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L'agonia del ghiacciaio Presena: si sta sciogliendo. Montati i teloni per proteggerlo

Come ogni anno dal 2008, sul ghiacciaio Presena, a cavallo fra Lombardia e Trentino, sono stati installati i teli geotessili in grado di proteggere la superficie ghiacciata dai potenti raggi solari. Sono oltre 100mila i metri quadrati coperti, per un lavoro che riduce la fusione del 52%. Ma l'opera di preservare questo importante ghiacciaio alpino non si svolge solo in estate

Pubblicato il - 15 giugno 2020 - 10:18

PASSO DEL TONALE. L'avvicinamento dell'estate, per i ghiacciai alpini, rappresenta ormai un appuntamento fatale. L'aumento delle temperature, le bizze di un clima sempre più imprevedibile e le conseguenze dell'inquinamento rendono le superfici innevate sempre più a rischio, come testimoniano ogni anno le drammatiche immagini del ritiro o dei crolli delle lingue di ghiaccio. Il bilancio, per ora, è drammatico: negli ultimi decenni, su tutto l'arco alpino, sono scomparsi infatti 200 ghiacciai.

 

 

Per questo, già da 12 anni, sul ghiacciaio della Presena si è cercato di correre ai ripari, installando dei teloni geotessili in grado di contrastare l'arretramento delle superfici ghiacciate e di ripararle dai potenti raggi solari; un lavoro che ha contribuito a ridurre l'ablazione, cioè la fusione che porta all'assottigliamento dei ghiacci, del 52%.

 

A cavallo tra Lombardia e Trentino, dove la Val Camonica “tocca” la Val di Sole, c'è dunque un piccolo segno di una possibile inversione di tendenza. Il merito è del sapiente uso della tecnologia, che installata al termine della stagione sciistica – quest'anno anticipata nella chiusura a causa del lockdown – cerca di preservare la superficie ghiacciata dai violenti raggi solari.

 

“L'idea dei teli – spiega il presidente della società Carosello Davide Panizza – è nata a partire da un programma sperimentale con le università di Trento e Milano per ridurre o comunque diminuire l'ablazione. Hanno la funzione di mantenere una temperatura inferiore al di sotto, riflettendo la luce solare e riducendo così la temperatura della neve: li stiamo applicando dal 2008 con ottimi risultati”.

 

 

Nato nel 2008, appunto, il progetto ha presso avvio grazie alla collaborazione della Provincia di Trento e dal 2015 conta sull'iniziativa della società Carosello, che ha aumentato progressivamente la superficie coperta dai teloni. Nel 2014 erano 40mila metri quadrati, 46700 nel 2015, 60mila nel 2016, 65mila nel 2017, 80mila nel 2018 e addirittura 100mila nell’estate del 2019. questi teloni, in media, coprono uno spessore di ghiaccio che si aggira a fine estate tra i 2,5/3 metri.

 

Sulla validità del progetto, i promotori non hanno dubbi. “Il settore coperto con il geotessile ha evidenziato valori medi di albedo (l'unità di misura del potere riflettente di una superficie) di 0,64 contro un valore medio di 0,43 per la superficie glaciale non coperta. Il settore coperto in media ha un assorbimento di energia solare del 36% mentre la superficie non coperta dal ghiacciaio ha assorbito in media il 57% dell'energia solare. Complessivamente l'azione del telo nel modulare i flussi energetici radiativi assorbiti dal ghiacciaio porta il periodo di sperimentazione ad una riduzione dell'ablazione del 52%”.

 

 

La strategia anti-scioglimento del ghiacciaio Presena, d'altronde, non si limita al solo utilizzo dei teloni in estate. Di inverno, infatti, avviene l'altra parte del programma, con l'incremento della superficie nevosa tramite degli sparaneve di ultima generazione. L'innevamento programmato utilizza l'acqua di un adiacente bacino idrico naturale, proteggendo il ghiaccio naturale con uno strato di neve artificiale.

 

Sono 10 i cannoni che sparano neve lungo tutta la portata di 220 metri cubi della lingua di ghiaccio. Uno sforzo imponente, costoso (la spesa media annua, tra gestione e manutenzione, supera i 420mila euro) ma i cui effetti si fanno sentire: da un confronto tra la condizione del ghiacciaio registrata nel 2008 e quella attuale, emerge che è stato salvato dallo scioglimento uno spessore di ghiaccio alto oltre 50 metri.

 

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