus, con il blocco di un gran numero di attività economiche e la drastica riduzione degli spostamenti, i dati sulla variazione delle temperature avute nella penisola dagli anni '60 ad oggi mostrano una situazione decisamente surriscaldata, con dati piuttosto rilevanti che coinvolgono anche la regione Trentino-Alto Adige.

 

Nella ricerca realizzata dall'Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e pubblicata nell'ambito dell'European Data Journalism Network per il progetto In Marcia con il Clima, il Trentino-Alto Adige/Südtirol si attesta al secondo posto tra le regioni italiane che hanno subito un maggior incremento di temperatura negli ultimi 50 anni mentre il Comune in cui si è toccato il maggior picco di gradi si trova proprio tra le valli nostrane.

 

Sulla base dell'analisi dei dati prodotti da Copernicus (il programma dell'Unione europea di osservazione della Terra attraverso i satelliti) e dall'European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (centro meteorologico formato nell'ambito degli Stati membri dell'Unione), lo studio permette di analizzare Comune per Comune l'andamento delle temperature, con una crescita media nel Paese di 2,2 gradi centigradi, in una situazione complessiva, comunque, che vede un'importante diversificazione lungo il territorio nazionale.

 

Partendo dalle entità amministrative più piccole, i Comuni appunto, il “podio” di quelli che hanno registrato il picco più importante delle temperature negli ultimi 50 anni sono Martello, in provincia di Bolzano, al primo posto (+4,5ºC, a fronte di +2,8ºC del capoluogo provinciale Bolzano e di +2,3ºC di Trento), seguito da Grosio in Valtellina (+4,2ºC, a fronte del +3,3ºC registrato da Milano) e da Fiumicino (+4ºC, a fronte del +3,6ºC di Roma, capoluogo di Regione e della stessa Provincia di cui questo Comune fa parte).

 

 

Un occhio alla mappa della penisola permette di notare come ci siano delle vere e proprie “fasce” interessate da un più sostanziale incremento delle temperature. Fasce che, come evidenziato dallo stesso Osservatorio, potrebbero far pensare ad un impatto sul clima dell'alta densità abitativa e del consumo di suolo. In particolare questo discorso varrebbe per quella “striscia” che da Milano attraversa la Lombardia, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia arrivando fino al confine con la Slovenia.

 

Altre aree interessate in maniera rilevante dall'aumento di temperatura sono quelle montuose di confine, comprendenti la Valle d'Aosta e, appunto, il Trentino-Alto Adige. Non è un caso che il Comune che ha registrato il maggior picco si trovi proprio in una delle nostre valli, la val Martello, poste nella parte occidentale. L'estate passata, d'altronde, i grandi ghiacciai che popolano le montagne di queste regioni avevano ampiamente dimostrato quali fossero gli effetti del riscaldamento globale, con un ritiro consistente e inarrestabile dei ghiacci e l'annerimento delle superfici.

 

Tra i fattori considerati come decisivi nell'innalzamento delle temperature vi sono poi i grandi agglomerati urbani, in particolare la capitale Roma (+3,65ºC) , Milano (+3,34ºC) e Bari (+3,05ºC). Generalmente, anche le aree montuose meno densamente popolate, come visibile lungo la dorsale appenninica , risentono del riscaldamento globale.

 

Complessivamente i Comuni che hanno subito un aumento inferiore a un grado sono solo 149 su un totale di 7904, mentre 2641, cioè un terzo del totale, sono quelli rimasti sotto la soglia dei 2 gradi. In entrambi i casi il Piemonte è la regione più rappresentata.

 

Nello specifico, la provincia di Trento vede un maggiore aumento delle temperature in val Rendena, val di Peio e val di Rabbi, tutte valli poste nella parte occidentale. Peio rappresenta il Comune con l'incremento più rilevante (3,46ºC), seguito da Spiazzo, Strembo e Massimeno (3,44ºC). Sono altri 7 i Comuni che hanno registrato un incremento medio delle temperature di più di 3 gradi centigradi (Caderzone Terme, Pelugo, Pinzolo, Garniga Terme, Avio, Rabbi e Segonzano).

 

I dati per provincia vedono l'Alto Adige tra le 10 province più interessate dall'innalzamento delle temperature. Con +2,8ºC, la provincia di Bolzano si pone al sesto posto in una classifica che vede in testa la provincia di Roma con +3,13ºC, seguita da Brindisi (+3,09ºC), Sondrio (+3,03ºC), Latina (+3,01ºC) e Reggio Calabria (+2,88ºC). D'altra parte, le 10 meno colpite vedono alla testa Trapani (+1,22ºC), Sassari (+1,25ºC) e Pisa (+1,33ºC).

 

I dati per regione registrano un incremento maggiore nel Lazio, con una media di 2,66ºC. Seguono il Trentino-Alto Adige (2,57ºC) e la Lombardia (2,56C). Sono 7 le regioni che si sono fermate al di sotto della soglia dei 2 gradi (Toscana, Liguria, Emilia-Romagna, Sardegna, Piemonte, Sicilia e Marche).

 

 

I dati e le infografiche sono disponibili a questo link, mentre delle elaborazioni più precise sono visibili nella sezione dedicata al progetto In Marcia con il Clima (guidato da Oxfam Italia e finanziato dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo). A questo link è inoltre disponibile un'interfaccia che permette la navigazione all'interno del dataset, in cui è consultabile l'evolversi della situazione anno per anno in ogni Comune e ottenere altre utili informazioni.

 

Questa ad esempio la pagina dedicata alla regione Trentino-Alto Adige:

 

 

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