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| 06 mar 2023 | 12:18

"La sete dei fiumi a breve sarà la nostra". La protesta degli attivisti per il clima: "A Bolzano non piove da 36 giorni: servirebbero settimane di pioggia non stop"

L'azione è stata organizzata a ponte Loreto e lungo le rive dell'Isarco. I gruppi: "Il fiume Adige, il principale della provincia di Bolzano, registra un deficit pluviometrico di -98%. Va cambiata immediatamente l'idea di montagna​"

"La sete dei fiumi a breve sarà la nostra"
di Francesca Cristoforetti

BOLZANO. "Ho sete, fermatevi". E' questo il messaggio in tedesco e in italiano sugli striscioni comparsi domenica 5 marzo durante l'azione di protesta di Extintion Rebellion South Tyrol, insieme a Spazio Autogestito 77, Bozen Solidale, Climate Action, organizzata a ponte Loreto e lungo le rive dell'Isarco, a Bolzano. "La sete dei fiumi a breve sarà la nostra sete", aggiungono.


"Siccità è crisi climatica - dichiarano gli attivisti -. Il 2 marzo a Passo Pennes (2.,211 metri sul livello del mare) si registravano 9 centimetri di manto nevoso contro i 60 della media pluriennale degli ultimi 30 anni. Nella maggior parte delle vette sopra i 2.000 metri si registra una contrazione della neve tra il 30% e il 60%.  Il fiume Adige, il principale della provincia di Bolzano, registra un deficit pluviometrico di -98%. Il Po, principale fiume d'Italia, -90%.  Tutti i fiumi e gli invasi dell'Alto Adige registrano una significativa perdita d'acqua. A Bolzano non piove da 36 giorni, per recuperare l'acqua mancante servirebbero diverse settimane di pioggia non stop".


Siccità e temperature elevate sono sintomo dei cambiamenti climatici. "È evidente - denunciano i gruppi - anche ai meno esperti che negli ultimi anni le temperature si sono drammaticamente alzate (picchi di 20 gradi centigradi nei mesi invernali, aumento vertiginoso delle notti tropicali). Sono solo alcune delle conseguenze del cambiamento climatico in un contesto capitalista sempre più sfrenato dove pochi si arricchiscono a discapito dei tanti che più da vicino stanno pagando le conseguenze del Global Warming".

 

L'attacco è diretto anche alla politica. "Le istituzioni continuano a rispondere con piani a lungo termine - proseguono -, conferenze sulla sostenibilità, promesse mai mantenute. Il vero cambiamento deve partire da noi, dalla quotidianità alla capacità di fare pressioni sempre più forti".

 

La montagna non è indenne da tutto questo e diventa in un territorio come il Trentino-Alto Adige ancora più importante. "Va cambiata immediatamente l'idea di montagna - concludono -, sciare è oggi un lusso che durerà ancora qualche anno; dobbiamo boicottare le grandi strutture ricettive di lusso per favorire turismo lento e non impattante; contrastiamo le prossime Olimpiadi invernali progettate come se fossimo negli anni '70; ricerchiamo una mobilità diversa in una città, Bolzano, stretta nella morsa inquinante dell'A22".

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