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| 02 ago 2020 | 14:39

Nubifragi e caldo, è allarme smottamenti. Coldiretti: "Temporali troppo violenti. I terreni franano perché non riescono ad assorbire tutta la pioggia"

L’erosione di territorio agricolo a beneficio di asfalto, edifici e capannoni causa il fenomeno dell’impermeabilizzazione del terreno che non riesce ad assorbire l’acqua aumentando il rischio idrogeologico. Coldiretti: "Il risultato? E' che sono saliti a 7.275 mila i comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni"

Nubifragi e caldo, è allarme smottamenti
di Redazione

TRENTO. Con il caldo e la siccità che in questi giorni stanno stringendo l’Italia in una vera e propria morsa, la pioggia è la grande attesa (specialmente nelle campagne) per salvare i terreni aridi mentre gli agricoltori si preparano a irrigazioni di soccorso per salvare le colture e frutti sulle piante.

 

Per portare benefici, però, l’acqua deve cadere in modo costante e prolungato. I forti temporali, invece, rischiano di provocare danni poiché i terreni non riescono ad assorbire tutta la pioggia che cade, andando così a "scardinare" i campi provocando frane e smottamenti.

 

"Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia, dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma", spiega la Coldiretti in riferimento alle frane e agli smottamenti che hanno coinvolto il nord Italia, dalla Lombardia al Trentino fino alla Valle d’Aosta. "C'è una tendenza alla tropicalizzazione che – precisa – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo".

 

E poi denuncia: "Un fenomeno aggravato dal consumo di suolo con l’abbandono delle campagne e la cementificazione che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire il 28% delle campagne".

 

L’erosione di territorio agricolo a beneficio di asfalto, edifici e capannoni causa il fenomeno dell’impermeabilizzazione del terreno che non riesce ad assorbire l’acqua aumentando il rischio idrogeologico. "Il risultato? E' che sono saliti a 7275 i comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni", conclude Coldiretti.

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