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| 20 set 2020 | 17:14

''Scopriamo la verità'', Extinction Rebellion sul Presena per accendere i riflettori sul cambiamento climatico: ''Il sistema verso il collasso''

Alcuni rappresentanti di Extinction Rebellion Trentino, insieme a "The Outdoor Manifesto”, sono saliti a piedi sul Presena per testimoniare l’incredibile arretramento del ghiacciaio come si evince dal confronto fotografico con una foto degli anni '80: "Si punta su sistemi vecchi che non tengono conto dei cambiamenti in corso"

Scopriamo la verità'', Extinction Rebellion sul Presena per accendere i riflettori sul cambiamento climatico
di Redazione

 

 

TRENTO. Alcuni rappresentanti di Extinction Rebellion Trentino, insieme a "The Outdoor Manifesto”, sono saliti a piedi sul Presena per testimoniare l'arretramento del ghiacciaio come si evince dal confronto fotografico con una foto degli anni '80.


La spedizione è stata organizzata per domenica 20 settembre e gli attivisti hanno portato in quota uno striscione "Scopriamo la verità". "Le nostre riserve di acqua si svuotano - commentano le associazioni - spesso non ci rendiamo conto che i ghiacciai sono una fonte primaria di acqua dolce e se non invertiamo la rotta rispetto alle emissioni climalteranti nei prossimi decenni avremo grossi problemi di approvvigionamento idrico e di produzione di energia idroelettrica".

 

Questi ultimi giorni di settembre sono inoltre particolarmente miti, lo zero termico si attesta a circa 4 mila metri di quota. "L’azione di fusione dei ghiacci continua imperterrita senza concedere il tanto atteso respiro ai ghiacciai delle Alpi. L'ondata di caldo di questo periodo - proseguono gli attivisti - ha portato a fenomeni rari o persino inediti per questo mese. Serve un enorme sforzo per mitigare gli effetti della crisi climatica. Tuttavia si continua imperterriti con la sola logica del profitto: si progettano nuovi impianti di risalita e nuove piste da sci: la Lombardia ha appena stanziato 26 milioni per due nuovi impianti di risalita a Ponte di Legno. Progetti simili sono in cantiere anche in Marmolada e su tutto l’arco alpino. Questo sistema porta però i nostri ecosistemi verso il collasso".

 

L’ultimo Special Report dell’Intergovernmental panel on climate change evidenzia l’urgenza di "dare priorità in maniera tempestiva ad azioni coordinate e ambiziose per affrontare cambiamenti persistenti e senza precedenti che riguardano l’oceano e la criosfera" (la porzione di superficie terrestre coperta da ghiaccio o neve). 

 

"Non è coprendo i nostri ghiacciai con dei teli di nylon che li preserveremo da morte certa. Solo qualche giorno fa - aggiungono le associazioni - il ghiacciaio dell’Adamello, il più grande d’Italia, ha perso in un colpo solo un volume stimato di circa 100 mila metri cubi dopo un enorme crollo di 15 metri di spessore della sua parte terminale. A pochi chilometri di distanza un’intensa grandinata ha creato enormi danni all’agricoltura in val di Sole. Purtroppo c’è ancora poca consapevolezza della gravità della situazione: i cambiamenti climatici impattano sulla nostra vita quotidiana". 

 

L’arretramento dei ghiacciai in alta montagna contribuisce poi all'alterazione della disponibilità e della qualità dell’acqua: sono molte le conseguenze per vari settori, quali agricoltura, idroelettrico e turismo. "Ovviamente i cambiamenti idrici - concludono gli attivisti - non colpiscono solamente le persone che abitano le regioni di montagna, ma anche le popolazioni molto più a valle. Per i piccoli ghiacciai in Europa l'Ipcc prevede, per gli scenari con alte emissioni che non prevedono un cambio di rotta da parte della società, una perdita dell’80% della massa ghiacciata entro il 2100".

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