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| 30 dic 2020 | 12:42

Oltre 200 eventi estremi e 20 vittime: Legambiente aggiorna la mappa sul clima nella penisola. "Nel 2020 temperatura media cresciuta di 1.5 gradi"

L'Osservatorio CittàClima di Legambiente ha aggiornato la mappa sulla situazione climatica e i danni provocati dal maltempo in Italia. Nel 2020, il "clima impazzito" ha registrato un incremento delle temperature medie di 1,5º e 239 eventi meteorologici estremi 

Oltre 200 eventi estremi e 20 vittime: Legambiente aggiorna la mappa sul clima nella penisola
di Redazione

TRENTO. 529 Comuni colpiti da fenomeni meteorologici estremi, 980 eventi, 360 stop forzati alle infrastrutture. E ancora 439 allagamenti e 125 esondazioni fluviali. La “mappa” del clima presenta per l'Italia un quadro decisamente sopra le righe. Nel bilancio tracciato dall'Osservatorio nazionale CittàClima di Legambiente, infatti, ci si trova di fronte a un altro anno caratterizzato da temperature più calde e al tempo stesso da precipitazioni sopra la media, in cui gli eventi estremi hanno subito un'impennata con 239 fenomeni meteorologici intensi e ben 20 vittime.

 

Il clima “sempre più impazzito” è dunque il protagonista dello studio svolto da Legambiente. Un'analisi che apre uno squarcio su una realtà in evoluzione, dove i dati dimostrano tangibilmente quanto il riscaldamento globale stia impattando sulla vita quotidiana delle persone. L'anomalia termica complessiva per l'anno 2020 si attesta nella penisola attorno a +1,5º, la sesta più elevata degli ultimi 60 anni.

 

Oltre alla temperatura, sono in crescita anche gli eventi estremi, in particolare le trombe d'aria. Nel 2020, in Italia, i fenomeni intensi sono stati 239, di cui 101 allagamenti causati dalle copiose piogge, 19 esondazioni fluviali, 16 danni alle infrastrutture, 12 casi di danni da siccità prolungata, 10 di frane causate da piogge intense, 80 trombe d'aria. Queste ultime mostrano rispetto al 2018 e al 2019 un forte aumento, se consideriamo che in questi 2 anni se ne sono contate rispettivamente 48 e 69. In generale si è registrato un incremento degli eventi che riguardano 2 o più categorie.

 

Con la collaborazione del gruppo Unipol e il contributo scientifico di Enel foundation, l'Osservatorio CittàClima ha così fotografato un bilancio complessivo che ora più che mai dimostra quando sia urgente intervenire per ridurre le emissioni di gas serra, causa principale dei cambiamenti climatici. Le precipitazioni estremamente abbondanti, che hanno ad esempio trasformato le strade di Palermo in fiumi, trovano un contraltare nella siccità prolungata che ha colpito l'intero territorio nazionale tra gennaio e marzo.

 

Il fiume Po e i laghi del nord hanno segnato dei livelli minimi in questa fase, solitamente registrati in estate. Le precipitazioni tra gennaio e marzo sono crollate del 75% rispetto al 2019. Si calcola che a livello nazionale, la prima metà della “primavera meteorologica” (tra l'inizio di marzo e la metà di aprile) sia stata “avara di precipitazioni”, almeno il 60% in meno.

 

“Dai dati che abbiamo raccolto con l'Osservatorio nazionale CittàClima – dichiara il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini – emerge un'intensificazione dei fenomeni meteorologici estremi con impatti rilevanti anche in Italia. Ciò rende oggi non più rinviabile intervenire anche sul fronte dell'adattamento ad un clima che cambia, con l'obiettivo di salvare le persone e ridurre l'impatto economico, ambientale e sociale. L'Italia è ancora tra i pochi Paesi dell'Ue a non disporre di un piano d'adattamento al clima e a continuare la rincorsa ai danni anziché puntare sulla prevenzione”.

 

Non c'è più tempo da perdere, è ora di intervenire come chiede da tempo l'Europa mettendo in campo interventi efficaci e radicali per contrastare la crisi climatica, come le buone pratiche che si stanno portando avanti in alcuni Comuni italiani, così come in Europa e nel resto del mondo. Il governo abbia il coraggio di mettere al centro del Piano nazionale ripresa e resilienza l'adattamento al clima di città e territori, individuando le aree prioritarie e prevedendo interventi strutturali che vadano in questa direzione facendo in modo che il 2021 possa essere per l'Italia l'anno della svolta per accelerare davvero la transizione ecologica del Paese. È ora il tempo delle scelte, prima che sia troppo tardi, non sprechiamo le risorse che l'Europa ci metterà a disposizione per uscire dalla crisi del Covid intervenendo anche rispetto alla più grande crisi climatica”.

 

Altri numeri permettono di farsi un'idea di quale anno sia stato quello che sta per finire. Il 2020 verrà ricordato per essere il terzo tra gli anni più caldi. Il solo mese di novembre si piazza al secondo posto come anno più caldo dal 1880, in una situazione complessiva che vede, secondo un'inquietante previsione del Rapporto sullo stato del clima globale 2020 dell'Organizzazione meteorologica mondiale dell'Onu, il 20% di probabilità di superare la soglia degli 1,5º entro il 2024.

 

I 980 fenomeni meteorologici estremi che hanno provocato danni sul territorio italiano partono dal 2010 e arrivano al 28 dicembre 2020. In questo lasso di tempo, i Comuni colpiti sono stati 529, il 6,6% del totale. Il bilancio delle vittime, di fronte a questi numeri, appare impressionante: sono 255 i deceduti per cause collegate al maltempo, sempre nel decennio in questione, mentre oltre 50mila sono stati coloro che hanno dovuto subire evacuazioni per frane o alluvioni.

 

La mappa è visitabile a questo link

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